Via Francigena del Sud
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Sulla Via Francigena del Sud con Marco Dalla Giovanna: tappa tra Andria, Corato e Ruvo

«Il Progetto Twalk è un'idea che nasce da un concetto molto semplice: camminare insieme e parlare davvero»

Questa estate è iniziata con un vivace via vai di pellegrini sulla Via Francigena. Lo annuncia la presidente Adele Mintrone del Comitato Via Francigena del Sud – Corato, Andria, Ruvo e Bitonto. Il 4 giugno è arrivato ad Andria il pellegrino Marco Dalla Giovanna, chef-pellegrino fidentino di 29 anni, che sta percorrendo la Via Francigena fino a Santa Maria di Leuca.

È partito il 23 marzo dalla Valle d'Aosta e sta percorrendo a piedi l'antico cammino, per un tragitto di oltre duemila chilometri. Marco lavora come chef in un albergo della Val Pusteria. Il giovane fidentino si è preso un anno sabbatico per realizzare un viaggio a piedi lungo la Via Francigena portando nello zaino il "Progetto Twalk", un viaggio di storie e racconti.

«Il Progetto Twalk – dice Marco Dalla Giovanna – mi sta facendo capire quanto siano belli l'incontro e l'ascolto durante il cammino. Conoscere persone penso sia la cosa più bella del mondo. Il Progetto Twalk è un'idea che nasce da un concetto molto semplice: camminare insieme e parlare davvero».

Marco continuerà il suo cammino verso Corato, si fermerà a Ruvo e Bitonto e procederà poi verso il Sud. Il pellegrino è accolto e ospitato dal Comitato "Via Francigena del Sud", presieduto da Adele Mintrone, per le tappe di Corato-Andria e Ruvo-Bitonto, dove sarà ospitato anche da alcuni suoi follower.

Marco è uno dei tanti pellegrini che da marzo stanno percorrendo la Via Francigena, chi a piedi e chi in bicicletta, come Roberto, partito da Londra e Canterbury e diretto verso il Sud Europa e la Puglia. C'è chi si ferma a Santa Maria di Leuca e chi prosegue fino a Gerusalemme.



Quest'anno numerosi pellegrini sono arrivati dal Canada e continuano ad arrivare dalla Francia, soprattutto donne over 70. Il pellegrino più anziano che abbiamo accolto ha 82 anni. Le motivazioni del cammino sono sempre più spirituali, specialmente per i più giovani: i pellegrini raccontano di desiderare di ritrovarsi e di riprendere le redini della propria vita, rallentando il ritmo di una quotidianità sempre più frenetica.

Sempre più frequenti, ormai, sono non solo i pellegrini che si fermano a Corato e Andria, tappe scelte anche come mete da gruppi che desiderano trattenersi tre o quattro giorni per visitare i dintorni, ma anche coloro che partono da Corato. Ricordiamo il pellegrino coratino Norberth, che porta nello zaino una storia da condividere e un messaggio di rinascita alla vita; i gruppi di professionisti e i "segnati" che sono partiti da Andria con destinazioni a nord di Roma; e, quest'anno, anche partenze da Bitonto per il Cammino Micaelico.



Tra i tanti arrivi di pellegrini che abbiamo accolto, desideriamo rendere omaggio alla prima donna ad aver ricevuto la carica di arcivescovo a Londra, Sarah Mullally, ricordando l'accoglienza e l'ospitalità che abbiamo offerto, dal 25 maggio 2025, a suo marito Eamonn lungo le quattro tappe francigene (Andria, Corato, Ruvo e Bitonto) di cui ci occupiamo.

Così il pellegrino Eamonn, che camminava in incognito, ci ha salutato e ringraziato: «Sono davvero colpito dal modo in cui voi e la vostra organizzazione trattate lo straniero. Questa è una vera testimonianza cristiana».

E, in riferimento alla tappa di Corato, ci ha scritto: «Volevo solo ringraziarti in modo speciale per la fantastica visita guidata di oggi. È stato davvero speciale ascoltare la vita di Luisa Piccarreta e come il suo lavoro di mistica abbia ispirato altre persone.
Grazie anche per l'introduzione al Santuario della Madonna Greca di Corato. Questa storia è davvero speciale. Il modo in cui la speranza può nascere dalla disperazione è chiaramente dimostrato dal modo in cui le persone furono salvate dalla peste. È un esempio di come Gesù possa cambiare la vita di ognuno di noi se lo lasciamo entrare, indipendentemente da quanto difficili possano essere le nostre circostanze personali».



«Sono questi i ringraziamenti che estendiamo – dice la presidente – a tutti quegli uomini e donne di buona volontà che credono nel cammino francigeno. Grazie a tutti loro e grazie a tutti noi.

Da ben dieci anni mi occupo della Via Francigena. In tutto questo tempo abbiamo costruito ciò che in Puglia e nel nostro territorio non esisteva: un comitato di accoglienza con una rete vera e stabile di ospitalità, collegata al Gargano e al Salento, per pellegrini che apprezzano e ringraziano.

È stato un lavoro faticoso e ha richiesto sacrifici, ma senza questa stretta collaborazione con i vari soggetti del territorio, che riconoscono il pellegrino come qualcosa di diverso dal semplice turista, saremmo rimasti al buio per sei anni.
Abbiamo realizzato un grande lavoro con il territorio e per il territorio, sostenendo e sviluppando il fenomeno del cammino esclusivamente grazie a persone di buona volontà»
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