Corato Social Camp
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Concluso il progetto Corato Social Camp: due giorni di confronto sul welfare di comunità

Due giorni di incontri, talk e stand espositivi che ha messo in dialogo istituzioni, Terzo Settore e cittadinanza

Si è concluso sabato scorso il Corato Social Camp organizzato nell'ambito progetto "Corato Sociale. Il Welfare a misura di Comunità", realizzato dal Comune di Corato - Assessorato alle Politiche Sociali in collaborazione con il Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS. La due giorni, svoltasi tra l'Atrio di Palazzo Gioia e Piazza Sedile, ha riunito organizzazioni del territorio, amministratori, esperti e cittadini in un confronto aperto sui temi del welfare, della sostenibilità, del volontariato e delle fragilità sociali.

Avviato nel 2025, il progetto ha puntato a facilitare l'accesso dei cittadini ai servizi di welfare e a rafforzare la rete locale che si occupa di sociale, attraverso attività di mappatura del territorio, focus group e strumenti concreti co-progettati con i cittadini e in work in progress: una Carta dei Servizi, un Osservatorio e una mappa digitale delle realtà attive a Corato,

«Il progetto ha fatto crescere la consapevolezza collettiva su temi cruciali come le grandi marginalità, la prima infanzia e le povertà – ha dichiarato Felice Addario, assessore uscente alle Politiche Sociali del Comune di Corato - L'impegno ora è proseguire questo percorso, andando in profondità sui nodi che restano aperti.»

Il Social Camp ha offerto due giornate complementari: venerdì 29 maggio, la presentazione dei risultati del progetto e gli stand espositivi in Piazza Sedile, che hanno dato voce alle organizzazioni del territorio; sabato 30, i talk con esperti che hanno approfondito i grandi temi che attraversano il welfare contemporaneo. Dalla transizione energetica come transizione sociale, all'educazione dei giovani al volontariato; dalla tutela delle persone senza fissa dimora al reinserimento lavorativo dei detenuti, fino all'autonomia delle persone con disabilità.

«Corato Sociale nasce da una visione - ha sottolineato Alessandro Cobianchi, direttore del CSV San Nicola. - Il passaparola ha generato nuove richieste, e altre amministrazioni hanno già guardato a questo modello come a qualcosa di riproducibile. La passione non si esporta, ma i modelli e le buone prassi sì. Oggi il Terzo Settore non si limita a rappresentare, sposta gli equilibri.»

I temi al centro del dibattito:
Il filo conduttore dei talk è stato il concetto di vicinanza – fisica, relazionale e istituzionale – come condizione indispensabile per costruire comunità. Daniela Salzedo, Presidente di Legambiente Puglia ha ricordato come la tutela ambientale sia oggi un diritto di tutti, e come il verde urbano costituisca un'infrastruttura sociale capace di contrastare le solitudini involontarie e promuovere le relazioni intergenerazionali. La transizione energetica, ha spiegato, è prima di tutto una transizione sociale.

Giulia Iacovelli, Co-founder Moveon ETS ha posto al centro del dibattito il ruolo dei giovani, sottolineando la necessità di ripensare la scuola come luogo di educazione civica attiva, con stili di apprendimento diversificati e spazi reali di volontariato. "Tre soggetti devono riacquisire responsabilità," ha detto: "le famiglie, gli adulti di riferimento e le istituzioni."

Michele Tataranni Presidente di In.Con.Tra ha portato la testimonianza del lavoro con le persone senza fissa dimora, denunciando il diffondersi dell'architettura ostile e l'aumento dei senza tetto legato alla trasformazione turistica di Bari. "Nel buio attorno alla luce delle istituzioni," ha detto, "vive il mondo del volontariato, che ha il compito di prendere per mano le persone e portarle verso quella luce."

Maria Pia Simone, Presidente di Pegaso ETS, ha raccontato il percorso di 25 anni sull'autonomia abitativa delle persone con disabilità grave, sottolineando come il volontariato possa generare economia e come la relazione personale rimanga il cuore di ogni percorso di inclusione.

Ibrahim El Shelik, Referente di Terre Solidali Impresa Sociale, ha presentato il progetto di inserimento lavorativo e sociale dei detenuti attraverso il lavoro agricolo, un modello che sta facendo scuola a livello nazionale e che punta a creare occupazione dentro e fuori dal carcere attraverso la costruzione di reti di realtà ospitanti.

Ha chiuso i lavori il progettista sociale Roberto Ricco, che ha messo a fuoco il welfare culturale come questione aperta: chi opera nella produzione artistica si muove in un sistema ad alta volatilità, dove la sostenibilità del lavoro resta una sfida irrisolta.

Il progetto:
Corato Sociale sta producendo strumenti concreti a disposizione della comunità tramite un approccio partecipato: una Carta dei Servizi del welfare locale, un Osservatorio permanente sui bisogni del territorio e una mappa digitale delle organizzazioni attive in ambito sociale. "Il percorso partecipativo, costruito attraverso questionari, focus group e incontri tematici, ha coinvolto servizi pubblici, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato e singoli cittadini attivi, generando un modello di governance condivisa che ha già suscitato l'interesse di altre amministrazioni comunali. - spiega Rosa Franco, Presidente del CSV San Nicola ETS - Il progetto ha fatto emergere la consapevolezza che siano la rete, la contaminazione tra mondi diversi e l'incontro fisico tra le persone il vero motore del cambiamento sociale".
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