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Che fine hanno fatto i tamponi rapidi negli studi dei medici di base e dei pediatri?

L'osservazione del presidente dei medici di medicina generale

Che fine hanno fatto i tamponi rapidi negli studi dei medici di base e dei pediatri?

A venti giorni dal lancio della notizia e a 6 dalla firma dell'ordinanza regionale pare che il blocco del sistema sia dovuto alla piattaforma informatica che la Regione avrebbe dovuto mettere a disposizione dei medici, una dotazione indispensabile che serve a registrare le eventuali positività ai test rapidi e a comunicarle subito ai dipartimenti di Prevenzione delle Asl.

Così Donato Monopoli presidente della Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale che ha firmato l'intesa, ha inviato una lettera all'assessore Lopalco che pubblichiamo di seguito:

"Con estrema preoccupazione si deve constatare che a 6 giorni dall'ordinanza presidenziale e ad oltre 20 giorni dalla sottoscrizione dell'accordo regionale sulla presa in carico globale dei pazienti COVID da parte dei MMG, la Regione, in un silenzio sconcertante, non ha ancora messo a disposizione la piattaforma informatica necessaria a gestire le attività di prenotazione del tampone molecolare e di "rafforzamento a supporto delle attività di sanità pubblica. È evidente che senza tale preliminare passaggio, così come condiviso tra le parti, il processo non può essere avviato e quindi i medici non sono nelle condizioni di attendere a quanto previsto dall'Ordinanza come "immediatamente esecutivo" e nonostante le fuorvianti iniziative di alcuni Distretti e le errate informazioni date all'utenza dal personale addetto in alcune Asl. Ciò posto si chiede la convocazione ad horas del CPR per le opportune determinazioni in merito all'applicazione, atteso che al momento risulta l'esistenza di sistemi informatici funzionali all'applicazione dell'Ordinanza e operativi in alcune Asl"
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