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Cronaca
Pistola pronta a sparare nascosta in un muretto a secco nelle campagne di Corato
Il ritrovamento da parte dei Carabinieri in contrada San Vittore
Corato - mercoledì 24 giugno 2026
16.18 Comunicato Stampa
Alle prime luci dell'alba di oggi, i Carabinieri hanno messo a segno un importante colpo contro la criminalità della zona, rinvenendo un'arma micidiale e pronta all'uso nascosta nel cuore dell'agro di Corato, in contrada San Vittore. L'operazione è il risultato del costante lavoro preventivo che gli uomini dell'Arma stanno esercitando sul territorio per soffocare sul nascere possibili escalation di sangue.
I militari, durante le attività di pattugliamento sul territorio di Corato, si sono addentrati in un'area isolata di aperta campagna, un punto preciso tra gli uliveti, ove il raggio d'azione si è concentrato su un classico muretto a secco che delimita due proprietà non recintate. Lì, abilmente occultato sotto una pila di pietre apparentemente anonime, i Carabinieri hanno notato un panno di flanella, al cui interno è stata scoperta una pistola in perfette condizioni di efficienza.
A mettere particolarmente in allarme gli inquirenti sono state le condizioni dell'arma, rinvenuta con il cane armato e il colpo già in canna, pronta a fare fuoco al minimo tocco, con all'interno del caricatore altre 5 cartucce.
Il sito del ritrovamento, pur essendo accessibile, si trova in una zona di campagna isolata e a notevole distanza dal centro abitato. Un luogo che – spiegano gli investigatori – può essere raggiunto e utilizzato come "deposito" sicuro soltanto da soggetti che ne conoscono perfettamente l'esatta ubicazione.
Il sequestro della pistola potrebbe rappresentare la svolta in un recente e inquietante fatto di cronaca che ha scosso la comunità. Gli inquirenti, infatti, non escludono che l'arma ritrovata sia la stessa utilizzata nel violento agguato avvenuto all'inizio di questo mese.
In quell'occasione, la vittima era stata affiancata da uno scooter di colore nero con a bordo due persone completamente vestite di scuro e travisate da caschi integrali. Il passeggero del motoveicolo, dopo aver estratto una pistola, aveva esploso diversi colpi d'arma da fuoco a bruciapelo, attingendo la vittima a entrambi gli arti inferiori prima di dileguarsi nel nulla. Una dinamica tipica delle intimidazioni della malavita.
La pistola sequestrata all'alba è stata immediatamente messa in sicurezza e sarà ora inviata al R.I.S. per i necessari accertamenti, volti a verificare la presenza di impronte digitali o profili DNA sul panno e sull'arma, ma soprattutto a comparare l'arma stessa con i bossoli repertati sul luogo della "gambizzazione".
Grazie a questo intervento preventivo, i Carabinieri non solo hanno tolto dalle strade una pistola letale già pronta al fuoco, ma potrebbero aver stretto il cerchio attorno ai responsabili del grave fatto di sangue che ha violato la sicurezza di Corato. I controlli nell'agro e nelle periferie proseguiranno senza sosta.
I militari, durante le attività di pattugliamento sul territorio di Corato, si sono addentrati in un'area isolata di aperta campagna, un punto preciso tra gli uliveti, ove il raggio d'azione si è concentrato su un classico muretto a secco che delimita due proprietà non recintate. Lì, abilmente occultato sotto una pila di pietre apparentemente anonime, i Carabinieri hanno notato un panno di flanella, al cui interno è stata scoperta una pistola in perfette condizioni di efficienza.
A mettere particolarmente in allarme gli inquirenti sono state le condizioni dell'arma, rinvenuta con il cane armato e il colpo già in canna, pronta a fare fuoco al minimo tocco, con all'interno del caricatore altre 5 cartucce.
Il sito del ritrovamento, pur essendo accessibile, si trova in una zona di campagna isolata e a notevole distanza dal centro abitato. Un luogo che – spiegano gli investigatori – può essere raggiunto e utilizzato come "deposito" sicuro soltanto da soggetti che ne conoscono perfettamente l'esatta ubicazione.
Il sequestro della pistola potrebbe rappresentare la svolta in un recente e inquietante fatto di cronaca che ha scosso la comunità. Gli inquirenti, infatti, non escludono che l'arma ritrovata sia la stessa utilizzata nel violento agguato avvenuto all'inizio di questo mese.
In quell'occasione, la vittima era stata affiancata da uno scooter di colore nero con a bordo due persone completamente vestite di scuro e travisate da caschi integrali. Il passeggero del motoveicolo, dopo aver estratto una pistola, aveva esploso diversi colpi d'arma da fuoco a bruciapelo, attingendo la vittima a entrambi gli arti inferiori prima di dileguarsi nel nulla. Una dinamica tipica delle intimidazioni della malavita.
La pistola sequestrata all'alba è stata immediatamente messa in sicurezza e sarà ora inviata al R.I.S. per i necessari accertamenti, volti a verificare la presenza di impronte digitali o profili DNA sul panno e sull'arma, ma soprattutto a comparare l'arma stessa con i bossoli repertati sul luogo della "gambizzazione".
Grazie a questo intervento preventivo, i Carabinieri non solo hanno tolto dalle strade una pistola letale già pronta al fuoco, ma potrebbero aver stretto il cerchio attorno ai responsabili del grave fatto di sangue che ha violato la sicurezza di Corato. I controlli nell'agro e nelle periferie proseguiranno senza sosta.
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