Agricoltura e paesaggio (repertorio)
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Territorio

13 mila i giovani pugliesi al vertice di aziende agricole

Pandemia e guerra hanno accelerato il fenomeno del "ritorno alla terra"

Le aziende agricole condotte da giovani in Puglia sono 13mila, il 15.3% sul totale delle aziende bio ed il 23% impegnato nelle stalle, con le nuove idee green per garantire cibo ed energia alla Puglia contro la crisi scatenata dalla guerra con il blocco dei rifornimenti di materie prime agricole e il ricatto russo sul gas e sul petrolio.

È quanto sostenuto da Coldiretti Puglia sulla base dei dati dell'ultimo annuario dell'agricoltura del Crea secondo cui, tra l'altro, il 26% dei capoazienda giovani ricorre alla vendita diretta in azienda e il 14% a quella fuori azienda, contro il 17% ed il 10% per i capoazienda con più di 40 anni.

La pandemia prima e la guerra in Ucraina poi hanno accelerato il fenomeno del ritorno alla terra e maturato la convinzione comune che le campagne siano oggi capaci di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, peraltro destinate ad aumentare nel tempo, nel sottolineare che occorre ora sostenere il sogno imprenditoriale dei giovani in agricoltura che mai come adesso vuole investire il proprio futuro nelle campagne, abbattendo gli ostacoli burocratici che troppo spesso si frappongono.

L'incidenza degli investimenti innovativi nelle aziende con capo azienda giovane è quattro volte superiore rispetto a quella che si registra nel caso di capo azienda anziano, il 22.9% con capo azienda fino a 44 anni ed il 5.8% con capo azienda ultra64enne.

«In uno scenario in veloce cambiamento, in cui la complessità delinea l'orizzonte dei fenomeni, non si intravede una sola direzione per il successo delle imprese. Il punto di partenza per il nostro futuro, per una ripresa dell'agricoltura e dell'agroalimentare pugliese, è il fattore imprenditoriale o meglio il fattore umano e l'educazione alla realtà» ha affermato Benedetta Liberace, delegata di Coldiretti Giovani Impresa Puglia, secondo cui è determinante «far conoscere e valorizzare le opportunità per la creazione di impresa ed occupazione nella filiera del cibo, dell'agricoltura multifunzionale e delle eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche pugliesi, asset decisivi per Coldiretti Giovani Impresa Puglia che devono trovare adeguato sostegno».

Coldiretti Giovani Impresa Puglia ha attivato un servizio di consulenza e supporto e un strutturato programma formativo con l'Academy che propone una azione di on boarding, coinvolgendo i giovani in momenti di approfondimento guidati da testimonianze di referenti di area, tecnici da Bruxelles, testimonial del territorio, professori universitari e ricercatori per invitare giovani interessati ad avvicinarsi ad una cultura sindacale ed economica, a salire on board, a bordo della community.

Coldiretti per i giovani ha lanciayo una proposta ampia per la ripresa del settore attraverso formazione, semplificazione, strumenti flessibili di accesso al lavoro, incentivi per poter operare in velocità e promuovere investimenti in innovazione con un vero e proprio rilancio economico e sociale dell'agricoltura regionale, perché l'emergenza causata dal Covid ha fatto emergere la consapevolezza che l'agricoltura è legata non solo alla tutela della salute e dell'ambiente, ma anche alla sicurezza degli approvvigionamenti per la popolazione e alla difesa della sovranità alimentare dei Paesi.

È soprattutto grazie a questa svolta green che l'Italia è diventata leader in Europa per numero di giovani imprese agricole, che sono peraltro anche più brave dei colleghi Ue se si considera che il valore della produzione generato dagli under 35 nostrani è pari a 4.964 euro ad ettaro, oltre il doppio dei giovani agricoltori francesi (2.129 euro/ettaro). Ancor più marcata la differenza con la Spagna (2.008 euro/ettaro). Dietro anche i tedeschi (3.178 euro a ettaro). Nel complesso, la produzione standard generata per ettaro coltivato dai giovani in Italia è poco meno del doppio della media europea (2.592 euro a ettaro), secondo il rapporto del Centro studi Divulga.

Il maggior appeal del lavoro in campagna si riflette anche sule scelte scolastiche. Un profondo cambiamento di cui al boom di iscrizioni degli studenti degli istituti professionali in agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane si aggiunge peraltro quella le presenze all'indirizzo agraria, agroalimentare e agroindustria degli istituti tecnici, in aumento del 17%.
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