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Antenne 5G: a Corato nessuna sperimentazione

Partite solo in 5 comuni capoluogo. Dal 2022 anche in altri 120 comuni, ma Corato non è nella lista

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Le sperimentazioni per la trasmissione dati con la tecnologia 5G a Corato non inizieranno, né sono previste in futuro.
Lo ribadisce l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani in una nota rivolta a tutti gli enti locali con le informazioni, il quadro giuridico di riferimento e le competenze amministrative in tema di installazione, riprendendo la delibera n 231/18/Con dell'Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni.

Un documento in cui l'AgCom regola, tra le altre cose, la vera e propria corsa che gran parte dei piccoli comuni italiani ha intrapreso per essere tra i primi a poter usufruire di questa tecnologia - già utilizzata da tempo per le trasmissioni televisive - applicata alla telefonia mobile, grazie proprio alla liberazione da parte di alcune emittenti televisive delle frequenze di utilizzo.
Corato, al momento, è però tagliata fuori da questa infrastrutturazione, come ribadito proprio dall'ANCI.

«In Italia – spiega l'associazione dei Comuni - si è avuto un solo programma pubblico di sperimentazione della tecnologia 5G: si tratta di 5 progetti sperimentali realizzati nelle città di Bari, L'Aquila, Matera, Milano e Prato a seguito di uno specifico Avviso pubblico emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico il 16 marzo 2017».

«Non esiste – prosegue la nota - come erroneamente riportato da più parti, una sperimentazione che coinvolga i piccoli Comuni. Esiste invece un elenco di 120 piccoli Comuni allegato alla già citata delibera dell'AgCom n. 231/18/CONS: in questi territori gli operatori saranno obbligati a offrire copertura in tecnologia 5G utilizzando le frequenze in banda 700 MHz, quindi non prima del 1° luglio 2022. Si tratta di una misura a tutela di questi territori che, in base a una serie di parametri, sono considerati come in "divario digitale profondo" e quindi a rischio di mancata copertura senza un intervento del regolatore pubblico, come spiegato in questa nota dell'Autorità stessa».

Per ora, quindi, il divario digitale di Corato resterà esattamente lì dov'è.
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