Emanuele Lenoci
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Politica

Emanuele Lenoci presenta la sua candidatura "civica" a sindaco di Corato

Cinque gruppi già a suo sostegno ma si punta ad allargare

Civismo e trasversalità. Sono i due aggettivi che connotano la candidatura a sindaco di Corato di Emanuele Lenoci, primo sin ora ad aver ufficializzato la sua corsa verso la fascia tricolore di primo cittadino. A sostenerlo saranno dei gruppi civici, capitanati da persone di lunga esperienza politica e che conoscono bene la macchina amministrativa essendo stati, appunto, amministratori della città di Corato negli anni passati. Del resto anche quella di Lenoci è una esperienza di lungo corso, con un impegno politico che lo ha visto già indossare i panni dell'assessore allo sviluppo economico durante le amministrazioni guidate dal sindaco Luigi Di Gennaro e dal sindaco Renato Bucci, amministrazione che lo vide anche ricoprire il ruolo di vice sindaco.

Accanto a Lenoci, dunque, ci saranno i gruppi di Rinnovamento Corato dell'ex consigliere Maurizio Vernice; il movimento "Colpo di spugna" dell'ex assessore della prima giunta Perrone Alduccio Tarricone; il gruppo dell'ex assessore della giunta Mazzilli Gaetano Nesta, il gruppo di Corato Popolare, guidato da Cataldo Strippoli e quello di "Altra Corato", guidato dall'ex assessore e consigliere comunale Luca Cifarelli. A loro, innanzitutto, il candidato sindaco Lenoci ha voluto formulare il ringraziamento per aver creduto nella sua persona e per aver dato vita alla coalizione Rete Civica.

Per parlare all'attenta platea Lenoci ha preferito rimanere solo dietro il tavolo dei relatori, rivolgendo ai presenti il risultato di quelle riflessioni che lo hanno portato ad accettare di concorrere alla carica di primo cittadino.

In apertura, quindi, un concetto chiave: «si rende necessaria una nuova azione politica che sia di discontinuità rispetto al passato e possa essere percepita come tale dai cittadini, con taglio diverso, focalizzata fortemente sui problemi della continuità». Una rottura dunque con il passato, con la «politica di vecchio stampo», e la ricerca di una «inversione di tendenza».

«Noi tutti dobbiamo dare prova di civismo» ha riferito Lenoci, inquadrando il progetto di Rete Civica «nel solco di esperienze comuni di quanti tra noi erano stanchi di rispondere alle segreterie politiche dei partiti tradizionali». Una chiusura ai partiti? Non definitiva, anche se Lenoci ha affermato di privilegiare come interlocutori coloro che si identificano in progetti civici, in maniera anche trasversale ai colori politici.

«Sono espressione di una coalizione di soli movimenti civici, trasversale ai colori politici, contraria alla polarizzazione della politica e alle barricate ideologiche, con le quali hanno diviso per anni gruppi propositivi come i nostri, che racchiude al suo interno persone motivate esclusivamente dalla voglia di cambiare il modo di fare politica e di convergere su un programma elettroale che non sia il solito libro dei sogni ma che esprima concretezza, fattibilità». Sì al pragmatismo, no alla visibilità politica, condizioni imprescindibili per allargare la coalizione «ad altre espressioni del civismo coratino».

Lenoci individua tre concetti sui quali impostare tutto il suo percorso politico: rispetto, ascolto e dialogo. Rispetto per gli avversari politici, senza attacchi di sorta e senza rispondere a provocazioni che potranno giungere; ascolto dei bisogni dei cittadini e dialogo con il tessuto sociale,, economico e produttivo della città.

Benché il programma sia tutto in fase di realizzazione, con il contributo di tutti coloro che vorranno sostenere il progetto di Rete Civica, un punto chiave è stato già individuato: la salute dei cittadini. In questa direzione si inquadra anche un dialogo avviato con l'associazione "Onda d'urto" che si occupa di lotta ai tumori nella nostra città e da tempo si batte affinché venga istituito un registro dei tumori. Rete Civica ha dunque dichiarato di voler sostenere la petizione dell'associazione finalizzata all'istituzione dell'osservatorio comunale sulla salute e nello specifico quello delle neoplasie. Inoltre si punta all'istituzione di un sistema di monitoraggio dei fattori inquinanti dell'ambiente in rapporto e stretto confronto con Arpa Puglia.

Ritornando al modus operandi, Lenoci ribadisce la necessità di «un rapporto diretto con gli elettori, di rappresentare gli interessi della collettività e di selezionare la classe politica che dovrà amministrare la città». Un atteggiamento che Lenoci auspica possa produrre come effetto una "conversione dell'elettore" o una attivazione/riattivazione di quelle predisposizioni politiche latenti, diventando la voce di chi non ha avuto voce e riconquistando la fiducia di chi non crede più nelle istituzioni.

In chiusura un monito: «Nessuna attenzione personale. Rifiutiamo sin d'ora il consenso di chi ci chiede il do ut des: questi elettori si rivolgano ad altri candidati»
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