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Cronaca

Fu accusato da un pentito, l'ex poliziotto Vincenzo Di Chiaro assolto con rito abbreviato

Per Di Chiaro acclarata l'estraneità alle accuse: il fatto non sussiste

Il procedimento giudiziario che coinvolgeva l'ex sovrintendente capo della Polizia di Stato, Vincenzo Di Chiaro, accusato di induzione indebita a dare o promettere utilità, si è concluso con un'assoluzione con formula piena. L'imputato era stato sottoposto a procedimento penale in seguito alle accuse di un collaboratore di giustizia, che aveva affermato di aver acquistato da Di Chiaro delle apparecchiature per il furto di automezzi.

Il processo si è svolto con rito abbreviato e il giudice ha accolto le tesi della difesa, dichiarando l'insussistenza del fatto e assolvendo l'imputato. Questa vicenda giudiziaria è correlata ad un altro procedimento, noto come "Giustizia svenduta", che coinvolge Di Chiaro e altri soggetti. In tale procedimento, il Tribunale di Lecce aveva emesso una sentenza di condanna, successivamente annullata dalla Corte di Appello di Lecce per incompetenza funzionale-territoriale, e ora all'attenzione della Procura della Repubblica di Potenza. L'accusa era basata principalmente sulle dichiarazioni di Flavio D'Introno, legato al collaboratore di giustizia in altre vicende processuali ancora in corso.
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