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Editoriale

L'anno che è stato e quello che verrà

Corato saluta il 2018 e attende un anno migliore

Il 2018 sta per salutarci. È un anno che non ci mancherà, avaro di gioie e caratterizzato da episodi che non si faranno certamente ricordare come positivi.

È stato l'anno della lunga crisi politica che ha lacerato l'amministrazione comunale al punto di portarla al commissariamento ed è stato anche l'anno di un tragico fatto di sangue avvenuto in Piazza Abbazia, costato la vita ad un giovanissimo per mano di un altro giovanissimo.

È stato l'anno del brutto atto intimidatorio ai danni di un carabiniere nostro concittadino a cui è stata fatta esplodere l'automobile proprio sotto casa e dell'inchiesta su presunte ingerenze di uomini della politica regionale nell'affidamento degli appalti per la realizzazione della scuola Giovanni XXIII.

Non si contano gli episodi di microcriminalità messi a segno nella nostra città, innanzitutto gli atti incendiari alle autovetture: una autentica malerba che ancora si fa fatica ad estirpare. Decine, tuttavia, sono stati gli arresti effettuati dalle forze dell'ordine che mai hanno fatto mancare la loro professionalità ed attenzione per il territorio. Il primo augurio per un 2019 migliore è proprio per loro, presidio di legalità e sicurezza nella nostra città. Un grazie sentito di vero cuore anche ai volontari, alle associazioni di protezione civile e ai vigilanti, sentinelle notturne sempre dalla parte del cittadino.

Questa notte aspetteremo il 2019 lontano dalla piazza, magari con i nostri affetti più cari recuperando la gioia di farsi gli auguri dinanzi ad una tavola imbandita sulla quale troneggiano le immancabili lenticchie. E chiederemo al nuovo anno di darci tanti motivi per cui essere gioiosi.

Ci lasciamo alle spalle un anno intenso anche di emozioni positive. In quest'anno abbiamo accolto il nuovo arcivescovo Mons. D'Ascenzo; abbiamo gioito dinanzi ai teleschermi per la nomination in cinquina al David di Donatello del nostro concittadino Nicola Nocella; abbiamo assistito alla demolizione della palazzina di Via Alemanni che abbiamo voluto interpretare come il voltare pagina rispetto ad una situazione che tanto dolore ha arrecato in tante famiglie, ben consapevoli che vedere le ruspe al lavoro sia stata una ferita enorme per chi in quelle case ha lasciato anni della propria vita.

Il 2018 è stato anche l'anno di molti gesti di speranza e di accoglienza: a fronte della chiusura dei centri di accoglienza per migranti per effetto di una legge dello stato, ci sono state bellissime testimonianze di integrazione. Abbiamo avuto modo di conoscere la storia di un giovane africano che ha sventato una rapina dinanzi a un supermercato. Per ringraziarlo i titolari del supermercato hanno voluto dargli un lavoro, assumendolo nella loro squadra. Tra i gesti di altruismo che vogliamo ricordare ci sono certamente quelli di chi ogni giorno è in prima fila per salvare vite umane: i soccorritori e i medici dell'ospedale ai quali spesso, anche sulle nostre pagine, sono state indirizzate parole di gratitudine. Ci rimarrà inoltre impressa la foto, che ha fatto il giro dell'Italia, di un nostro concittadino tra i primi a soccorrere alcuni migranti arenatisi con la loro imbarcazione sull'isola di Capo Rizzuto.

E vogliamo aspettare il 2019 ripensando a quella carezza che Papa Francesco ha donato a Mauro, un nostro concittadino affetto da una malattia neurodegenerativa. Una immagine di speranza, di gioia e di vicinanza. Una foto che ha regalato enormi emozioni.

Vogliamo ripartire da quella foto, da quel gesto di speranza e di vicinanza; di solidarietà e fraternità.

Cari concittadini, a voi tutti l'augurio più grande di un 2019 fatto di grandi soddisfazioni, di emozioni intense, di generosità e di rispetto; di gioia di vivere e condividere quanto di positivo riusciremo a raccogliere. L'anno che ci aspetta sarà molto impegnativo ma noi siamo pronti ad accoglierlo con una grande iniezione di positività.
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