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Scuola e Lavoro

"La Legalità Come RISposta Al Crimine": all'IPC Tandoi una conferenza su legalità e consapevolezza di essa

Tanti gli illustri relatori al tavolo, tantissimi i ragazzi che hanno seguito l'interessante evento

Questa mattina presso la Sala Riunioni dell'IPC Tandoi, si è tenuta una prestigiosa ed interessantissima conferenza intitolata "La Legalità come RISposta al Crimine". Organizzata dalla Fondazione Vittorio Occorsio, che da anni si batte per l'educazione alla legalità nelle scuole, assieme al dirigente scolastico Prof. Francesco Catalano.

Obiettivo dell'incontro con i ragazzi, quello di sensibilizzarli alla legalità, dopo un lavoro approfondito in classe sui cosiddetti "Anni di Piombo", con la consapevolezza che "historia magistra vitae": imparare a menadito date, eventi, fatti, non serve a nulla se non applicati alla vita reale.

Dopo i saluti di rito del "padrone di casa, spazio al ricco parterre, moderato dalla professoressa Silvia Di Bisceglie, tra le fautrici del progetto assieme al prof. Giuseppe Scardigno.

Con il sindaco fuori città, i saluti istituzionali sono stati affidati all'Assessore Luisa Addario: «Tutti devono avere lo stesso punto di partenza nella vita. La causa della mancanza di legalità affonda in un bisogno sociale familiare economico culturale, da una disparità che sembra incolmabile. Solo politica, scuola, società possono appiattire tali differenze, partendo dalle giovani menti».

Prof. Giuseppe Scardigno: «Questo incontro è alla memoria di Vittorio Occorsio, magistrato vittima del terrorismo di estrema destra negli anni di piombo. Importante per noi è custodirne la memoria storica, affinché i ragazzi imparino e facciano tesoro di ciò che è accaduto. Il percorso di studi che andiamo ad affrontare è purtroppo anacronistico, gli studenti non sanno cosa c'è dietro il terrorismo rosso o nero che sia. A prescindere dal programma, queste sono cose che in classe vanno affrontate ed approfondite. E noi l'abbiamo fatto.

Assuntela Messina, Vicesegretaria Generale Fondazione Vittorio Occorsio: «La fondazione Occorsio accompagna i percorsi di legalità, dando uno sguardo alla storia del nostro paese. È necessario dare l'opportunità ai ragazzi conoscere questo periodo, perché qui di possano rintracciare dinamiche fondamentali. Da qui possiamo rinsaldare quei principi di partecipazione e cittadinanza attiva. Gli anni di piombo sono stati drammatici e bui, ma "straordinari", non solo per la violenza esercitata, rispetto alla quale i servitori dello stato sono stati costretti a soccombere, ma anche per la risposta forte dello stato. Anni violenti e terribili, da conoscere scientificamente, con lo Stato in grado di mettere in campo una strategia che ha salvaguardato la democrazia. L'analisi di un fenomeno ha bisogno di attenzione ma anche di risposta. La memoria è un atto di giustizia fondamentale: ricordare vuol dire rendere omaggio a tutti coloro i quali hanno sacrificato la propria vita per la causa. La memoria ha anche funzione rigenerativa: anima in noi un nuovo spirito di servizio, siamo chiamati anche noi ad un servizio di bene per la comunità, di diventare noi stessi testimoni e avamposti della legalità. L'idea del rispetto delle regole, degli altri, dei luoghi e delle circostanze, ci aiuta a creare una posizione positiva all'interno delle nostre comunità».

Le fa eco il Colonnello Francesco De Marchis, comandante provinciale di Bari: «Non ho vissuto gli anni dello stragismo, più vivo è il ricordo degli anni in cui la mafia imperversava, che hanno messo a dura prova la democrazia. Oggi viviamo fortunatamente in un contesto in cui lo Stato è vivo, la nostra democrazia è forte e matura, che ha saputo crearsi gli anticorpi rispetto a questi fenomeni. Accanto all'azione di contrasto, la memoria ha svolto ruolo fondamentale. La memoria non dev'essere esercizio sterile, è utile per cementare la comunità».

Successivamente il Tenente Colonnello Adolfo Gregori, del RIS di Roma, ha esplicato con l'ausilio di un video e di un PowerPoint, i passaggi fondamentali dell'indagine, soffermandosi in particolare sul kit che i Carabinieri del nucleo RaCIS utilizza sulle scene del crimine, attirando l'attenzione dei tanti ragazzi accorsi nella Sala Riunioni.

Sul finire della conferenza, anche i Colonnelli Dario Mineo e Massimo Corradetti, sono entrati nel merito del loro lavoro, molto prestigioso, ma sconosciuto nei particolari ai più.

L'educazione alla legalità dovrebbe essere materia istituzionalizzata, non affrontata una volta ogni tanto con questi eventi. L'IPC Tandoi, avvertendo questa lacuna Ministeriale, ha con questa conferenza, lasciato un seme, un germe di legalità e di speranza a tutti i giovanissimi presenti.

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