Editoriale

La smania social e l'epic fail del sindaco

L'acchiappa like e la continua necessità di difendersi dai leoni da tastiera

"Ormai si preferisce scrivere anziché pensare", diceva questa mattina al Tg Norba il direttore Magistà. Come non dargli ragione.

Nell'epoca dei social il pensiero è sceso vertiginosamente nella classifica delle priorità venendo facilmente scalzato dalla smania di arricchire le proprie bacheche di contenuti che sembrino in qualche modo avvalorare presunte tesi, non meglio fondate. Quel che conta è cercare qualcosa che possa fare breccia, che possa in qualche modo certificare che le proprie azioni siano corrette, che le proprie affermazioni abbiano un fondamento e poco importa se tale "certificato" provenga da bufale, notizie infondate se non appositamente false.

L'acchiappalike ha preso il sopravvento sulla verità. Oggi è vero ciò che prende più like sui social. Una sorta di televoto che ci trascina in un mondo parallelo, dove la ricerca del consenso si fonde con il narcisismo di compiacersi dell'apprezzamento ricevuto e poco interessa se questo apprezzamento sia qualificato.

Stando al furor di popolo intercettato sui social, il concerto di Edoardo Vianello sarebbe dovuto essere un flop. La veneranda età del cantautore è la prova addotta di come tale concerto non avrebbe potuto avere successo e, poco importa se si tratta di un artista che ha venduto milioni di copie dei suoi dischi e ancor meno importa se, ancora oggi, ci si ritrova in ogni festa a ballare "L'Alligalli", senza tener conto dell'anagrafica. Simili dettagli emergono soltanto quando si decide di avvalorare la tesi secondo la quale chi ha scelto quello spettacolo ha sbagliato. La sentenza viene emessa ancor prima di verificare se effettivamente il flop si è registrato. Intanto ci si compiace della pioggia di like ricevuti per una polemica preventiva. Il narcisismo è assecondato, il leone da tastiera ha ottenuto la sua ricompensa.

La sindrome da compiacimento non risparmia nessuno, nemmeno chi - a tutti i costi - prova a smentire i detrattori facendo ricorso alla prima prova che gli capita tra le mani. Ma occorre fare veloce: ogni secondo che passa è un potenziale like perso.

In questa trappola è caduto il sindaco di Corato Massimo Mazzilli che, pur di avvalorare la tesi secondo la quale la scelta di Edoardo Vianello è stata azzeccata, ha pubblicato la prima foto che gli è capitata tra le mani di una piazza gremita. E poco importa se quella non era la piazza di Edoardo Vianello né tanto meno una piazza di Corato. Quel che conta è dimostrare che la piazza è piena, che i detrattori hanno torto e che si è colpito nel centro.

Il popolo dei social, però, non perdona: l'epic fail del sindaco Mazzilli è stato prontamente "sgamato". Un boomerang che ha colpito in pieno viso il primo cittadino, costretto a rimuovere il post narcisista. Manco a dirlo, lo scivolone del sindaco ha svegliato i leoni silenti che hanno ripreso a ruggire pur di nutrirsi di like.

L'esperienza insegni: i bilanci si tracciano alla fine e l'azione sia più lenta del pensiero, se non si ha paura della realtà.
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