Comune Corato
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Editoriale

Repetita iuvant. Il commissario prefettizio ancora non ci dà risposte

Imbarazzante la nota diffusa da Palazzo di Città

Ci aspettavamo che, dopo le nostre richieste formali e gli articoli di stampa in cui pubblicamente si richiedeva al commissario prefettizio di fornirci informazioni ufficiali circa la situazione cittadina in ragione dell'emergenza coronavirus, il commissario avesse preso coscienza del deleterio immobilismo comunicativo di Palazzo di Città e si impegnasse a rimediare al già di per sé imbarazzante silenzio.

L'unica risposta che abbiamo ricevuto è ancora più imbarazzante del silenzio degli ultimi giorni. Una nota degna dei maestri dell'ermetismo, priva di alcuna risposta, che ci porta a pensare che il commissario prefettizio non abbia il termometro della situazione cittadina.

Un irrispettoso giro di parole privo di significato, che ricorda i non sense di Ugo Tognazzi in "Amici Miei", che ci preoccupa non poco.

Il commissario straordinario ha tacitamente ammesso di non avere ulteriori dati rispetto a quelli già forniti. Ha ammesso altresì di non aver esperito tutte le strade per verificare le informazioni diffuse a mezzo stampa e in merito alle quali avevamo richiesto chiarimenti. Insomma, nessuna conferma e nessuna smentita. Tutto ciò è inammissibile.

Ci viene richiesto di attenerci alle informazioni ufficiali, dimenticando che è il Comune la fonte ufficiale per eccellenza. Oggi, a rappresentare lo Stato Italiano a Palazzo di Città c'è il commissario prefettizio, e lo Stato Italiano nella figura del commissario prefettizio ha il dovere di fornirci delle risposte.

È inaccettabile che una comunità di cinquantamila abitanti, una città operosa, che ospita imprese fiore all'occhiello dell'industria pugliese, non possa essere messa nelle condizioni di sapere perché il poliambulatorio è chiuso; perché ci sono operatori sanitari posti in quarantena; quanti sono i casi accertati di concittadini risultati positivi al Covid 19.

Se il commissario prefettizio non è a conoscenza delle risposte, che si attivi per trovarle presso gli organi superiori.

Non si può rimanere sordi di fronte all'appello degli organi di stampa, della cittadinanza, dei rappresentanti del mondo produttivo, di parlamentari ed esponenti politici.
Proprio perché repetita iuvant, siamo nuovamente a formulare domande dirette. Non ci accontenteremo di non risposte o di silenzi.
  1. Quanti sono i casi accertati di positività al Covid 19 a Corato?
  2. Perché il poliambulatorio è stato chiuso?
  3. È vero quanto affermato dal segretario generale della FIALS che nell'ospedale Umberto I di Corato si sono verificati casi di contagio tra gli operatori sanitari?
Esperiremo ogni strada per avere risposte ufficiali a queste domande. Se occorrerà interpelleremo gli organi superiori.

Il caso del silenzio istituzionale di Corato è ormai noto ad ogni livello.

La comunità di Corato oggi si sente sola, abbandonata e non tutelata.
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