Ravenna Cesena Sara Ventura. <span>Foto Mirko Montrone</span>
Ravenna Cesena Sara Ventura. Foto Mirko Montrone
Calcio

Da Corato a Ravenna: il sogno di Sara Ventura, calciatrice nel secondo campionato nazionale

Dopo l'esperienza a Trani, la classe 2002 è approdata in Emilia Romagna per proseguire il suo percorso di crescita

Ha gli occhi accesi e sorridenti, Sara Ventura. Gli stessi occhi di quando poco più che una bambina lasciò la danza per correre dietro ad un pallone. Dalle scarpette con le punte, alle scarpe con i tacchetti, a distanza di anni quella scelta sembra davvero azzeccata, perché Sara partita dopo partita, stagione dopo stagione, sta acquisendo sempre più credibilità nel secondo palcoscenico nazionale del calcio femminile. Dopo la retrocessione della sua ex Trani, quella Trani che l'ha fatta crescere calcisticamente tra C e B, Sara è rimasta in cadetteria, sposando il progetto giovane e ambizioso del Ravenna, squadra che è alla sua sesta partecipazione in B e che per ben tre volte ha sfiorato la promozione in massima serie (due terzi posti ed un quarto posto).

Quest'anno la compagine romagnola ha compiuto una vera e propria rivoluzione, in società ed in campo e Sara è stata scelta come protagonista di questa nuova avventura. Noi l'abbiamo intervistata in esclusiva, alla vigilia del match in campionato d'esordio contro l'Arezzo.
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Quali sono state le tue emozioni al momento della firma?

«Essere stata scelta da una squadra del calibro e del blasone del Ravenna è per me motivo di grande orgoglio, firmare per loro è stato un gran momento. Qui ho trovato un'allenatrice che ha una grandissima esperienza nei settori giovanili nazionali, è una persona molto competente calcisticamente ed una grande persona a livello umano. Mi ritengo fortunata ad essere qui. Spero che questo campionato mi dia soddisfazioni non solo personali, ma di squadra, in modo da dare un senso ai sacrifici che sto facendo».

Come ti ha accolto il nuovo gruppo, che ambiente hai trovato?

«Ho trovato un ambiente bellissimo ed accogliente, con gente molto preparata. Con le mie nuove compagne ho stretto subito un bel legame, siamo tutte giovani ed è stato semplice fare amalgama, condizione imprescindibile per far bene anche in campo».

Qual é l'obiettivo del Ravenna quest'anno?

«Il nostro primo obiettivo è certamente quello di salvarci il prima possibile, in un campionato molto competitivo e complesso, ma sono sicura che possiamo toglierci delle belle soddisfazioni. Già nel nostro esordio contro una squadra forte contro il Cesena (Sara ha giocato titolare, ndr), abbiamo dimostrato, nonostante la sconfitta, grande solidità ed organizzazione con pochi allenamenti alle spalle. Possiamo e dobbiamo contare sul nostro entusiasmo e sulla nostra energia per mettere in difficoltà qualsiasi squadra. Da qui in avanti possiamo migliorare tanto, i margini di miglioramento sono ampi, personali e di squadra».

Come stai vivendo l'adattamento a terzino? Fino ad un paio di anni fa giocavi molto più avanti...

«L'anno scorso per esigenze di squadra a Trani, ho giocato terzino. Inizialmente non mi piaceva giocare più bassa e ho incontrato non poche difficoltà, ma partita dopo partita sono migliorata tanto e anche qui in Romagna agirò da terzino sinistro. In questo mio nuovo ruolo sento di essere molto migliorata in fase difensiva e sono diventata più "cattiva" agonisticamente».

Cosa pensi del divario calcistico tra nord e sud? Addirittura nelle prime due categorie, l'unica squadra del sud è la neo promossa Napoli

«Credo che la differenza purtroppo sia ancora molto netta. In B la squadra più a sud è la Roma. Fa male vedere che la Puglia non abbia alcuna compagine in seconda serie. La differenza, ora che sono qui, la sento ancora di più, nascere al nord ti dà molte più possibilità di crescita, nel giro di pochi chilometri ci sono tantissime società valide in A, B, C. Io infatti per mantenere la categoria mi son dovuta spostare di 600 chilometri. Da noi ci sono belle realtà, Trani, Lecce, Molfetta, Matera, piazze appassionate ma che vanno supportate di più per far sì che possano salire di livello».

Il calcio femminile, dopo un periodo "d'oro", sta vivendo un momento di flessione: che ne pensi?

«C'è stato un momento in cui il calcio femminile sembrava in un'inarrestabile ascesa, invece adesso sta vivendo una flessione fisiologica. È emblematico il fatto che la B non abbia diritti televisivi. Quest'anno le partite della nostra categoria saranno a pagamento, ma questo non aiuta la diffusione del nostro movimento. La sfortunata campagna mondiale delle azzurre poi, ha forse accentuato questo momento di crisi, che sono sicura passerà in fretta».

Questo è il tuo primo anno da "fuorisede": cosa ti manca di Corato?

«Innanzitutto la mia famiglia e le mie amicizie, i miei porti sicuri. Mi manca tanto mio cugino piccolo, vedere le sue prime foto con il grembiule di scuola mi sono intristita, non potendo vivere da vicino questo momento così importante per lui. Mi manca un po' tutto in realtà, sono nostalgica, ma qui sto benissimo, non vedo l'ora di cominciare questa nuova avventura. Poi quando tornerò a Corato sarò felice di riabbracciare tutti».


CoratoViva augura le migliori fortune a Sara e al "suo" Ravenna, che da oggi avrà qui a Corato tanti nuovi tifosi.
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