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5G, Legambiente fa chiarezza. «Si applichi il principio di cautela nella tutela della salute»

Le precisazioni del circolo Angelo Vassallo in merito alla nota ARPA Puglia

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Con riferimento alla nota di ARPA Puglia, datata 30 aprile 2020, di cui abbiamo dato comunicazione proprio nella giornata di ieri con l'intervento di Borraccino, il Circolo Legambiente Corato interviene con delle precisazioni sul tema del 5G.

«Il Circolo Legambiente Angelo Vassallo era già in attività su questa questione insieme ad Onda d'Urto per fare chiarezza, ma la pandemia ha posticipato la realizzazione di un pubblico evento. - spiegano - Tuttavia, la nostra associazione ritiene opportuno precisare che nella stessa nota di ARPA Puglia si dice esplicitamente che "Premesso che gli aspetti di carattere sanitario non sono di diretta competenza di ARPA Puglia", il documento si limita a fornire "alcune informazioni generali relativamente agli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici con particolare riferimento alla tecnologia 5G, segnalando che per informazioni complete ed esaustive è possibile visionare la documentazione pubblicata sul sito dell'ISS".

Sempre nella stessa nota si può anche leggere che "La IARC (International Agency for Research on Cancer) ha valutato la cancerogenicità dei campi a radio Frequenza (RF) nel maggio del 2011 classificandoli nel gruppo 2B (agenti possibilmente cancerogeni) avendo gli ultimi studi presentati in questo campo indicato limitata evidenza nell'uomo, limitata evidenza negli animali e debole supporto fornito dagli studi sui meccanismi. Tale classificazione è stata recentemente confermata (in una pubblicazione del 2018, ndr) a fronte di una analisi critica dei risultati di due nuovi studi pubblicati sull'argomento.

Nell'ambito della sperimentazione «BariMatera5G», il compito istituzionale di ARPA Puglia consiste nell'intervenire direttamente nell'ambito del procedimento autorizzativo per l'installazione di nuovi impianti di telecomunicazioni o per la loro riconfigurazione: emette in favore del Comune, cui compete l'attività di vigilanza e controllo, il parere tecnico preventivo di competenza, eseguendo "misure del campo elettromagnetico di fondo ed una valutazione teorica previsionale del campo elettromagnetico, tenendo conto sia delle caratteristiche tecniche del nuovo impianto sia di quelle degli impianti già autorizzati che insistono sulla stessa zona le attività di ARPA sono orientate al controllo del livello di campo elettromagnetico totale cui è esposta la popolazione, indipendentemente dalla tecnologia usata (2G, 3G, 4G, 5G, Radio, Tv)".

In un contributo scientifico presentato dalla stessa ARPA Puglia al VII Convegno Nazionale Agenti Fisici tenutosi a Stresa tra il 5 e il 7 giugno 2019, l'Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell'Ambiente, con riferimento alle analisi previsionali del campo elettrico (con approccio statistico-conservativo) svolte sempre nell'ambito della sperimentazione «BariMatera5G», ha evidenziato che "l'introduzione del contributo 5G modifica la forma e l'estensione dell'isosuperficie andando ad incrementare il numero dei siti a valenza radioprotezionistica da «investigare»", consentendo tuttavia di accertare la conformità ai limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità stabiliti a livello nazionale.

Nello stesso contributo al Convegno, l'ARPA Puglia conclude evidenziando la "necessità di convergere urgentemente verso norme tecniche specifiche per l'emergente tecnologia 5G, sia in ambito modellistico che di misura, per consentire alle ARPA di ottemperare ai propri compiti istituzionali, operando in maniera tecnicamente corretta, sempre a tutela della popolazione" anche per il problema della «saturazione dello spazio elettromagnetico» soprattutto nei contesti urbani, che rende più probabile il superamento dei limiti normativi.

È necessario inoltre che i gestori degli impianti si dotino di un sistema di contatori della potenza trasmessa nell'arco delle 24 ore per consentire alle Agenzie di Protezione dell'Ambiente una valutazione più realistica della potenza erogata. Le conclusioni condividono pertanto quello stesso principio di cautela per la tutela della salute degli esseri viventi richiamato dal nostro Circolo».
  • Legambiente
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