
Cronaca
Capriati e Lagioia confessano dal carcere: «Abbiamo ucciso noi Filippo Scavo»
I due, di 21 e 22 anni, erano stati arrestati lo scorso 5 maggio, quindici giorni dopo l'omicidio avvenuto nel Divine Club di Bisceglie
Corato - sabato 25 luglio 2026
8.36
«È vero, ho sparato io a Filippo Scavo». A tre mesi dall'omicidio, avvenuto lo scorso 19 aprile, i due presunti assassini confessano. E lo fanno dalle loro rispettive celle, scrivendo direttamente al pubblico ministero antimafia dell'Antimafia di Bari, Bruna Manganelli, che lo scorso maggio aveva disposto il fermo di urgenza.
Il 22enne Dylan Capriati, figlio di Domenico (assassinato il 21 novembre 2018 al quartiere Japigia), assistito dall'avvocato Donato Colucci, ed il 22enne di Corato Aldo Lagioia, difeso dall'avvocato Michele Dell'Erba - entrambi arrestati e detenuti in due distinti istituti detentivi siciliani - hanno ammesso le loro responsabilità nel delitto, avvenuto nel Divine Club di Bisceglie, del 43enne affiliato al clan Strisciuglio. La sua famiglia ora è rappresentata dall'avvocata Daniela Castelluzzo.
Un delitto maturato nell'odio atavico tra i Capriati e gli Strisciuglio, riaccesosi oltre due anni fa e culminato con l'omicidio di Raffaele Capriati, avvenuto il 1 aprile 2024. Dylan Capriati e Aldo Lagioia sono stati arrestati il 5 maggio scorso dopo le indagini dei Carabinieri, che hanno ricostruito il delitto grazie alle immagini che hanno immortalato Capriati e Lagioia rientrare nella discoteca con Nicolas Morelli, 21enne di Bari, da un'entrata laterale, e alle dichiarazioni di alcuni testimoni.
Uno di questi era stato citato per il prossimo 10 settembre, per essere sentito in qualità di testimone in un incidente probatorio. Ma, proprio dopo le dichiarazioni autoaccusatorie, fatte da Capriati e Lagioia, la stessa pm Manganelli avrebbe scritto al gip di annullare l'incidente probatorio, ritenendolo a questo punto inutile.
Il 22enne Dylan Capriati, figlio di Domenico (assassinato il 21 novembre 2018 al quartiere Japigia), assistito dall'avvocato Donato Colucci, ed il 22enne di Corato Aldo Lagioia, difeso dall'avvocato Michele Dell'Erba - entrambi arrestati e detenuti in due distinti istituti detentivi siciliani - hanno ammesso le loro responsabilità nel delitto, avvenuto nel Divine Club di Bisceglie, del 43enne affiliato al clan Strisciuglio. La sua famiglia ora è rappresentata dall'avvocata Daniela Castelluzzo.
Un delitto maturato nell'odio atavico tra i Capriati e gli Strisciuglio, riaccesosi oltre due anni fa e culminato con l'omicidio di Raffaele Capriati, avvenuto il 1 aprile 2024. Dylan Capriati e Aldo Lagioia sono stati arrestati il 5 maggio scorso dopo le indagini dei Carabinieri, che hanno ricostruito il delitto grazie alle immagini che hanno immortalato Capriati e Lagioia rientrare nella discoteca con Nicolas Morelli, 21enne di Bari, da un'entrata laterale, e alle dichiarazioni di alcuni testimoni.
Uno di questi era stato citato per il prossimo 10 settembre, per essere sentito in qualità di testimone in un incidente probatorio. Ma, proprio dopo le dichiarazioni autoaccusatorie, fatte da Capriati e Lagioia, la stessa pm Manganelli avrebbe scritto al gip di annullare l'incidente probatorio, ritenendolo a questo punto inutile.
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