
Cronaca
Guerra tra Capriati e Strisciuglio: gli indagati in silenzio davanti al Gip
L’operazione dell'Antimafia ha portato in carcere i presunti responsabili degli omicidi di Filippo Scavo e di Raffaele Capriati
Corato - venerdì 8 maggio 2026
10.50
Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i tre indagati (Dylan Capriati, Nicola Morelli e Aldo Lagioia) fermati martedì mattina per l'omicidio di Filippo Scavo, il 43enne del clan Strisciuglio di Bari ucciso il 19 aprile scorso nella discoteca Divine Club di Bisceglie. I tre sono comparsi ieri mattina per la convalida dei fermi.
Soltanto Morelli, difeso dall'avvocata Valeria Volpicella, ha rilasciato dichiarazioni spontanee, fornendo al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Giuseppe Ronzino, un sua versione dei fatti che gli vengono addebitati. In base al suo racconto, ha detto di conoscere solo Capriati e di avere conosciuto Lagioia in quell'occasione. Morelli avrebbe anche riferito di non aver assistito all'omicidio avvenuto all'interno del locale notturno, ma di avere soltanto sentito gli spari.
La sua legale ha già chiesto la revoca della detenzione in carcere. La decisione da parte del giudice potrebbe arrivare nelle prossime ore. Nei confronti di Capriati, difeso dall'avvocato Donato Colucci, Morelli e del coratino Lagioia (avvocato Marialuisa Tarricone), quest'ultimo interrogato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Marina Chiddo, è stato convalidato il fermo d'indiziato di delitto ed è stata emessa la specifica ordinanza di custodia cautelare in carcere.
In mattinata sono iniziati anche gli interrogatori degli 11 arrestati nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Raffaele Capriati, ucciso la sera di Pasquetta del 2024. Dell'omicidio sono accusati Luca Marinelli e Nunzio Losacco, entrambi degli Strisciuglio. Gli altri 9 arrestati, invece, devono rispondere delle diverse schermaglie avvenute tra i rampolli dei clan Capriati e Strisciuglio. Tra questi ci sono i due figli di Capriati, Sabino e Christian, e il figlio di Sigismondo Strisciuglio, Domenico.
I due gruppi si sarebbero fronteggiati armi in pugno in diverse occasioni. Per l'Antimafia di Bari, l'omicidio di Scavo sarebbe una vendetta per quello di Capriati. Lo stesso Scavo, il 29 marzo 2024, avrebbe minacciato con una pistola Christian Capriati nel pub Demetra di Bari, da quanto raccontato da Scavo agli inquirenti per uno sguardo di troppo verso una ragazza. Poco dopo Capriati, suo fratello e Onofrio Lorusso avrebbero ferito a colpi di pistola due giovani del clan Strisciuglio.
A quel punto, sarebbe arrivato l'ordine di uccidere Raffaele Capriati (che solo qualche mese prima aveva mediato una tregua tra i rampolli dei due clan), freddato mentre si trovava in auto nel quartiere Torre a Mare, alla periferia della città. Due anni dopo, ad uccidere Scavo sarebbe stato Dylan Capriati, figlio di Domenico.
Soltanto Morelli, difeso dall'avvocata Valeria Volpicella, ha rilasciato dichiarazioni spontanee, fornendo al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Giuseppe Ronzino, un sua versione dei fatti che gli vengono addebitati. In base al suo racconto, ha detto di conoscere solo Capriati e di avere conosciuto Lagioia in quell'occasione. Morelli avrebbe anche riferito di non aver assistito all'omicidio avvenuto all'interno del locale notturno, ma di avere soltanto sentito gli spari.
La sua legale ha già chiesto la revoca della detenzione in carcere. La decisione da parte del giudice potrebbe arrivare nelle prossime ore. Nei confronti di Capriati, difeso dall'avvocato Donato Colucci, Morelli e del coratino Lagioia (avvocato Marialuisa Tarricone), quest'ultimo interrogato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Marina Chiddo, è stato convalidato il fermo d'indiziato di delitto ed è stata emessa la specifica ordinanza di custodia cautelare in carcere.
In mattinata sono iniziati anche gli interrogatori degli 11 arrestati nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Raffaele Capriati, ucciso la sera di Pasquetta del 2024. Dell'omicidio sono accusati Luca Marinelli e Nunzio Losacco, entrambi degli Strisciuglio. Gli altri 9 arrestati, invece, devono rispondere delle diverse schermaglie avvenute tra i rampolli dei clan Capriati e Strisciuglio. Tra questi ci sono i due figli di Capriati, Sabino e Christian, e il figlio di Sigismondo Strisciuglio, Domenico.
I due gruppi si sarebbero fronteggiati armi in pugno in diverse occasioni. Per l'Antimafia di Bari, l'omicidio di Scavo sarebbe una vendetta per quello di Capriati. Lo stesso Scavo, il 29 marzo 2024, avrebbe minacciato con una pistola Christian Capriati nel pub Demetra di Bari, da quanto raccontato da Scavo agli inquirenti per uno sguardo di troppo verso una ragazza. Poco dopo Capriati, suo fratello e Onofrio Lorusso avrebbero ferito a colpi di pistola due giovani del clan Strisciuglio.
A quel punto, sarebbe arrivato l'ordine di uccidere Raffaele Capriati (che solo qualche mese prima aveva mediato una tregua tra i rampolli dei due clan), freddato mentre si trovava in auto nel quartiere Torre a Mare, alla periferia della città. Due anni dopo, ad uccidere Scavo sarebbe stato Dylan Capriati, figlio di Domenico.

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