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Jabbar, a Corato l'imprenditore nigeriano che vuole dare un futuro agli sportivi

È l'ideatore di AMPZ.TV

Ci sono paesi del mondo in cui coltivare un sogno può essere un rischio.
Sogni, speranze, ambizioni possono trasformarsi in una condanna a morte.
Ma come si può impedire ad un giovane di sognare? Come si può spezzare il naturale slancio verso la realizzazione di un futuro desiderato e sperato con la paura di non sopravvivere?
Impossibile, a maggior ragione se l'ambizione proviene da chi ha un reale talento, si impegna per emergere e fatica tanto per migliorarsi. Nella vita come nello sport.

In Nigeria sono tantissimi i giovani che inseguono il sogno di affermarsi nello sport, di raggiungere il successo e la ribalta internazionale. Ore intense di allenamento sui campi africani pur di raggiungere il sogno europeo. Non necessariamente nelle serie più blasonate, con compensi stratosferici e riflettori costantemente puntati addosso. Quel che interessa è raggiungere l'Europa per giocare il calcio più bello del mondo.

L'insidia, però, è dietro l'angolo: molti giovani calciatori vengono adescati da sedicenti procuratori, in realtà esponenti della malavita, portati in Europa e sfruttati. Alcuni giovani calciatori non sono mai arrivati a destinazione: si presume che abbiano alimentato il traffico illegale di organi.

Come si può combattere tutto questo? Jabbar, giovane imprenditore nigeriano con la passione per lo sport e per il calcio in particolare, ha proposto la sua soluzione: si chiama AMPZ.TV

Abbiamo incontrato Jabbar a Corato, nel corso della presentazione della squadra di basket. Il gancio è Alessia, una coratina che da alcuni anni vive in Nigeria e che condivide con Jabbar il sogno di dare un futuro ai talenti sportivi nigeriani.

«L'Africa è il continente più giovane e il secondo più popoloso del mondo, con appassionati e sportivi stimati rispettivamente a 900 milioni e 600 milioni. Nonostante l'interesse e la partecipazione, le parti interessate devono affrontare sfide come l'accesso molto limitato a opportunità e informazioni e la sfida che gli scout affrontano nel trovare talenti di qualità e gli entusiasti alla ricerca di contenuti delle realtà locali sono lasciati con pochi mezzi. Inoltre, attualmente non ci sono piattaforme digitali per le parti interessate agli sport africani che promuovano talenti, la condivisione di contenuti sportivi e una comunità virtuale. Questa enorme lacuna nel settore sportivo ha creato spazio per la corruzione e la tratta di esseri umani, rendendo i giovani talenti vulnerabili a sfruttamento e ingiustizie» ci rivela Jabbar.

Jabbar ha dunque escogitato una soluzione: «AMPZ.TV mira a connettere l'ecosistema sportivo africano partendo dal basso, collegando talenti africani a opportunità in tutto il mondo e appassionati di sport con menti simili. La nostra soluzione consentirebbe inoltre agli scout di tutto il mondo di accedere a talenti nel continente e alle aziende di accedere a una vasta comunità sportiva. Immaginiamo un continente in cui il sogno di ogni giovane ragazza o ragazzo nel mondo dello sport si possa realizzare. La nostra missione è sfruttare il potere della tecnologia per "migliorare la vita delle persone attraverso lo sport in Africa", diventando la piattaforma numero 1 in Africa che aiuti a realizzare i sogni».

La piattaforma di AMPZ è attualmente nella fase Beta per concludere il perfezionamento del prodotto e sarà lanciata nel gennaio 2019. Quale, dunque, l'obiettivo: «Vogliamo creare una community per i più di 928 milioni appassionati di sport in Africa, e collegare talenti sportivi con opportunità lavorative nel mondo dello sport. Stiamo attualmente avviando la fase beta del nostro prodotto e coinvolgendo oltre 6.000 appassionati sui nostri canali social mentre ci proponiamo di lanciare la piattaforma in tutto il continente concentrandoci su10 paesi e 7 sport più praticati».

Jabbar è da poco partito da Corato verso la Nigeria. Il suo soggiorno qui è stato proficuo: i primi contatti con le realtà sportive coratine si sono concretizzati. Ora, si spera, che il sogno di tanti ragazzi africani possa realizzarsi anche grazie all'intuito di Jabbar.
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