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Cronaca

Non parte l'aereo, nove coratini bloccati a Parigi

Cancellato il volo di domenica pomeriggio. Fermi in Francia sino a mercoledì

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Una vacanza indimenticabile per una famiglia coratina, composta di nove persone tra cui tre bambini. Indimenticabile per le gioie vissute durante la permanenza nella splendida Parigi; indimenticabile per la disavventura vissuta nel tentativo di rientrare a casa, per riprendere la vita quotidiana e, per i bambini, le attività scolastiche.

Il volo Ryanair che sarebbe dovuto partire domenica da Parigi-Beauvais per Bari-Palese non è mai decollato e gli oltre cento passeggeri sistemati alla meno peggio. Alcuni hanno avuto la fortuna di essere collocati su voli con destinazioni differenti. Altri, come nel caso della famiglia coratina, dovranno attendere domani per prendere il primo volo utile per entrare in Italia.

«Siamo arrivati in aeroporto in perfetto orario, pronti per rientrare a casa. Le nostre vacanze finivano domenica ed il lunedì avremmo ripreso le attività lavorative, mentre i bambini avrebbero iniziato il loro nuovo anno scolastico. In un primo momento ci è stato riferito che il volo avrebbe subito un ritardo. Quando ci siamo accorti che il ritardo era troppo forte abbiamo subodorato che qualcosa non andasse» ci spiega Felice, uno dei coratini rimasti bloccati a Parigi.

Felice ci racconta dell'approssimazione delle comunicazioni da parte della compagnia aerea e del fatto che molte delle informazioni sono state percepite ma mai spiegate in maniera precisa.

«Il personale parlava esclusivamente francese ed abbiamo dovuto faticare per comprendere cosa dicesse. Abbiamo intuito che il volo era stato cancellato per non meglio precisati motivi, forse per le condizioni meteo italiane, e che dovevamo optare per un'altra soluzione. Così abbiamo fatto: abbiamo cercato voli alternativi ma il primo utile è per mercoledì. Nel frattempo abbiamo perso giorni di ferie e subito enormi disagi, per non parlare dei costi da noi sostenuti».

Felice e la sua famiglia infatti dovranno rimanere a Parigi sino a domani, tre giorni in più rispetto a quanto preventivato. Rimarranno lì a loro spese, vivendo il disagio di chi deve rientrare a casa ma non può farlo. Albergo, ristorante, spostamenti, tutto a loro spese nella speranza che la compagnia aerea provveda ad un rimborso.I bambini, d'altro canto, dovranno riprendere l'anno scolastico con tre giorni di ritardo.

Certamente una vacanza che Felice e la sua famiglia non dimenticheranno.
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