"Città sicure senza telecamere"
Vita di Città

"Ogni cittadino deve essere un occhio sulla città", la sicurezza parte dal sociale

Si è tenuto ieri il convegno "Città sicure senza telecamere" sulla sicurezza nelle città

Si è tenuto ieri, presso la sala ricevimenti "Donna Beatrice", il convegno "Città sicure anche senza telecamere".

L'evento, organizzato da Lions Club Castel del Monte Host e Rotary Club Corato, si è incentrato sul tema sicurezza, in particolare si è è parlato di sicurezza urbana, cercando di raccogliere il contributo di chi quotidianamente se ne occupa, e provando ad inquadrare nuove possibilità per potenziare e migliorare la sicurezza nelle città.

Al convegno, hanno dato il loro contributo numerosi esperti, tra cui: Antonio De Luce - Presidente del Tribunale di Trani, Aldo Patruno – Direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, Rossella Ferorelli dell'Associazione Culturale SMALL, Giuseppe Loiodice – Vice Comandante della Polizia Locale di Corato e Vitantonio Patruno – commissario della Polizia di Stato di Corato, ma anche Pasquale Casieri – Dirigente Ufficio Urbanistica del Comune di Corato, Michele Capozza – Architetto e socio Lions Club Castel del Monte Host e Michele Rainone – Ingegnere e socio Rotary Club di Corato.

In un momento in cui anche a Corato, si avverte un aumento nel senso di insicurezza, ciò che bisogna tenere sempre a mente è: "Ogni cittadino deve essere un occhio sulla città", come sottolinea Antonio De Luce che, una volta ribadita l'evidenza del senso di insicurezza che si respira per le strade, ha poi precisato: "L'ordine pubblico non è dato solo dalla presenza delle forze dell'ordine ma dalle rete spontanea di controllo dei cittadini", per cui: "Ci vuole una risposta sociale alla sicurezza". Secondo la tesi del Presidente del Tribunale di Trani, un contributo fondamentale per rendere il paese più sicuro, deve darlo proprio la cittadinanza che, attraverso il suo amore per la città, deve cooperare in sinergia con le amministrazioni che, d'altro canto devono essere capaci di programmare e pianificare gli interventi, dopo aver capito le criticità. Per cui, secondo quanto affermato da De Luce: "In una comunità, tutti i settori devono intervenire. Anche le parrocchie, le associazioni: chiunque può dare idee e contributi utili".

Il controllo degli addetti alla sicurezza e l'utilizzo delle telecamere sono dunque importanti, ma non sono gli unici strumenti che rendono sicura una città. L'aumento della sicurezza infatti, passa soprattutto attraverso progetti di rigenerazione urbana, il recupero di aree degradate ed una maggior attenzione e vigilanza degli spazi comuni da parte del cittadino.

Come evidenziato dal commissario di Polizia di Stato Vitantonio Patruno "la presenza delle telecamere non è un deterrente alla criminalità". Ricordando il tragico omicidio avvenuto quest'estate a Corato in largo Abbazia, Patruno ha affermato: " Spesso, le telecamere sono risolutive nell'individuare gli autori di efferati omicidi, ma vanno sempre abbinate ad altri interventi complementari come la riqualificazione dei centri storici".

Dello stesso avviso, l'esponente dell'associazione culturale SMALL Rossella Ferorelli che ha parlato di un esempio innovativo di rigenerazione urbana: quello del quartiere Libertà a Bari. "Molte delle zone diventate parcheggi abusivi e teatri di microcriminalità, saranno trasformate in aree pedonali e luoghi di socialità - ha annunciato - Ed anche un edificio scolastico che ormai ha perso la sua funzione classica sta avendo nuova vita grazie all'idea del Comune di concederlo a diverse associazioni per le attività istituzionali".

Un ottimo esempio di strategia e pianificazione da parte di un'amministrazione che ha saputo vedere nelle associazioni locali una risorsa e validi partners nella lotta al degrado e anche se questa, è la via meno facile, come ha sottolineato Aldo Patruno, direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, è quella che la Regione Puglia ha scelto di seguire. L'esempio del quartiere Libertà infatti, è ottimale e vede nella cultura, una risposta al brutto e alla percezione di insicurezza.

Tutte le posizioni dei relatori presenti al convegno, sono convenute sul fatto che il mondo politico ha il dovere di fornire strumenti istituzionali utili a facilitare le attività di forze dell'ordine e magistratura e l'uso della tecnologia (delle telecamere) non è l'unica strategia. La soluzione è insita nella società: sono gli stessi cittadini che devono reimparare a conoscere ed amare il proprio territorio, sostituendo il loro sguardo a quello delle telecamere di sicurezza. Ne va del bene della collettività: in luoghi percepiti come "sicuri" infatti, aumentano economia e lavoro, si diffonde il benessere e diminuisce il tasso di criminalità.
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