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Accoglienza profughi afgani, De Benedittis: «Corato è pronta a fare la sua parte»

Tra le voci dei sindaci d'Italia sull'esigenza umanitaria c'è anche quella del primo cittadino coratino

Sono drammatiche le immagini che provengono dall'Afghanistan, terra in cui in pochi giorni i Talebani sono riusciti a riconquistare il potere instaurando un regime integralista di matrice islamica, fondato su una interpretazione estrema della legge coranica che sostanzialmente annulla i diritti delle donne.

Il timore di un ritorno ad un regime violento, al forte ridimensionamento dei diritti, ad una forma di governo che nega il progresso è serio e fondato. In tanti vorrebbero lasciare la terra. Da più parti si invoca l'istituzione di un corridoio umanitario per consentire l'uscita sicura di coloro che, nel corso degli anni, hanno prestato il loro servizio accanto alle missioni militari e alle associazioni di volontariato.

L'Anci nazionale ha dato piena adesione al Governo Italiano per collaborare all'accoglienza delle famiglie afgane che hanno lasciato la terra. La città di Molfetta, tra le prime in Puglia, ospiterà 10 famiglie e 9 donne sole.

Anche Corato è pronta a fare la sua parte. «È necessario aprire corridoi umanitari per mettere in sicurezza il maggior numero possibile di cittadine e cittadini afgani, che in questi anni, hanno collaborato con le missioni militari e non solo. Corato è pronta a fare la sua parte. Si tratta di salvare vite umane e di tutelare la dignità, soprattutto, di migliaia di donne e bambine afgane, il cui destino, oggi, appare tragico. Siamo di fronte a una crisi umanitaria e politica che interroga profondamente il mondo occidentale e che deve scuotere le nostre coscienze.
È giunto il momento di rimettere in campo le ragioni della pace e della nonviolenza, di fronte al plateale fallimento delle strategie di guerra» ha fatto sapere il sindaco Corrado De Benedittis interpellato da CoratoViva.it.

«Rivolgo un appello forte alle giovani e ai giovani di Corato a non rimanere indifferenti, davanti a questa tragedia che investe soprattutto la parte giovanile della popolazione afgana che in queste ore sta disperatamente protestando nelle proprie città. Invito tutte e tutti a leggere i testi di tante scrittrici e di tanti scrittori afgani. Nessuno dica che quel popolo non ha una coscienza democratica» ha continuato.

E ha concluso: «Questo è il momento della solidarietà concreta e anche dello studio della situazione di quel paese, perché crescano consapevolezza, comprensione dei processi in corso e coscienza civile. Sindaco e amministrazione comunale saranno impegnati su entrambi i versanti».
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