Leonardo Fogassi
Leonardo Fogassi
Cultura

I neuroni a specchio spiegati agli studenti dal loro papà, il prof. Fogassi

L'illustre studioso ospite del Liceo Artistico

In che modo il nostro cervello elabora l'informazione?
La conoscenza è legata solo alla percezione sensoriale?
Quali meccanismi si attivano quando entriamo in relazione con gli altri? Quando ci emozioniamo?


Questi e altri ancora i temi dell'incontro con il professor Leonardo Fogassi, grande personalità nel panorama scientifico e scopritore, insieme ad altri neurofisiologi, del sistema dei neuroni specchio.

Nel corso della lunga conferenza che si è svolta sabato 6 maggio 2017 nell'auditorium del Liceo artistico "Federico II, stupor mundi" di Corato, il professore ha tenuto desta l'attenzione di un pubblico ampio e variegato, esponendo in maniera chiara e comprensibile un tema complesso e affascinante: Le proprietà cognitive del sistema motorio e i neuroni specchio, meccanismi privilegiati per la comprensione sociale, l'apprezzamento estetico e l'interazione linguistica. Numerose le domande e gli interventi dei presenti ai quali il professore ha fornito risposte ampie e ricche di stimoli. Ha condotto l'incontro la professoressa Carmen Tarantino, membro del team nazionale Autori Prove Invalsi, già ospite del liceo artistico come autrice dell'intervento di formazione sul tema Osservazione e valutazione dei processi di apprendimento; strutturazione delle prove standardizzate di Italiano (INVALSI), svoltosi lo scorso gennaio.
Presente anche al convegno il Dirigente scolastico Michele Bonasia, promotore dell'iniziativa che ha offerto ai docenti del liceo artistico, agli alunni e a quanti hanno preso parte all'incontro un momento di grande crescita culturale e umana.

Fino alla metà del secolo scorso, si riteneva che le informazioni sensoriali costituissero le basi della nostra conoscenza del mondo. L'idea prevalente era che il cervello ricevesse le informazioni dagli stimoli esterni, e che questa, attraverso un processo di astrazione sempre più elaborato, giungesse a ciò che chiamiamo percezione. Il prodotto di questa elaborazione, che avviene nella parte posteriore della corteccia cerebrale (parietale), sarebbe poi utilizzato dal lobo anteriore che, attraverso le connessioni con il midollo spinale, si incarica di far eseguire l'azione. Sulla scorta di questa visione si è ritenuto che il linguaggio, la memoria, il ragionamento sarebbero ulteriori elaborazioni della nostra percezione. Tuttavia, recenti studi neuroanatomici, neurofisiologici e comportamentali hanno dimostrato che la percezione e l'azione sono declinazioni di una stessa funzione; la nostra corteccia cerebrale non lavora solo in una direzione, dietro- avanti, come si riteneva, ma in maniera reciproca: la corteccia parietale e quella frontale sono strettamente collegate. Questa interazione ci permette di mettere insieme elementi sensoriali ed elementi motori, fondamentali per il nostro vivere nel mondo.

Nel nostro cervello esiste, quindi, una memoria che si riferisce ad un repertorio di azioni (scopi)da cui estraiamo, a seconda delle esigenze, ciò che ci serve per eseguire un'azione. Questo repertorio costituisce la nostra conoscenza più vera, infatti la utilizziamo per capire il mondo che ci circonda: oggetti, spazio, comportamenti altrui. Noi non conosciamo il mondo perché ne abbiamo una percezione sensoriale, ma perché ne abbiamo una conoscenza motoria. Così, quando guardiamo un oggetto, siamo persuasi che lo conosciamo perché lo abbiamo già visto; in realtà la vista dell'oggetto attiva nella corteccia cerebrale due zone, quella parietale, per il riconoscimento pittorico dell'oggetto (forma, colore), quella frontale, per il riconoscimento pragmatico, ossia ci dice come utilizzare quell'oggetto. Il nostro sistema motorio ci permette di conoscere l'oggetto in maniera pragmatica: è questa la nostra forma di conoscenza primigenia.

Il sistema motorio non serve solo per l'interpretazione degli oggetti e dello spazio, ma interviene anche nella comprensione del comportamento altrui. Il meccanismo che ci permette di capire in maniera rapida e automatica ciò che fanno gli altri è rappresentato dal sistema dei neuroni specchio, che si trovano all'interno del sistema motorio. Si tratta di neuroni scoperti nella corteccia cerebrale della scimmia (presenti anche nel cervello umano) che si attivano quando si compie un atto finalizzato, per es. afferrare un oggetto, o quando si osserva un altro individuo compiere lo stesso atto. Si è notato, inoltre, che questi neuroni entrano in azione anche quando si sente solo il rumore di un atto motorio, perché la vista è occlusa. Ciò significa che un rumore, per es. stappare una bottiglia, attiva la rappresentazione mentale di quell'atto.

Ricerche successive sulla comprensione intenzionale hanno evidenziato che il sistema specchio è in grado non solo di rivelare lo scopo dell'atto motorio osservato, ma anche il fine ultimo di azioni complesse eseguite da altri. Chi è esperto di una disciplina, possiede già delle rappresentazioni che usa per capire ciò che sta osservando ed è quindi in grado di interpretare correttamente e in tempi più brevi (di chi non è esperto) ciò che sta osservando.

Tale meccanismo di rispecchiamento, inoltre, non si limita al dominio delle azioni, ma riguarda anche quello delle sensazioni e delle emozioni. Quando proviamo una emozione o quando la riconosciamo nell'espressione del volto di un'altra persona, si attivano aree corticali simili, in particolare la corteccia dell'insula, già ritenuta importante in relazione agli stati affettivi. Pertanto, per comprendere ciò che provano emotivamente gli altri, attiviamo le stesse aree cerebrali che intervengono quando noi proviamo le stesse emozioni, si tratta cioè di meccanismi specchio.

Questi neuroni sarebbero responsabili anche delle risposte emotive alle opere d'arte, in particolare per quanto riguarda l'immedesimazione con esse. Per esempio, nel guardare alcune sculture incompiute di Michelangelo, I prigioni, l'osservatore tende ad attivare una serie di distretti muscolari localizzati nelle parti del corpo lasciate incompiute dall'artista.

Quindi, quando osserviamo un'opera d'arte, entriamo in empatia a livello cerebrale con l'artista che l'ha creata, al di là del tempo e dello spazio.
Infine, anche nella comprensione e produzione linguistica ha un ruolo importante il sistema mirror. Esperimenti sul linguaggio hanno dimostrato che quando ascoltiamo parole o frasi dette da altri, entriamo in risonanza, attivando quella parte del sistema motorio che ci serve per produrre quelle stesse parole o frasi. Da uno studio di risonanza magnetica funzionale è emerso che quando si ascoltano frasi con verbi di azione, tipo afferra la palla, mangia la mela, nella corteccia cerebrale "si accendono" regioni motorie che si riferiscono alle parti del corpo implicate nelle frasi di azione ascoltate. Il sistema motorio cerebrale - ha concluso il professore – lungi dall'essere un sistema semplicemente esecutivo, è anche un sistema cognitivo che ci permette di conoscere i vari aspetti del mondo, tra cui quelli sociali. Questo tipo di comprensione, molto più rapida di quella basata sul ragionamento e sulla inferenza, si può rivelare, se incentivata, di estrema importanza come mezzo pedagogico, di allenamento e di riabilitazione.
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