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Troppi morti sulla Bisceglie - Corato, una lettrice: «Si prendano provvedimenti»

L'amara richiesta di chi percorre quella via quotidianamente

Quello che ha strappato la vita al 30enne di Bisceglie Francesco Di Molfetta è soltanto l'ultimo di una lunga serie di incidenti stradali verificatisi sulla strada provinciale 85 che collega Bisceglie a Corato. Una strada purtroppo balzata agli onori della cronaca per essere il luogo in cui hanno perso la vita tanti giovanissimi. Importante arteria di collegamento tra due importanti centri, come Corato e Bisceglie, soltanto di recente la strada è stata adeguata al consistente traffico veicolare che la caratterizza. Una nostra lettrice, Isabella De Bari, ha voluto condividere con i nostri lettori una amara considerazione e il ricordo di un tragico evento ancora impresso nella sua mente. La lettrice fa appello al senso di responsabilità di chi si mette alla guida di un veicolo e ai tanti giovani che percorrono questa pericolosa strada. In tanti casi chi perde la vita sull'asfalto è vittima di qualche manovra azzardata o del mancato rispetto delle regole del codice stradale. L'invito è dunque quello di non sottovalutare mai i pericoli quando ci si mette al volante. È sufficiente una minima distrazione o un piccolo atto di superficialità per determinare un tragico epilogo.
  • 5/02/2020 "Bisceglie: scontro su strada per Corato. Muore un trentenne carbonizzato"
  • 8/07/2018: "Grave incidente sulla Bisceglie-Corato. Quattro feriti"
  • 4/12/2008 "Incidente sulla Corato-Bisceglie: quattro vittime"
  • 16/03/2014 "Incidente sulla Bisceglie-Corato. Muore sul colpo un ragazzo ruvese"
  • 11/03/2018 "Bisceglie-Corato: furgone contro un muretto, muoiono due fratelli"

Questi sono solo alcuni articoli che da anni, puntualmente, compaiono sulle nostre testate in riferimento ad una tratta di strada, la Bisceglie-Corato, che ormai può essere definita ed inserita in quelle tratte stradali "mortali".

Chi non ricorda l'incidente che coinvolse i lavoranti dell'atelier "Graffiti? Chi non ricorda gli incidenti che in passato, quando la strada era ancora molto stretta all'altezza di Via S. Andrea, coinvolgeva quasi quotidianamente, soprattutto nel fine settimana, i ragazzi che si recavano in auto presso la celebre discoteca sita a Corato?

Io ricordo uno di questi incidenti: ero con la mia famiglia nella casa di campagna della mia nonna materna, in via san Andrea Era sera e stavamo chiacchierando sulla veranda. Ad un colpo abbiamo sentito un rumore fortissimo, uno schianto e dopo delle urla e la disperazione. Io ero piccola, ma ricordo che mio fratello ed altri più grandi si sono subito avvicinati ed hanno chiamato l'ambulanza. Dopo i ricordi diventano confusi: urla, qualcuno per terra, alcuni che cercavano di calmare i ragazzi in stato di agitazione. Ricordo però che erano ragazzi, si erano solo ragazzi che magari andavano fuori città per divertirsi o per accompagnare qualcuno.

Ho percorso quella strada, anche più volte al giorno, per quasi sette anni, e posso solo dire che è una strada della morte. Nonostante il limite di velocità, nessuno lo rispetta; manca un'illuminazione adeguata e mancano dei controlli, fissi o mobili, che facciano da deterrente a coloro che intendono andare velocemente o sorpassare.

Più volte mi sono trovata nell'assurda situazione in cui venivo sorpassata indiscriminatamente a destra o a sinistra. Spesso, soprattutto al week end, mi è capitato di vedere ragazzini al volante e posso assolutamente asserire che il più delle volte avessero appena iniziato o finito qualche "festeggiamento".

Quante altre persone devono ancora morire affinchè si prendano provvedimenti per far sì che le persone capiscano che bisogna usare buon senso e rispettare il codice della strada? Spostarsi deve essere una necessità o un piacere, non dovrebbe destare terrore per coloro che si mettono sulla strada. Spero che presto le amministrazioni di competenza prendano provvedimenti in merito.

Isabella Di Bari
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