Piazza San Carlo pochi attimi prima del falso allarme attentato
Piazza San Carlo pochi attimi prima del falso allarme attentato
Cronaca

Una famiglia coratina nel terrore di Torino: «Il panico ha preso il sopravvento»

La testimonianza di Luigi Vesuviano, rimasto ferito in Piazza San Carlo

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« Al grido "bomba" il panico ha preso il sopravvento ed una fiumana di gente ci ha travolto. Non avremmo mai immaginato di trovarci in una situazione del genere».

È ancora sconvolto Luigi Vesuviano, artista coratino, casualmente presente in Piazza San Carlo a Torino, nella serata di ieri, quando lo scoppio di una bomba carta ha provocato il panico tra le persone presenti che si sono date alla fuga temendo un attentato terroristico. Il bilancio di quel fuggi fuggi generale è molto grave: circa 1400 feriti di cui 7 in codice rosso e due in condizioni molto gravi. Tra quei feriti c'è anche il nostro concittadino che ha riportato una profonda ferita alla mano ed escoriazioni ai gomiti e al ginocchio.

Un viaggio di lavoro, misto al piacere di ritrovare sua nipote, studentessa la Politecnico di Torino, è diventato per Luigi, per sua sorella e suo cognato che erano in Piazza San Carlo con lui, un momento che difficilmente riuscirà a dimenticare.

LA TESTIMONIANZA

«Eravamo in Piazza San Carlo. Ci eravamo fermati a guardare al maxischermo la diretta della partita di calcio tra Juventus e Real Madrid. Eravamo tranquilli per la presenza delle forze dell' ordine che controllavano gli accessi principali alla piazza e presidiavano la zona. Nei paraggi, però, c'erano dei venditori abusivi di birre che, nonostante fossero stati invitati ad abbandonare la piazza, riuscirono comunque a vendere qualche bottiglia. Immancabilmente la stessa piazza si riempi di bottiglie rotti e cocci si vetro» spiega il sig. Luigi, riportando un particolare importante. Saranno infatti i cocci di vetro delle bottiglie a ferire molte delle persone scappate per trovare riparo.

E quindi il lucido racconto dell'esatto momento in cui si è scatenato il panico nella piazza: «Nel secondo tempo a meno 15 minuti dalla fine, abbiamo udito una violenta esplosione nell'androne di un portone sotto i portici. L'esplosione, probabilmente derivante dallo scoppio di una bomba carta, ha provocato grande spavento. Qualcuno gridò "Bomba". A questo grido il panico ha preso il sopravvento ed una fiumana di gente ci ha travolto».
Nel cercare riparo ho perso di vista i miei parenti. Correndo sono caduto e mi sono ferito ad una mano, ai gomiti e ad un ginocchio. Mi sono rialzato e di corsa sono andato verso i furgoni delle forze dell''ordine e lì si è udito un'altro scoppio.
Tutte le persone presenti in piazza sono state ulteriormente prese dal panico, provocando un caos indescrivibile. Sono riuscito ad arrivare in una strada adiacente alla piazza e lì ho sentito alcune persone urlare e parlare di terroristi armati. Solo dopo ho realizzato che queste affermazioni non erano corrispondenti a verità e dettate dalla paura e dalla concitazione del momento.
Intanto la mano sanguinava copiosamente. Ho provato a fermare il sangue con un fazzoletto e finalmente sono riuscito a ritrovare i miei parenti, sempre su quella strada. Anche loro hanno riportato escoriazioni, ma per fortuna non preoccupanti.
Abbiamo trovato rifugio in un ristorante: il ristoratore ci ha prestato le prime cure. La situazione, però, era surreale. Le ambulanze erano tutte occupate e i taxi tutti pieni.
Abbiamo avuto la fortuna di incontrare un signore del posto che, gentilmente ci ha accompagnati presso l' ospedale San Giovanni Bosco. Anche in ospedale la situazione di emergenza si percepiva chiaramente. Molti erano i feriti sia lievi che gravi giunti nelle corsie dell'ospedale e siamo rimasti lì sino alla mattina.
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