Conte DPCM
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Conte spiega il DPCM: «Non torneremo alla didattica a distanza»

In una conferenza stampa il premier spiega i punti cruciali del nuovo decreto

Bisogna continuare sulla strada della «responsabilità» e della «solidarietà» che ci ha consentito di superare la prima ondata. Inattesa la conferenza stampa del Premier Conte di questo pomeriggio, ma necessaria ad illustrare il Dpcm firmato questa notte e in vigore da domani. Un elenco di nuove misure necessarie «ad affrontare questa nuova fase», ha spiegato Giuseppe Conte da Palazzo Chigi e ispirate ai criteri di «adeguatezza e proporzionalità» alla situazione in atto.

«La curva epidemiologica in tutta Europa sta risalendo, lo vediamo negli ultimi giorni – ha evidenziato il Presidente del Consiglio dei Ministri – L'Italia è in una condizione migliore, ma non possiamo abbassare il livello di attenzione. Per questo variamo nuove misure che comporteranno sacrifici, ma osservando queste misure potremo affrontare questa nuova fase. Il nostro obiettivo è molto chiaro: evitare che il paese ripiombi in un lockdown generalizzato».

Resta fermo nel nuovo decreto, ha ricordato Conte, l'obbligo di indossare la mascherina anche all'aperto «a meno che non ci si ritrovi in condizioni di isolamento continuo», già disposto nel Dpcm dello scorso 7 ottobre. Ma da oggi è necessario «assumere comportamenti più corretti anche nella abitazioni private».

Anche in casa è perciò necessario «indossare le mascherina con persone fragili o se si ricevono ospiti. Vi invitiamo a limitare il numero di ospiti in numero non superiore a 6 e vi invitiamo anche a non svolgere feste nelle abitazioni private. Sono situazioni insidiose e pericolose che potrebbero far sfuggire la situazione di mano. Ovviamente – ha specificato Conte – non manderemo le Forze dell'ordine nelle abitazioni private».

Così, il Premier ha passato a rassegna le nuove misure introdotte nella notte. «Bar pasticcerie, ristoranti chiuderanno a mezzanotte. Resteranno chiuse le sale da ballo e discoteche. Nei locali aperti al pubblico non saranno più consentiti festeggiamenti a meno che non si tratti di cerimonie civili o religiose con non più di 30 persone. Sono sospese anche le gite scolastiche, le rinviamo a tempi migliori. Non saranno consentiti gli sport di contatto come il calcetto il basket, ma proseguiranno gli sport di contatto tra società sportive professionistiche o dilettantistiche che rispettino le misure anti contagio».

Resta fuori discussione per adesso il ritorno alla didattica a distanza: «Non c'erano e non ci sono i presupposti per tornare ad una didattica a distanza», ha detto Giuseppe Conte. «Per la scuola abbiamo fatto tanti sacrifici per consentire ai nostri ragazzi di poter tornare a scuola in condizione di sicurezza – ha ricordato il Presidente del Consiglio – Questo perché abbiamo pensato che la scuola debba essere un asset privilegiato da tutelare. Dai riscontri che abbiamo nell'ambito della scuola le condizioni di sicurezza si stanno rivelando efficaci. Non si crea generalmente nessun focolaio di diffusione del contagio. Però dobbiamo stare attenti a ciò che avviene prima e dopo la scuola».

E sui rischi connessi al trasporto pubblico il Governo continuerà a monitorare la situazione: «È sicuramente una situazione critica perché al di là dei vari sforzi fatti delle amministrazioni e delle aziende private e pubbliche è chiaro che ci siano momenti in cui si verificano assembramenti. Dovremo evitarli, continuando a monitorare la situazione».
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