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Ambiente

Nucleare come distrazione di massa: l'analisi e la mobilitazione di Legambiente Corato

In programma un ciclo di incontri pubblici, tavoli di confronto e dibattiti per disegnare insieme una transizione ecologica ed economica

L'analisi del circolo locale smaschera la propaganda sui piccoli reattori SMR: costi fuori mercato, nodi irrisolti sulle scorie e tempi incompatibili con la crisi attuale. Al via un ciclo di incontri per costruire dal basso l'alternativa pulita e rilanciare le rinnovabili sul territorio.

L'approvazione della legge delega per il ritorno al nucleare traccia un solco profondo tra l'agenda della politica romana e la realtà del Paese. Mentre il Ministero dell'Ambiente e dell'Energia promette i primi reattori entro il 2035, a Corato — come nel resto d'Italia — famiglie e imprese fanno i conti ogni giorno con bollette insostenibili e con l'urgenza drammatica della crisi climatica.

Come Legambiente Corato denunciamo la natura puramente ideologica di questo provvedimento, che si configura come una vera e propria distrazione di massa. Inseguire una tecnologia superata dai mercati globali non solo rallenta la transizione ecologica, ma ci incatena alle vecchie logiche delle fossili. Le risposte all'emergenza servono oggi, non tra vent'anni.

L'illusione degli SMR e la smentita dei mercati
La strategia del Governo si poggia sui cosiddetti Small Modular Reactors (SMR), piccoli reattori presentati come la soluzione a ogni problema. La realtà industriale globale, però, smentisce la propaganda, poiché a oggi questi impianti esistono quasi solo sulla carta e i pochi progetti pilota sono già falliti.

Il flop più clamoroso arriva dagli Stati Uniti con il progetto NuScale, il più avanzato dell'Occidente, definitivamente cancellato a causa di costi di produzione fuori controllo che hanno toccato i 354 dollari per MWh, una cifra folle rispetto alla convenienza delle rinnovabili. Parallelamente, gli unici tre impianti operativi al mondo in Cina e Russia hanno accumulato ritardi ultra-decennali e sforamenti del budget iniziale compresi tra il 200% e il 300%. Anche se le promesse del Ministero fossero reali, il 2035 è ampiamente fuori tempo massimo, perché il tessuto economico di Corato ha bisogno di tagliare i costi energetici adesso, non tra dieci anni.

Il paradosso insostenibile delle scorie
Oltre al danno economico, c'è un enorme problema di sicurezza e gestione. La letteratura scientifica dimostra infatti che questi piccoli reattori modulari producono da due a trenta volte più scorie radioattive rispetto agli impianti tradizionali per ogni unità di energia generata.

L'Italia non riesce da decenni a trovare un sito idoneo e condiviso per il Deposito Nazionale delle scorie che già abbiamo. Proporre oggi la proliferazione di nuovi impianti che generano altri rifiuti radioattivi rappresenta una scelta gestionale intrinsecamente irresponsabile.

Il mondo sceglie il futuro: la via delle rinnovabili
Mentre l'Italia guarda al passato, il mondo corre in un'altra direzione, tanto che circa l'85% della nuova energia installata a livello globale arriva proprio dalle fonti rinnovabili. L'esempio della Spagna parla chiaro e dimostra come investire in modo strutturale su sole, vento e sistemi di accumulo abbatta i prezzi dell'energia, garantendo una vera autonomia geopolitica.
Le tecnologie pulite sono mature, sicure e subito cantierabili, senza bisogno di decenni di attesa né di miliardi di sussidi pubblici a beneficio di poche grandi industrie. La vera modernizzazione passa dallo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), dall'efficientamento profondo delle case e degli edifici pubblici, e dalla creazione di reti elettriche intelligenti anche con sistemi di accumulo avanzati.

Verso una "Corato Rinnovabile": l'appello alla città
Siamo convinti che l'alternativa al centralismo romano vada costruita dal basso, con la partecipazione e la democrazia energetica dei territori. Per questo, nelle prossime settimane, il circolo di Legambiente promuoverà a Corato un ciclo di incontri pubblici, tavoli di confronto e dibattiti per disegnare insieme una transizione ecologica ed economica a misura della nostra città.

Invitiamo apertamente i cittadini, le associazioni, le imprese e i movimenti civici a unirsi e partecipare attivamente a questa mobilitazione. La transizione non è un processo da subire passivamente, ma un futuro da costruire collettivamente.
Condivideremo il calendario sui nostri canali ufficiali. La Puglia e Corato hanno già scelto la strada del sole e del vento per una vera transizione ecologica: il futuro non si ferma.
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