
Vita di Città
Corato cammina per la pace: gli studenti del Liceo Artistico in prima linea
Alla marcia Emmaus–Amendola, giovani, docenti e cittadini uniti per dire no alla guerra e sì alla responsabilità collettiva
Corato - lunedì 11 maggio 2026
6.21
Alla marcia Emmaus–Amendola di quest'anno c'era anche un pezzo importante di Corato: un gruppo di studenti del Liceo Artistico "Federico II Stupor Mundi", accompagnati dai docenti Capobianco e Tambone, insieme al sindaco Corrado De Benedittis e a numerosi cittadini.
Una presenza che non è stata soltanto simbolica, ma profondamente politica nel senso più alto e nobile del termine: scegliere di esserci, scegliere di prendere posizione, scegliere di dire un no netto e consapevole alle logiche globali di guerra e militarizzazione.
La partecipazione degli studenti ha dato voce a un'idea semplice e rivoluzionaria: il mondo non è un meccanismo immobile, condannato al suo stato di sofferenza, distruzione e individualismo. Può cambiare. Può trasformarsi. Può essere orientato verso la giustizia e la pace solo se ciascuno di noi decide di partecipare, di osservare, di intervenire, di non voltarsi dall'altra parte.
È questo il messaggio che i ragazzi hanno portato lungo il percorso della marcia:
che la pace è una scelta, non un'utopia;
che la responsabilità è un gesto quotidiano, non un concetto astratto;
che gli studenti possono essere motore di movimento, energia viva capace di costruire un futuro reale, condiviso e giusto.
In un tempo in cui la rassegnazione sembra spesso più comoda dell'impegno, la loro presenza è stata un segnale forte: la comunità educante non si limita a formare competenze, ma coltiva coscienze. E quando queste coscienze camminano insieme, la strada verso un mondo diverso diventa più visibile.
Una presenza che non è stata soltanto simbolica, ma profondamente politica nel senso più alto e nobile del termine: scegliere di esserci, scegliere di prendere posizione, scegliere di dire un no netto e consapevole alle logiche globali di guerra e militarizzazione.
La partecipazione degli studenti ha dato voce a un'idea semplice e rivoluzionaria: il mondo non è un meccanismo immobile, condannato al suo stato di sofferenza, distruzione e individualismo. Può cambiare. Può trasformarsi. Può essere orientato verso la giustizia e la pace solo se ciascuno di noi decide di partecipare, di osservare, di intervenire, di non voltarsi dall'altra parte.
È questo il messaggio che i ragazzi hanno portato lungo il percorso della marcia:
che la pace è una scelta, non un'utopia;
che la responsabilità è un gesto quotidiano, non un concetto astratto;
che gli studenti possono essere motore di movimento, energia viva capace di costruire un futuro reale, condiviso e giusto.
In un tempo in cui la rassegnazione sembra spesso più comoda dell'impegno, la loro presenza è stata un segnale forte: la comunità educante non si limita a formare competenze, ma coltiva coscienze. E quando queste coscienze camminano insieme, la strada verso un mondo diverso diventa più visibile.


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