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Le ragioni del “SÍ” e del “NO” a confronto per il Referendum Giustizia 2026
Ieri a Corato l’incontro per comprendere il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo
Corato - sabato 21 febbraio 2026
13.12
Una tavola rotonda moderata e composta da figure autorevoli del mondo giudiziario e forense, accolta da una numerosa e curiosa presenza, per discutere sul referendum costituzionale che chiamerà i cittadini alle urne il 22 e 23 marzo: "Verso il referendum sulla riforma della giustizia: parliamone con i cittadini" si è tenuto ieri 20 febbraio, presso il salone "Giovanni Paolo II" della Chiesa Maria SS. Incoronata.
L'incontro, promosso dall'Unione Giuristi Cattolici Italiani – sezione di Trani "Renato Dell'Andro", è stato moderato da Giuseppe Mastropasqua, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Lecce. A presiedere la tavola invece Angela Arbore, presidente della Sezione Lavoro del Tribunale di Trani; Renato Nitti, procuratore della Repubblica di Trani; Luca Gagliardi, presidente della Camera Penale di Trani; ed Egidio Sarno, rappresentante della Camera Penale di Bari.
Il dibattito è stato introdotto da una spiegazione precisa sul referendum, che prevede una revisione della Costituzione già approvata dal Parlamento, che introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti. In particolare, il testo approvato dal Parlamento prevede la creazione di due Consigli Superiori distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Non avendo i due Consigli competenza disciplinare, si arriverebbe alla creazione dell'Alta Corte disciplinare che, differentemente dai 2 CSM, non sarebbe presieduta dal Presidente della Repubblica.
Un breve excursus sulla storia della Costituzione ha introdotto il dibattito vero e proprio, con posizioni chiare e precise da entrambe le parti. I promotori del NO hanno espresso rischi quali l'attacco all'autonomia della Costituzione, la creazione di una Magistratura indebolita e condizionabile, la mancata incisione sulla velocità ed efficienza dei processi, un maggior condizionamento politico all'interno della Magistratura e lo stravolgimento di un assetto costituzionale pensato dai Padri Costituenti; i sostenitori del SÍ hanno sottolineato come la separazione delle carriere possa garantire un giudicante equidistante dall'avvocato e dal pubblico ministero, il mantenimento dell'indipendenza sancito dall'art. 104 della Costituzione e un sistema giudiziario imparziale e libero da qualsiasi tipo di condizionamento.
Il dibattito ha accolto domande, riflessioni e punti di vista che confermano l'interesse della cittadinanza verso un argomento così delicato e ampio.
L'iniziativa è stata realizzata con la partecipazione del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, dell'Associazione Donne Giuriste Italiane – sezione di Trani e dell'associazione di amicizia politica "Argomenti 2000", circolo di Barletta-Andria-Trani.
L'incontro, promosso dall'Unione Giuristi Cattolici Italiani – sezione di Trani "Renato Dell'Andro", è stato moderato da Giuseppe Mastropasqua, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Lecce. A presiedere la tavola invece Angela Arbore, presidente della Sezione Lavoro del Tribunale di Trani; Renato Nitti, procuratore della Repubblica di Trani; Luca Gagliardi, presidente della Camera Penale di Trani; ed Egidio Sarno, rappresentante della Camera Penale di Bari.
Il dibattito è stato introdotto da una spiegazione precisa sul referendum, che prevede una revisione della Costituzione già approvata dal Parlamento, che introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti. In particolare, il testo approvato dal Parlamento prevede la creazione di due Consigli Superiori distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Non avendo i due Consigli competenza disciplinare, si arriverebbe alla creazione dell'Alta Corte disciplinare che, differentemente dai 2 CSM, non sarebbe presieduta dal Presidente della Repubblica.
Un breve excursus sulla storia della Costituzione ha introdotto il dibattito vero e proprio, con posizioni chiare e precise da entrambe le parti. I promotori del NO hanno espresso rischi quali l'attacco all'autonomia della Costituzione, la creazione di una Magistratura indebolita e condizionabile, la mancata incisione sulla velocità ed efficienza dei processi, un maggior condizionamento politico all'interno della Magistratura e lo stravolgimento di un assetto costituzionale pensato dai Padri Costituenti; i sostenitori del SÍ hanno sottolineato come la separazione delle carriere possa garantire un giudicante equidistante dall'avvocato e dal pubblico ministero, il mantenimento dell'indipendenza sancito dall'art. 104 della Costituzione e un sistema giudiziario imparziale e libero da qualsiasi tipo di condizionamento.
Il dibattito ha accolto domande, riflessioni e punti di vista che confermano l'interesse della cittadinanza verso un argomento così delicato e ampio.
L'iniziativa è stata realizzata con la partecipazione del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, dell'Associazione Donne Giuriste Italiane – sezione di Trani e dell'associazione di amicizia politica "Argomenti 2000", circolo di Barletta-Andria-Trani.


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