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Presunte pressioni sul voto, Roselli: «Gente pagata». Labianca: «Denunci»

Botta e risposta social tra i due candidati al consiglio comunale

Non soltanto Corrado De Benedittis. Anche l'ex assessore e candidato al consiglio comunale con la lista di Rinnovamento Corato Carlo Roselli fa pubblicamente riferimento a presunte pressioni o a compensi in cambio del voto. Roselli sceglie la strada social, attraverso un video messaggio, nel quale pur non facendo mai nomi, denuncia fatti gravissimi, non soltanto legati all'attività politica locale.

Roselli parla chiaramente di un presunto giro di prostituzione e spaccio di stupefacenti nel rione Belvedere. Un giro che si sarebbe intrecciato anche ad una presunta compravendita di voti.

«Prima del voto abbiamo visto porcherie: persone che venivano pagate, persone che quel giorno hanno ricevuto 50 euro» afferma Roselli nel suo videomessaggio.

E ancora: «Nel rione Belvedere ci sono persone che vivono in maniera precaria, che vendono il loro corpo e un po' di droga. Io stesso ho notato alcune volte passaggi non piacevoli. Invece il 26 erano ben vestiti e preparati, con foglietti in mano ed erano rappresentanti di lista. Sono stati pagati per fare quel lavoro lì e si è visto che nello spoglio in alcune sezioni si son visti determinati voti a determinate persone» afferma Roselli in maniera sibillina ma comunque chiara.

Frasi molto pesanti che hanno provocato la reazione a distanza del più suffragato tra i candidati al consiglio comunale, l'UDC Vincenzo Labianca, protagonista anch'egli di un videomessaggio.

Labianca non cita mai Roselli, ma il riferimento all'ex assessore è chiaro.

«Mi sembra doveroso aprire riflessioni su video che girano sui social che parlano di spaccio prostituzione e scambio di voti in alcuni quartieri della nostra città» esordisce Labianca.

«I trasgressori devono essere puniti, quindi gli autori di questi video devono denunciare con nomi e cognomi agli organi competenti perché non è possibile che questi gesti, qualora ci fossero, rimangano impuniti» continua Labianca.

«Questo getta discredito sui candidati al consiglio comunale che hanno ottenuto consensi frutto di rispetto, stima e fiducia e allo stesso tempo è impensabile che un atto così vile rimanga impunito».

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