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Referendum Giustizia 2026 e le ragioni del Sì
Ieri un incontro per discutere sulla nuova riforma costituzionale
Corato - sabato 7 febbraio 2026
9.08
A meno di due mesi dal referendum giustizia 2026 che chiamerà gli italiani alle urne il 22 e il 23 marzo per decidere sulla separazione delle carriere, si è tenuto a Corato un incontro per discutere le ragioni del sì: ieri 6 febbraio, presso la Biblioteca Comunale, il comitato per il sì ha presentato le proprie argomentazioni di fronte a una sala gremita e curiosa.
Presenti Francesco De Robertis, l'On. La Salandra Giandonato della Commissione Parlamentare Giustizia, l'Avv. Gagliardi Luca, Presidente Camera Penale di Trani, l'Avv. Tato' Filippo e l'On. Picaro Michele, europarlamentare.
La riforma agisce su diversi punti come la separazione delle carriere dei magistrati, secondo cui giudici e pubblici ministeri avrebbero percorsi professionali distinti sin dall'inizio, e la separazione di due Consigli Superiori della Magistratura, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. A questi elementi si aggiunge il sorteggio al posto dell'elezione e l'istituzione di un'Alta Corte disciplinare per la valutazione di eventuali scorrettezze disciplinari dei magistrati.
Secondo i relatori questa riforma ha l'obiettivo di cambiare radicalmente il sistema giudiziario rendendolo imparziale e libero da qualsiasi tipo di condizionamento: la separazione delle carriere metterebbe il giudice in una posizione di effettivo distacco rispetto a chi viene giudicato, rendendo evidente l'equidistanza tra accusa e difesa e garantendo un confronto equo tra le parti. Il pubblico ministero avrebbe una formazione specifica per le indagini, il giudice subirebbe minori condizionamenti dalla pubblica accusa.Inoltre, con l'istituzione di un'Alta Corte disciplinare la responsabilità del magistrato verrebbe verificata più attentamente con maggiore professionalità e correttezza.
Altro punto discusso è quello del sorteggio che non abbandonerebbe tutto al caso, ma avverrebbe per un terzo utilizzando un elenco di avvocati e professori creato dal Parlamento in seduta comune, e per i due terzi da un elenco di magistrati di competenza e rettitudine verificate.
Attraverso questa riforma l'Italia si allineerebbe agli standard di altre democrazie europee e occidentali come quella francese, tedesca o americana. Infatti, in alcuni Paesi europei le carriere tra giudici e pubblici ministeri sono già separate e ciò non intacca la democraticità di quegli ordinamenti.
La riforma, dunque, non comprometterebbe l'equilibrio dei poteri ma conferirebbe piena attuazione all'articolo 111 della Costituzione sul giusto processo e sulla terzietà del giudice, mantenendo valido l'articolo 104 sull'autonomia e indipendenza della magistratura su qualsiasi altro potere.
Presenti Francesco De Robertis, l'On. La Salandra Giandonato della Commissione Parlamentare Giustizia, l'Avv. Gagliardi Luca, Presidente Camera Penale di Trani, l'Avv. Tato' Filippo e l'On. Picaro Michele, europarlamentare.
La riforma agisce su diversi punti come la separazione delle carriere dei magistrati, secondo cui giudici e pubblici ministeri avrebbero percorsi professionali distinti sin dall'inizio, e la separazione di due Consigli Superiori della Magistratura, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. A questi elementi si aggiunge il sorteggio al posto dell'elezione e l'istituzione di un'Alta Corte disciplinare per la valutazione di eventuali scorrettezze disciplinari dei magistrati.
Secondo i relatori questa riforma ha l'obiettivo di cambiare radicalmente il sistema giudiziario rendendolo imparziale e libero da qualsiasi tipo di condizionamento: la separazione delle carriere metterebbe il giudice in una posizione di effettivo distacco rispetto a chi viene giudicato, rendendo evidente l'equidistanza tra accusa e difesa e garantendo un confronto equo tra le parti. Il pubblico ministero avrebbe una formazione specifica per le indagini, il giudice subirebbe minori condizionamenti dalla pubblica accusa.Inoltre, con l'istituzione di un'Alta Corte disciplinare la responsabilità del magistrato verrebbe verificata più attentamente con maggiore professionalità e correttezza.
Altro punto discusso è quello del sorteggio che non abbandonerebbe tutto al caso, ma avverrebbe per un terzo utilizzando un elenco di avvocati e professori creato dal Parlamento in seduta comune, e per i due terzi da un elenco di magistrati di competenza e rettitudine verificate.
Attraverso questa riforma l'Italia si allineerebbe agli standard di altre democrazie europee e occidentali come quella francese, tedesca o americana. Infatti, in alcuni Paesi europei le carriere tra giudici e pubblici ministeri sono già separate e ciò non intacca la democraticità di quegli ordinamenti.
La riforma, dunque, non comprometterebbe l'equilibrio dei poteri ma conferirebbe piena attuazione all'articolo 111 della Costituzione sul giusto processo e sulla terzietà del giudice, mantenendo valido l'articolo 104 sull'autonomia e indipendenza della magistratura su qualsiasi altro potere.






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