Bandiere a mezz’asta al comune di Corato
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Vita di Città

TARI 2026, Polis: «A Corato aumenti fino all’87%»

«Chiediamo all'Amministrazione di fermare l'approvazione di questi aumenti»

«Il Piano Tariffario TARI 2026 che, salvo modifiche dell'ultima ora, andrà in consiglio comunale il 31 luglio certifica una vera e propria esplosione dei costi per le utenze non domestiche. Un aumento generalizzato che colpisce commercianti, artigiani, imprese, ristoratori e attività produttive, proprio mentre il tessuto economico locale avrebbe bisogno di sostegno e non di nuovi balzelli», si legge nella nota dell'associazione POLIS.

«La tabella di confronto con la TARI 2025 su una superficie di riferimento di 100 metri quadrati, mostra incrementi che in moltissimi casi si attestano intorno al 40%, ma anche fino all'87%. È il caso, ad esempio, di esposizioni e autosaloni vede un aumento dell'87%. I banchi di mercato di beni durevoli subiscono un aumento dell'84%. Per le banche e gli istituti di credito e ipermercati di generi misti l'aumento è di oltre il 76%».

«Ma il dato forse più inquietante è la sua pervasività: non siamo di fronte a pochi casi isolati. Per moltissime categorie l'incremento è superiore al 40%. Parrucchieri, barbieri ed estetisti vedono la propria tariffa passare da 788,02 a 1.109,17 euro; le carrozzerie e autofficine da 542,94 a 763,86 euro; i negozi di abbigliamento, calzature e altri beni durevoli da 529 a 744,14 euro. Anche ristoranti, trattorie, pizzerie e pub subiscono un incremento del 40,72%, con una TARI che passa da 1.343,15 a 1.890,14 euro su 100 metri quadrati. È questo il modo in cui si sostiene l'economia locale?»

«La domanda è inevitabile. Perché dietro le percentuali ci sono attività che ogni giorno affrontano aumento dei costi energetici, materie prime più care, pressione fiscale, difficoltà nel reperire personale e una domanda interna che resta fragile. Aggiungere una stangata TARI di queste dimensioni significa comprimere ulteriormente i margini delle imprese e rischiare di scaricare nuovi costi sui consumatori».

«Tutto nasce da una precisa scelta politica: questa amministrazione è CONTRO chi produce ricchezza. Infatti, rispetto all'anno scorso, la quota di costi da coprire con la TARI a carico delle utenze non domestiche aumenta di quasi 10 punti percentuali, determinando il salasso appena visto. È legittimo, quindi, chiedere all'Amministrazione comunale una spiegazione politica chiara: perché, per coprire il costo del servizio, si è arrivati a una struttura tariffaria che produce aumenti così pesanti per una parte fondamentale del sistema economico cittadino?»

«Il problema non è soltanto contabile. È una questione di scelte politiche. Corato non può permettersi una politica fiscale che penalizzi proprio chi tiene aperte le saracinesche, crea lavoro e mantiene vivo il centro urbano e il tessuto produttivo».

«Per questo chiediamo all'Amministrazione di fermare l'approvazione di questi aumenti, convocare immediatamente le associazioni di categoria e gli esperti del settore per aprire un confronto pubblico sui criteri utilizzati per costruire le tariffe. Occorre trovare una diversa modulazione dei coefficienti, per una maggiore equità nella distribuzione del carico e per interventi che evitino di scaricare sulle attività economiche il peso di aumenti così sproporzionati».

«Perché una cosa è certa: quando una pizzeria, un bar, un negozio, un'autofficina o un'impresa si trovano davanti a un aumento della TARI del 40%, non siamo più di fronte a un semplice adeguamento tariffario. Siamo davanti a una scelta politica che merita una risposta politica».

«C'è poi un tema molto tecnico, che ci riserviamo di approfondire, ma sul quale invitiamo l'opposizione a sollecitare un parere espresso dei revisori dei conti. Il Comune continua, secondo noi impropriamente, ad applicare riduzioni alle utenze domestiche (quest'anno 2,2 Milioni di Euro rispetto ai 574.000 Eur dell'anno scorso) e scarica questi costi sul bilancio dell'ente, in violazione alle disposizioni di cui ai commi 654 e 659 della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge istitutiva della TARI). Ciò è funzionale a determinare una riduzione artificiosa delle tariffe per le utenze domestiche, in violazione ai principi della legge sopra menzionati»
  • Tari
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