La Questura di Barletta-Andria-Trani
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Cronaca

Truffa sui permessi 104 e falso, indagata un'assistente capo di Corato

La donna, di 58 anni, è stata denunciata alla pari di un 60enne di Minervino Murge. Sospeso per 6 mesi un 52enne di Ruvo di Puglia

Avrebbe usufruito indebitamente dei permessi previsti dalla legge 104, assentandosi dal posto di lavoro senza averne diritto. Per questo la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Marina Chiddo, ha sospeso un vice ispettore della Questura di Barletta-Andria-Trani, il 52enne Vincenzo Cassano, per 6 mesi.

Per lui, originario di Ruvo di Puglia, e per altri due colleghi, un 60enne ispettore superiore di Minervino Murge in pensione dopo aver lavorato al Commissariato di P.S. di Canosa di Puglia, e una 58enne assistente capo coordinatore di Corato in servizio alla Questura della sesta provincia, accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato e di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, il pubblico ministero titolare del fascicolo, Francesco Tosto aveva invocato i domiciliari.

L'indagine della Squadra Mobile è partita da una segnalazione dell'ufficio sanitario provinciale della Questura sull'utilizzo delle assenze dal servizio per malattia e assistenza delle persone diversamente abili: 4 i mesi monitorati, da giugno a settembre 2024, per 50 giorni di assenze e una truffa di 5.300 euro. Gli investigatori hanno accertato che gli indagati avrebbero «sfruttato illegittimamente» i benefici previsti dalla legge 104/92 e dell'articolo 42 del decreto legislativo 151/2001.

Avrebbero, cioè, chiesto «sistematicamente dei permessi retribuiti» per assistere il familiare con disabilità, ma in realtà avrebbero svolto attività di tipo personale. In tutti i casi non avrebbero prestato assistenza ai genitori, come invece dichiarato. Uno dei tre indagati, di 60 anni, avrebbe usufruito di 28 giornate, durante le quali «si è recato in Francia dal 9 al 13 gennaio 2024 e a Barcellona dal 19 al 26 settembre 2024, così come sono stati riscontrati soggiorni a Roma e Milano».

A Cassano sono contestate 6 giornate di assenza indebita, «ma in non tutte le giornate il dipendente aveva prestato assistenza al genitore». Inoltre, a due dei tre indagati è stata contestata l'assenza dei requisiti per l'ottenimento dei permessi di congedo. Inoltre le indagini hanno documentato come gli indagati «vivessero, contrariamente a quanto dichiarato, in abitazioni diverse rispetto al proprio assistito, venendo quindi meno il requisito della coabitazione richiesto dalla legge».

La giudice Chiddo, dopo gli interrogatori preventivi, ha disposto l'interdizione dal servizio per Cassano, assistito dall'avvocato Antonio La Scala. Per gli altri due la gip ha escluso la sussistenza delle esigenze cautelari: il primo è in quiescenza dal 1 novembre 2024, mentre la seconda, in malattia, è prossima alla pensione.
  • Polizia di Stato Corato
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