
Vita di Città
ADISCO e AIDO donano pasta della Granoro
Un gesto carico di significato durante il Sabato Santo
Corato - martedì 7 aprile 2026
11.08
In prossimità del mercato zonale, in un giorno carico di significato come il Sabato Santo, ADISCO insieme a AIDO hanno scelto di esserci con un gesto semplice in linea con la loro mission: donare. «Abbiamo regalato pacchi di pasta donataci dalla Granoro, simbolo quotidiano di nutrimento e cura, accompagnati da un messaggio altrettanto essenziale: l'importanza della donazione del sangue cordonale e degli organi (info anche attraverso un QR code presente sulla busta). Nessuna richiesta, nessuna aspettativa. Solo la volontà di condividere un'opportunità di vita», dichiarano.
«E invece, ciò che più ci ha colpito è stata la difficoltà incontrata nel compiere questo gesto gratuito. In molti si sono avvicinati con esitazione, qualcuno con sospetto, altri quasi increduli che non ci fosse "qualcosa in cambio". Accettare un dono, oggi, sembra non essere più così semplice. Come se la gratuità fosse diventata un linguaggio dimenticato. Questa diffidenza ci interroga profondamente. Ci racconta di un tempo in cui la fiducia nel prossimo si è incrinata, lasciando spazio al dubbio anche davanti a un gesto disinteressato. Ma è proprio per questo che crediamo sia ancora più necessario esserci, continuare a seminare, anche quando il terreno appare duro».
«Tra i tanti incontri, uno in particolare resterà nel cuore. Una dolcissima donna si è avvicinata con delicatezza, quasi a voler chiedere scusa. Ci ha detto di non poter donare: è diabetica, è in dialisi. Eppure nei suoi occhi c'era una luce, una consapevolezza profonda del valore della donazione. A lei va il nostro pensiero più sincero e il nostro augurio: che possa presto ricevere quel doppio trapianto che attende, e tornare a vivere con pienezza».
«Perché, in fondo, è proprio questo il senso di ciò che facciamo. Superare la diffidenza, ricostruire fiducia, ricordare che il dono è ancora possibile. E che dietro ogni scelta di donare può esserci una vita che riparte. In questa Pasqua, che parla di attesa, sacrificio e rinascita, il nostro augurio è che ciascuno possa riscoprire la bellezza del dono gratuito e la forza della fiducia nel prossimo», concludono.
«E invece, ciò che più ci ha colpito è stata la difficoltà incontrata nel compiere questo gesto gratuito. In molti si sono avvicinati con esitazione, qualcuno con sospetto, altri quasi increduli che non ci fosse "qualcosa in cambio". Accettare un dono, oggi, sembra non essere più così semplice. Come se la gratuità fosse diventata un linguaggio dimenticato. Questa diffidenza ci interroga profondamente. Ci racconta di un tempo in cui la fiducia nel prossimo si è incrinata, lasciando spazio al dubbio anche davanti a un gesto disinteressato. Ma è proprio per questo che crediamo sia ancora più necessario esserci, continuare a seminare, anche quando il terreno appare duro».
«Tra i tanti incontri, uno in particolare resterà nel cuore. Una dolcissima donna si è avvicinata con delicatezza, quasi a voler chiedere scusa. Ci ha detto di non poter donare: è diabetica, è in dialisi. Eppure nei suoi occhi c'era una luce, una consapevolezza profonda del valore della donazione. A lei va il nostro pensiero più sincero e il nostro augurio: che possa presto ricevere quel doppio trapianto che attende, e tornare a vivere con pienezza».
«Perché, in fondo, è proprio questo il senso di ciò che facciamo. Superare la diffidenza, ricostruire fiducia, ricordare che il dono è ancora possibile. E che dietro ogni scelta di donare può esserci una vita che riparte. In questa Pasqua, che parla di attesa, sacrificio e rinascita, il nostro augurio è che ciascuno possa riscoprire la bellezza del dono gratuito e la forza della fiducia nel prossimo», concludono.





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