Comune di Corato - Palazzo di Città. <span>Foto Giuseppe Di Bisceglie</span>
Comune di Corato - Palazzo di Città. Foto Giuseppe Di Bisceglie
Editoriale

Azzeramento della giunta, il gioco di strategia continua

Il racconto di una storia che non ha nulla a che vedere con la politica

Abbiamo atteso per tutta la giornata un comunicato stampa che annunciasse l'acquisizione al protocollo del Comune di Corato delle dimissioni, per altro già consegnate nelle mani del primo cittadino, di tutti gli assessori della giunta Mazzilli.

L'abbiamo atteso perché, almeno stando a quanto emerso in una delle riunioni che si stanno tenendo tra le delegazioni dei partiti a sostegno dell'amministrazione, il sindaco avrebbe sostenuto con particolare convinzione la volontà di azzerare la giunta e nominare nuovi assessori certamente entro la data di convocazione del prossimo consiglio comunale o comunque entro la fine di questa settimana.

Azzerare la giunta e nominare nuovi assessori, lasciando a casa anche quegli assessori che erano passati dal voto popolare, quindi il vice sindaco Scaringella e l'assessore allo sport Gaetano Nesta.

Una decisione non certamente accolta di buon grado da tutti i partiti ma comunque accettata, ad eccezione dell'UDC che non è riuscita a fare sintesi al suo interno.
Anche la scelta di sollevare l'assessore Nesta dal suo incarico non sarebbe stata indolore, all'interno di Città Nuova, provocando anche qualche frizione interna.

Ovviamente di queste evoluzioni si hanno notizie estremamente frammentarie. In altre circostanze, ad ogni riunione sarebbe seguita una conferenza stampa, atteso che si tratta di argomenti di enorme interesse per la popolazione. Corato, tuttavia, è una repubblica a parte.

Nell'ultimo consiglio comunale abbiamo avuto parvenza di un centrodestra che va ricompattandosi, soprattutto in vista delle prossime elezioni. Come opportunamente rilevato dalla consigliera Valeria Mazzone, nel suo piccato e sdegnato intervento, le ultime battute di una consiliatura travagliata diventano occasione per ricucire fratture interne alle forze di maggioranza, poi diventata minoranza e successivamente ritornata semimaggioranza in virtù dei cambi di umore dei vari consiglieri di cui abbondantemente si è discusso.

Abbiamo assistito al "ravvedimento" del consigliere Fabrizio Ventura (che partecipa alle riunioni di maggioranza); all'ostentata amicizia (che ricordiamo è un sentimento personale e non di pubblico interesse) del consigliere Caputo verso il sindaco Mazzilli, alle posizioni ibride del consigliere Roselli che ultimamente, pur dichiarandosi formalmente all'opposizione, nei fatti strizza l'occhio alla maggioranza in nome di una (si dice) ricostituzione dell'unità del centrodestra. Dall'altra parte abbiamo assistito ad un defilarsi di Direzione Italia o "Noi con l'Italia" che dir si voglia, con un appoggio esterno dal significato da un lato pilatesco, dall'altro muscolare.

Questo mentre alcune forze politiche hanno già pronti i nomi dei futuri assessori mentre il sindaco fatica a trovare donne disponibili a "riempire" le quote rosa. Il tutto nel silenzio assordante degli assessori dimissionari che, per usare la terminologia adottata dal consigliere Renato Bucci nell'ultima seduta di consiglio, stanno interpretando al meglio il ruolo di pedine da utilizzarsi, ed evidentemente sacrificare, in questa stucchevole partita a Risiko.

Se i vari rimpasti, i cambi di casacca, le differenze di posizioni, fossero nate in ragione di difformità di pensiero rispetto ad alcuni provvedimenti di pubblico interesse, avremmo potuto parlare di "normale dialettica politica". Il continuo vacillare dell'amministrazione e della sua tenuta, invece, è strettamente correlato alla tenuta degli "equilibri", quasi che gli equilibri stessi fossero un punto del programma per il quale il sindaco Mazzilli e i consiglieri comunali che avrebbero dovuto sostenerlo, sono stati eletti.

Che sia il caso di recuperare l'autentico senso della politica?
  • Crisi amministrativa
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