San Cataldo
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Religione

Corato celebra il Santo Patrono San Cataldo

In chiesa Matrice, una solenne celebrazione eucaristica presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Leonardo D'Ascenzo, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie

Oggi giorno della festa liturgica di San Cataldo, patrono di Corato. In chiesa Matrice, una solenne celebrazione eucaristica presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Leonardo D'Ascenzo, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, con la partecipazione di tutti i sacerdoti della città e dei componenti delle Confraternite.

La Chiesa celebra San Cataldo Vescovo di Rachau il 10 maggio, data in cui secondo la tradizione, nel 1071 fu ritrovata la tomba del Santo a Taranto nel corso degli scavi finalizzati alla costruzione della Cattedrale.

Il legame del Santo irlandese con Corato avviene di molti secoli dopo la sua morte.

Nel 1483, durante una terribile epidemia di peste che stava decimando Corato, un contadino, Quirico Trambotto, si recava ad arare i campi come ogni mattina, con i suoi buoi. Quel giorno, però, non fu come gli altri. A un certo punto gli apparve la figura luminosa di un santo, il vescovo Cataldo, che promise al contadino di salvare la città da peste e carestia se avessero costruito un tempio a lui dedicato nel punto in cui i buoi sarebbero caduti a terra il giorno dopo. San Cataldo lasciò a Quirico anche un mantello, dicendogli che, se toccato, gli appestati sarebbero stati guariti. Il giorno dopo i buoi caddero avverando la profezia e la peste fu scacciata via. L'episodio è raccontato dal frate vescovo Francesco Gonzaga nel volume "De origine Seraphicae Religionis Franciscanae eiusque progressibus" del 1587. Per diversi secoli, almeno dal 1300 fino al 1800, l'ordine dei francescani ha avuto un ruolo molto attivo come guida spirituale e sociale a Corato.

E così i coratini resero grazie al vescovo irlandese che li aveva salvati dalla peste e dalla carestia. Lì dove i buoi erano caduti fu costruita una piccola chiesa (oggi non più esistente) dedicata al santo. Nel 1506 venne anche costruito un convento che costituisce oggi il palazzo del Comune, chiamato non a caso anche Palazzo San Cataldo. L'edificio, in origine, accoglieva i Frati Minori Osservanti (detti Zoccolanti) che dedicarono al santo la costruzione di una chiesa più grande, adiacente il convento, in cui celebrare al meglio il culto di Cataldo (l'attuale Incoronata, risalente al 1629 circa). Sebbene la devozione verso il vescovo irlandese fosse molto diffusa in città (già nel 1657 si era deciso di onorare il santo il 10 maggio), San Cataldo diventa il protettore ufficiale di Corato solo nel 1681 con il riconoscimento da parte della Congregazione dei Riti. Con la soppressione degli ordini religiosi nel 1809, i frati lasciarono la città e il convento, poi trasformato in municipio nel 1866 mentre la chiesa di San Cataldo scomparve definitivamente. Anche l'Incoronata fu abbandonata e, di conseguenza, il culto di San Cataldo si trasferì nel duomo della chiesa Matrice.

Il culto di San Cataldo si diffonde progressivamente a partire dal Seicento. Molte famiglie iniziarono a dare il nome del santo irlandese ai propri figli. L'atto ufficiale più lontano nel tempo della festa di San Cataldo arriva da un documento notarile del 1657 in cui si stabilivano le celebrazioni del patrono per la data dell'8 marzo, giorno della morte e il 10 maggio. Una data, quest'ultima, scelta non a caso visto che, secondo la tradizione, in quel giorno del 1071 venne ritrovata a Taranto la tomba del santo mentre si effettuavano gli scavi per la nuova costruzione della cattedrale. Decisivo, per la scoperta, fu il profumo che inebriò gli addetti e li condusse fino al luogo della sepoltura, in cui i resti di Cataldo avevano una crocetta d'oro celtica con l'incisione della parola Cataldvs.
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