
Politica
Guido Catalano entra a far parte della Segreteria regionale del Partito Democratico
Il coratino ha ricevuto la delega alla formazione politica, alla legalità e alle politiche giovanili
Corato - giovedì 9 luglio 2026
14.40
Il coratino Guido Catalano entra a far parte della Segreteria regionale del Partito Democratico della Puglia con le deleghe alla formazione politica, alla legalità e alle politiche giovanili. In un lungo messaggio affidato ai social, ringrazia chi lo ha accompagnato nel suo percorso e saluta i Giovani Democratici, rivolgendo uno sguardo al futuro del suo impegno politico. Di seguito il testo integrale:
«Da oggi avrò l'onore di entrare nella Segreteria Regionale del PD Puglia, con la delega alla formazione politica, alla legalità e alle politiche giovanili. Ringrazio il Segretario Domenico De Santis per la fiducia che ha riposto in me. Ringrazio Pierpaolo Treglia per essere sempre stato guida, punto di riferimento e amico.
Ci sono momenti in cui il tempo sembra fermarsi e ti costringe a riflettere sulla strada che hai percorso. Devi accettare che ogni stagione della vita, anche quella che vorresti prolungare, ha una sua naturale fine. Forse diventare adulti significa imparare ad accettare questo, a capire che nulla di ciò che ci ha veramente cambiati ci abbandona quando le cose cambiano. Ci sono esperienze che danno un senso ai nostri giorni, che cambiano il nostro modo di vedere le cose, che ci insegnano a guardare il mondo in un modo nuovo. Quando questo accade, lasciare un lavoro o un incarico diventa meno importante. Quello che conta è rendersi conto che una parte della tua giovinezza è ormai diventata un ricordo.
La giovinezza, stagione speciale della vita. Non è legata all'età, ma alla capacità di credere che il mondo possa essere diverso da come lo abbiamo trovato. È un tempo in cui si decide di investire energie in qualcosa che non porta vantaggi immediati, che richiede fatica, pazienza, rinunce e ascolto, senza alcuna garanzia. Eppure, si resta. Si continua a camminare. Si continua a credere. Perché, in fondo, la speranza è una forma di disciplina più che un sentimento. I Giovani Democratici della Puglia sono il luogo dove questa disciplina si è evoluta. Sono stati la comunità che mi ha insegnato una verità semplice e profonda, nessuno costruisce se stesso da solo. Ogni persona è il risultato delle esperienze che la attraversano, delle parole che l'hanno interrogata, delle mani che l'hanno sostenuta quando vacillava, degli esempi che hanno lasciato traccia.
Pensiamo spesso di scegliere le comunità alle quali apparteniamo, ma con il tempo si scopre che sono anche loro a scegliere noi, a plasmarci lentamente, fino a renderci persone diverse da quelle che eravamo all'inizio del cammino. È per questo che oggi non provo il sentimento di chi chiude una porta. Provo qualcosa di più difficile da descrivere.
Provo la gratitudine di chi riconosce di aver ricevuto molto più di quanto abbia saputo restituire. Ho imparato che la politica non vive nelle formule perfette né nelle parole più efficaci. Vive nelle relazioni umane, nella fiducia che si conquista lentamente, nella disponibilità ad ascoltare anche quando sarebbe più semplice parlare, nella pazienza di chi accetta che le persone hanno tempi diversi, storie diverse, fragilità diverse. Vive nella capacità di riconoscersi parte di qualcosa che continuerà ad esistere anche quando il nostro nome non sarà più accanto a un titolo. Forse è proprio questo il significato più autentico della militanza, quello di imparare a sentirsi custodi di una storia che non ci appartiene interamente e che continuerà il proprio cammino grazie a chi verrà dopo di noi. Ogni generazione riceve una fiaccola che altri hanno tenuto accesa prima del suo arrivo e ha il dovere di consegnarla con la stessa cura, con una luce ancora più forte, senza pretendere che porti il proprio nome.
Per questo finisco questa avventura senza alcun senso di distacco. Le appartenenze vere non conoscono congedi. Cambiano i luoghi nei quali si continua a servire la stessa idea di comunità, cambiano le responsabilità, cambiano le sfide. L'appartenenza resta, perché diventa una missione.
Ringrazio tutti i Giovani Democratici, a partire da Claudia Caputo, Massimo Mancini, Isanna Isanna Maldarizzi e tutti gli argentini. Essere stati fianco a fianco per anni è stata la parte più bella del nostro percorso collettivo. Non riesco a trovare parole per descrivere il rapporto che si è creato con tanti ragazzi e tante ragazze che in questi anni sono stati la vera macchina, il vero cervello e il vero collante dell'organizzazione giovanile. Ringrazio Tiziana Elli per aver creduto nel nostro progetto politico, per essere stata presente in Puglia e per aver fatto un lavoro importante per tutti i Giovani Democratici della Puglia e Nazionali.
Accolgo questa responsabilità con lo stesso spirito con cui, tanti anni fa, ho deciso di avvicinarmi alla politica. Con la convinzione che la formazione rappresenti l'investimento più prezioso che una comunità possa fare su sé stessa. Ogni generazione ha bisogno di luoghi in cui imparare a pensare, prima ancora che a scegliere; ha bisogno di strumenti per comprendere la complessità delle cose e delle situazioni; ha bisogno di una politica che sappia educare al dubbio, al rigore, alla libertà e al senso del limite. Perché la democrazia vive soltanto quando esistono cittadine e cittadini capaci di custodirla con intelligenza, passione e responsabilità.
Porterò con me tutto ciò che questi anni mi hanno donato. Come una promessa da mantenere. La promessa di continuare a meritare quella fiducia che una comunità ha riposto in un ragazzo molti anni fa, quando aveva soltanto entusiasmo, domande e il desiderio di rendersi utile.
«La memoria è il solo paradiso dal quale non possiamo essere cacciati» scriveva Jean Paul e, dentro questa idea di permanenza silenziosa, tutto ciò che ho vissuto nei Giovani Democratici Puglia prende la forma di qualcosa che non si conclude ma si deposita nel profondo, come una luce che non abbaglia più ma continua a orientare, fatta di volti che non si dissolvono, di voci che restano anche quando il tempo cambia ritmo, di legami che non chiedono più presenza per continuare a esistere, perché ciò che è stato autentico non appartiene al passato ma a una dimensione più intima e più resistente, dove le persone incontrate diventano parte del modo in cui guardo il mondo e, senza bisogno di altre parole, continuano ad abitarmi».
«Da oggi avrò l'onore di entrare nella Segreteria Regionale del PD Puglia, con la delega alla formazione politica, alla legalità e alle politiche giovanili. Ringrazio il Segretario Domenico De Santis per la fiducia che ha riposto in me. Ringrazio Pierpaolo Treglia per essere sempre stato guida, punto di riferimento e amico.
Ci sono momenti in cui il tempo sembra fermarsi e ti costringe a riflettere sulla strada che hai percorso. Devi accettare che ogni stagione della vita, anche quella che vorresti prolungare, ha una sua naturale fine. Forse diventare adulti significa imparare ad accettare questo, a capire che nulla di ciò che ci ha veramente cambiati ci abbandona quando le cose cambiano. Ci sono esperienze che danno un senso ai nostri giorni, che cambiano il nostro modo di vedere le cose, che ci insegnano a guardare il mondo in un modo nuovo. Quando questo accade, lasciare un lavoro o un incarico diventa meno importante. Quello che conta è rendersi conto che una parte della tua giovinezza è ormai diventata un ricordo.
La giovinezza, stagione speciale della vita. Non è legata all'età, ma alla capacità di credere che il mondo possa essere diverso da come lo abbiamo trovato. È un tempo in cui si decide di investire energie in qualcosa che non porta vantaggi immediati, che richiede fatica, pazienza, rinunce e ascolto, senza alcuna garanzia. Eppure, si resta. Si continua a camminare. Si continua a credere. Perché, in fondo, la speranza è una forma di disciplina più che un sentimento. I Giovani Democratici della Puglia sono il luogo dove questa disciplina si è evoluta. Sono stati la comunità che mi ha insegnato una verità semplice e profonda, nessuno costruisce se stesso da solo. Ogni persona è il risultato delle esperienze che la attraversano, delle parole che l'hanno interrogata, delle mani che l'hanno sostenuta quando vacillava, degli esempi che hanno lasciato traccia.
Pensiamo spesso di scegliere le comunità alle quali apparteniamo, ma con il tempo si scopre che sono anche loro a scegliere noi, a plasmarci lentamente, fino a renderci persone diverse da quelle che eravamo all'inizio del cammino. È per questo che oggi non provo il sentimento di chi chiude una porta. Provo qualcosa di più difficile da descrivere.
Provo la gratitudine di chi riconosce di aver ricevuto molto più di quanto abbia saputo restituire. Ho imparato che la politica non vive nelle formule perfette né nelle parole più efficaci. Vive nelle relazioni umane, nella fiducia che si conquista lentamente, nella disponibilità ad ascoltare anche quando sarebbe più semplice parlare, nella pazienza di chi accetta che le persone hanno tempi diversi, storie diverse, fragilità diverse. Vive nella capacità di riconoscersi parte di qualcosa che continuerà ad esistere anche quando il nostro nome non sarà più accanto a un titolo. Forse è proprio questo il significato più autentico della militanza, quello di imparare a sentirsi custodi di una storia che non ci appartiene interamente e che continuerà il proprio cammino grazie a chi verrà dopo di noi. Ogni generazione riceve una fiaccola che altri hanno tenuto accesa prima del suo arrivo e ha il dovere di consegnarla con la stessa cura, con una luce ancora più forte, senza pretendere che porti il proprio nome.
Per questo finisco questa avventura senza alcun senso di distacco. Le appartenenze vere non conoscono congedi. Cambiano i luoghi nei quali si continua a servire la stessa idea di comunità, cambiano le responsabilità, cambiano le sfide. L'appartenenza resta, perché diventa una missione.
Ringrazio tutti i Giovani Democratici, a partire da Claudia Caputo, Massimo Mancini, Isanna Isanna Maldarizzi e tutti gli argentini. Essere stati fianco a fianco per anni è stata la parte più bella del nostro percorso collettivo. Non riesco a trovare parole per descrivere il rapporto che si è creato con tanti ragazzi e tante ragazze che in questi anni sono stati la vera macchina, il vero cervello e il vero collante dell'organizzazione giovanile. Ringrazio Tiziana Elli per aver creduto nel nostro progetto politico, per essere stata presente in Puglia e per aver fatto un lavoro importante per tutti i Giovani Democratici della Puglia e Nazionali.
Accolgo questa responsabilità con lo stesso spirito con cui, tanti anni fa, ho deciso di avvicinarmi alla politica. Con la convinzione che la formazione rappresenti l'investimento più prezioso che una comunità possa fare su sé stessa. Ogni generazione ha bisogno di luoghi in cui imparare a pensare, prima ancora che a scegliere; ha bisogno di strumenti per comprendere la complessità delle cose e delle situazioni; ha bisogno di una politica che sappia educare al dubbio, al rigore, alla libertà e al senso del limite. Perché la democrazia vive soltanto quando esistono cittadine e cittadini capaci di custodirla con intelligenza, passione e responsabilità.
Porterò con me tutto ciò che questi anni mi hanno donato. Come una promessa da mantenere. La promessa di continuare a meritare quella fiducia che una comunità ha riposto in un ragazzo molti anni fa, quando aveva soltanto entusiasmo, domande e il desiderio di rendersi utile.
«La memoria è il solo paradiso dal quale non possiamo essere cacciati» scriveva Jean Paul e, dentro questa idea di permanenza silenziosa, tutto ciò che ho vissuto nei Giovani Democratici Puglia prende la forma di qualcosa che non si conclude ma si deposita nel profondo, come una luce che non abbaglia più ma continua a orientare, fatta di volti che non si dissolvono, di voci che restano anche quando il tempo cambia ritmo, di legami che non chiedono più presenza per continuare a esistere, perché ciò che è stato autentico non appartiene al passato ma a una dimensione più intima e più resistente, dove le persone incontrate diventano parte del modo in cui guardo il mondo e, senza bisogno di altre parole, continuano ad abitarmi».


Ricevi aggiornamenti e contenuti da Corato 
j.jpg)

.jpg)
.jpg)
.jpg)