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Politica

Dopo 20 giorni la giunta è ancora un mistero

L'analisi in vista della composizione dell'esecutivo

Venti giorni fa le urne del ballottaggio decretavano che ad indossare la fascia tricolore e a guidare la città dovesse essere Pasquale D'Introno. Il 9 giugno 2019 Pasquale D'Introno è diventato sindaco. Da allora non si hanno più notizie di lui. Nessuna cerimonia pubblica per la proclamazione ufficiale, nessun comizio di ringraziamento. Solo qualche post su Facebook per pubblicizzare qualche intervento (su cui, peraltro, sono state anche espresse perplessità) e null'altro. Come se, fatto il sindaco, coi cittadini ci si dovesse salutare nuovamente tra cinque anni. Nulla di più sbagliato.

Abbiamo atteso venti giorni prima di farci qualche domanda, prima di provare a capire che cosa si stia muovendo sul fronte della formazione della giunta (che avevamo auspicato fosse di alto livello). Pensavamo che, una volta a ridosso della proclamazione degli eletti, qualche notizia più o meno ufficiale l'avremmo avuta. Le attese, però, sono state tradite. Ad inizio della prossima settimana ci dovrebbe essere la proclamazione ufficiale dei consiglieri comunali ma la situazione sul fronte giunta è ancora in alto mare. Se ne stanno occupando le segreterie dei partiti secondo l'ormai ingiallito ma ancora in vigore, almeno nella nostra città, manuale Cencelli della Prima Repubblica. Per distribuire le cariche, gli incarichi o se vogliamo le poltrone, occorre sapere con certezza quanti seggi sono ufficialmente assegnati ai vari partiti. Si vocifera, infatti, che da un ricalcolo dei voti la distribuzione dei seggi della maggioranza potrebbe subire un lieve cambiamento. Lieve ma fondamentale nell'utilizzo dell'operazione aritmetica della divisione o della proporzione.

Manuale Cencelli era, manuale Cencelli sarà. E addio alla giunta di alto profilo. La giunta, anche questa volta, sarà totalmente politica, verosimilmente orientata al "malloppo" portato in dote ai tavoli di coalizione ai quali certamente siedono alcuni dei segretari di partito. La Lega ha persino sguinzagliato il suo vice segretario regionale, esautorando di fatto il direttivo cittadino.
Stando ai rumors, di volti nuovi in giunta ne vedremo pochissimi. La divisione sembra essere stata fatta: 2 assessori e la presidenza del consiglio comunale per Direzione Italia, 2 assessori a Fratelli d'Italia (di cui uno probabilmente indicato dal sindaco), e un assessore ciascuno per le altre forze in campo, IDEA, Forza Italia e Lega.

Le trattative (o forse è meglio dire le contrattazioni) non sono ancora terminate. Appetitose sono le cariche di sottogoverno, alias i consigli di amministrazione delle partecipate. Le forze politiche devono dividersi il mantello. Ogni goccia deve essere oculatamente selezionata. I posti sono troppo pochi e tante invece le bocche da sfamare. E non sarà semplice riuscire ad accontentare anche le varie correnti interne agli stessi partiti. Non ce ne voglia la Lega se usiamo come emblematico esempio la sua situazione: un piccolo partito composto da tante correnti, a partire dalla "fu Puglia Prima di tutto", i cui attivisti sono stati folgorati in massa dall'appeal di Matteo Salvini (o più probabilmente dalla speranza di un posto al sole quasi certo) e si sono trasferiti sotto il simbolo della Lega. Stessa folgorazione l'hanno avuta gli ex alfaniani, parti di una vecchia corrente di Direzione Italia, innamorati storici del "capitano" e quelli dell'ultima ora. Il posto però è uno. Ed è forse per questo che a trattare, o meglio a contrattare, sia arrivato nientepopodimenoché il vice segretario regionale. Sappiamo anche dell'idea di inserire in giunta a Corato un elemento di spicco del partito a livello regionale, ma sappiamo anche che una mossa del genere non è possibile da realizzare.

Così come sappiamo del desiderio di alcuni ex assessori delle varie giunte Mazzilli di ritornare a occupare le sedie che un tempo furono loro appannaggio. Un atto che sconfesserebbe in maniera totale la soluzione di continuità rispetto al quinquennio ripudiato da chi oggi ha la maggioranza. Rivedere gli ex assessori di Mazzilli, anche quelli che lo hanno abbandonato riscoprendosi legati al progetto politico del centrodestra, essere accanto a Pasquale D'Introno sarebbe clamoroso.

Benché con il passaggio di Fitto a Fratelli d'Italia, il partito della Meloni e Direzione Italia vadano inevitabilmente verso la fusione, a Corato è bene mantenere i distinguo. Nessuna intenzione di mettere nella stessa cesta le doti di ciascuno. La parte del leone la farà certamente Direzione Italia che esprimerà il presidente del consiglio comunale (probabilmente Gabriele Diaferia, consigliere anziano e veterano dell'aula del consiglio comunale), e due assessori di cui probabilmente uno con le funzioni di vicesindaco. Potrebbe tornare in sella Pasquale Pomodoro, storico presidente della commissione consiliare bilancio, che assumerebbe il ruolo di assessore al bilancio. Così come potrebbe tornare a fare l'assessore Ignazio Salerno, già presidente del consiglio comunale e per un decennio assessore sotto Perrone.

Non si può inoltre trascurare l'alternanza di genere voluta dalla legge Delrio che impone la presenza nell'esecutivo di ben 3 donne. Una vera e propria gatta da pelare per dei partiti a forte trazione maschile. La patata bollente potrebbe rimanere nelle mani di IDEA, Lega e Forza Italia chiamati ad esprimere assessori di generi femminile. Se la cosa non sembra spaventare IDEA, (blocco fuoriuscito da "Noi con Salvini" da tempo alla ricerca di un assessorato anche durante l'amministrazione Mazzilli), un po' più difficile sembra essere la situazione in casa di Forza Italia e Lega.

Fratelli d'Italia dovrebbe essere il partito più vicino al sindaco. La sua presenza alla convention di Bari con i vertici regionali e provinciali ha mostrato un forte legame con gli amici della Meloni. Forse dalla rosa di Fratelli d'Italia il sindaco potrà esprimere il suo assessore di fiducia, l'altro dovrebbe essere appannaggio della segreteria cittadina.
Ribadiamo che queste valutazioni scaturiscono da informazioni non ufficiali e rumors. Il sentito dire, in questa fase, è il nostro faro giacché il sindaco non ha sentito la minima esigenza di informare la cittadinanza nemmeno delle linee guida alla base della formazione della sua giunta.

Non ci resta che attendere la proclamazione degli eletti a cui, entro 10 giorni, seguirà la convocazione del Consiglio Comunale da parte del sindaco. Se ci sarà da attendere per la celebrazione della prima assise vorrà significare una difficoltà nel trovare la quadra nella giunta. La prima riunione dell'assemblea, inoltre, sarà determinante per conoscere lo stato di salute della maggioranza. Se compatta eleggerà con 16 voti il presidente del consiglio comunale alla prima seduta.
Non ci resta che attendere.
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