Ospedale Corato
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Epatite C, a Corato un’indagine per verificare stato di salute della popolazione

Al via uno screening volontario e gratuito all’Ospedale Umberto I, prevista la somministrazione di 4.000 test

"Obiettivo dello screening avviato presso il laboratorio analisi dell'Ospedale Umberto I di Corato è verificare la prevalenza dell'infezione da HCV nella popolazione di Corato confrontandola con la media nazionale e consentire un rapido intervento e agire tempestivamente per l'eliminazione l'infezione, quale che sia la sua incidenza". E' quanto ha spiegato il direttore della direzione medica del Presidio Ospedaliero Corato-Terlizzi Vincenzo Fortunato nel corso della presentazione del progetto "Eliminiamo l'Epatite C" nel laboratorio analisi del nosocomio Umberto I di Corato.

L'iniziativa, senza alcun costo per la sanità regionale grazie alla sponsorizzazione non condizionante di Gilead e alla prestazione volontaria del personale ospedaliero coinvolto, prevede la somministrazione di 4.000 test gratuiti, che vanno ad aggiungersi alla normale attività erogata dalla struttura ospedaliera. La ricerca dell'anticorpo anti HCV in chemiluminescenza sarà effettuata sui pazienti ricoverati, ma anche su quelli esterni che volontariamente si vorranno sottoporre al test. Il laboratorio analisi ha già i kit in dotazione e sono state anche individuate due figure, un counselor e un data manager, che seguiranno il progetto nelle varie fasi di attuazione. Tutti i pazienti positivi all'Ab-HCV nel periodo di attuazione del progetto riceveranno un referto nel quale sarà evidenziata la positività agli anticorpi, materiale informativo sull'epatite C e l'elenco dei centri prescrittori dei nuovi farmaci ad azione antivirale diretta di ultima generazione.

"Le persone che hanno contratto l'infezione da HCV nella maggior parte dei casi non sviluppano evidenti sintomi e pertanto non vengono identificati e trattati", ha aggiunto nel corso dell'incontro con i giornalisti Maria de Palma, dirigente della direzione medica del Presidio Ospedaliero Corato-Terlizzi. "È indispensabile poter scoprire il sommerso e quindi aumentare il numero di pazienti con diagnosi di infezione da HCV per poterli indirizzare verso un corretto percorso diagnostico e terapeutico con i nuovi farmaci. Agendo tempestivamente contro l'infezione cronica possiamo arginare questo preoccupante fenomeno".

La coordinatrice del progetto è la responsabile del laboratorio analisi dell'Umberto I di Corato Carmela Lops. "L'aggravarsi dell'infezione", spiega, "può portare ad insufficienza epatica, cirrosi o tumori del fegato. Fino al 2015, anno di introduzione dei nuovi ed efficaci farmaci antivirali, in Italia ogni 30 minuti moriva una persona per le conseguenze di questa patologia. Oggi si stima che tra l'1 e l'1,5% della popolazione italiana sia affetta da questa malattia. Molti casi però rimangono non diagnosticati. Il nostro compito è farli emergere e offrire loro un'opportunità di guarigione".

"Il trattamento di tutti i pazienti HCV positivi, indipendentemente dal grado e stadio di malattia", ha concluso Fortunato, "produce importanti guadagni in termini di salute e di riduzione dei costi diretti ed indiretti da parte del Sistema sanitario nazionale".
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