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Il Piano Urbano dei bambini e delle bambine per una città conveniente, confortante e divertente
Inaugurato ieri il Piano Urbano dei bambini e delle bambine
Corato - giovedì 9 aprile 2026
8.36
Per essere vivibile una città deve essere accessibile e sicura; per essere a misura di bambino deve essere anche conveniente, confortevole e divertente. Affinché ciò avvenga è necessario lavorare sull'organizzazione della città, non riducendone lo spazio, ma provando a cambiare la sua funzione e il nostro punto di vista: su questi presupposti, il "Piano Urbano dei bambini e delle bambine" ha preso forma.
Presentato ieri 8 aprile, nella sala multimediale della Biblioteca storica, alla presenza degli assessori Beniamino Marcone e Antonella Varesano, degli architetti Giorgia Floro e Ivan Iosca e dell'associazione di promozione sociale "La città bambina", il progetto è il frutto di un lungo percorso che, dal 2023, ha accolto le diverse voci dei bambini offrendo loro uno spazio attivo nella progettazione urbana.Un'iniziativa nata da un'idea dell'Assessora Varesano dopo una visita a Roma e la scoperta della presenza di un piano regolatore dei bambini. Di qui, un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha trovato sintesi nel lavoro degli architetti Floro e Iosca.
Dalla domanda "Come immaginate lo spazio vuoto tra i palazzi?", i bambini e le bambine della città hanno dato libero sfogo alla loro fantasia nel Pensatoio, una struttura ottagonale che nel Chiostro del Comune ha accolto le loro voci. Una città a misura di bambino è una città più libera, più sicura e più colorata; una città che accoglie il gioco ed è in grado di accettare l'imprevisto, ammettendo usi diversi dello stesso spazio.
Il Piano Urbano è frutto di un lavoro che, partendo dall'analisi del contesto e dall'ascolto della comunità, ha agito concretamente con questionari, attività, laboratori o mappe percettive che dalle scuole si ampliassero a piazze o altri luoghi frequentati. Diversi i quartieri presi in considerazione, tra cui Piazza Vittorio Emanuele, Piazza Palermo o Piazza Caduti di Via Fani.
Il progetto non ha avuto il solo obiettivo di creare una città a misura di bambino, ma anche di sensibilizzare e avvicinare al punto di vista dei più piccoli: con un telescopio inverso in grado di cambiare prospettiva, genitori e adulti hanno avuto la possibilità di guardare il mondo con gli occhi di un bambino, cogliendo così il loro punto di vista.
Il Piano Urbano non è solo un intervento sullo spazio e sulla qualità urbana, ma rappresenta un ulteriore motivo di inclusività, partecipazione e attenzione alle nuove generazioni per costruire una città più vivibile per tutti.
Presentato ieri 8 aprile, nella sala multimediale della Biblioteca storica, alla presenza degli assessori Beniamino Marcone e Antonella Varesano, degli architetti Giorgia Floro e Ivan Iosca e dell'associazione di promozione sociale "La città bambina", il progetto è il frutto di un lungo percorso che, dal 2023, ha accolto le diverse voci dei bambini offrendo loro uno spazio attivo nella progettazione urbana.Un'iniziativa nata da un'idea dell'Assessora Varesano dopo una visita a Roma e la scoperta della presenza di un piano regolatore dei bambini. Di qui, un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha trovato sintesi nel lavoro degli architetti Floro e Iosca.
Dalla domanda "Come immaginate lo spazio vuoto tra i palazzi?", i bambini e le bambine della città hanno dato libero sfogo alla loro fantasia nel Pensatoio, una struttura ottagonale che nel Chiostro del Comune ha accolto le loro voci. Una città a misura di bambino è una città più libera, più sicura e più colorata; una città che accoglie il gioco ed è in grado di accettare l'imprevisto, ammettendo usi diversi dello stesso spazio.
Il Piano Urbano è frutto di un lavoro che, partendo dall'analisi del contesto e dall'ascolto della comunità, ha agito concretamente con questionari, attività, laboratori o mappe percettive che dalle scuole si ampliassero a piazze o altri luoghi frequentati. Diversi i quartieri presi in considerazione, tra cui Piazza Vittorio Emanuele, Piazza Palermo o Piazza Caduti di Via Fani.
Il progetto non ha avuto il solo obiettivo di creare una città a misura di bambino, ma anche di sensibilizzare e avvicinare al punto di vista dei più piccoli: con un telescopio inverso in grado di cambiare prospettiva, genitori e adulti hanno avuto la possibilità di guardare il mondo con gli occhi di un bambino, cogliendo così il loro punto di vista.
Il Piano Urbano non è solo un intervento sullo spazio e sulla qualità urbana, ma rappresenta un ulteriore motivo di inclusività, partecipazione e attenzione alle nuove generazioni per costruire una città più vivibile per tutti.

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