
Scuola e Lavoro
“Senza Sbarre” al Tandoi di Corato
Incontro tra studenti, don Riccardo Agresti e testimonianze di rinascita
Corato - giovedì 16 aprile 2026
6.37
Un incontro intenso, fatto di parole, emozioni e testimonianze forti. Si è svolto questa mattina, presso la sala congressi New Generation home di Corato, nell'ambito dell'assemblea d'istituto e ha visto protagonisti gli studenti che hanno incontrato don Riccardo Agresti, promotore del progetto "Senza Sbarre".
L'iniziativa ha rappresentato un importante momento di riflessione su temi di grande attualità per il mondo giovanile: legalità, responsabilità, prevenzione delle dipendenze e valore dei percorsi di riscatto personale.
Ad aprire l'incontro è stato il dirigente scolastico, Francesco Catalano, che ha evidenziato l'importanza di offrire ai giovani esempi concreti e modelli positivi: «Progetti come questo – ha dichiarato – sono fondamentali per aiutare i ragazzi a comprendere i rischi legati alle dipendenze e alle scorciatoie facili, promuovendo invece scelte consapevoli e comportamenti sani sin dalla giovane età».
Nel corso del suo intervento, don Riccardo Agresti ha illustrato le numerose attività portate avanti sul territorio di Andria, dagli oratori ai presidi educativi nella zona 167, fino alla nascita del progetto "Senza Sbarre", un percorso di accoglienza e reinserimento sociale che si sviluppa all'interno di una masseria, da lui stesso definita "un santuario scomodo". «Amare, donare, dare – ha sottolineato – è la strada per un cambiamento autentico della propria vita e per costruire relazioni vere».
Particolarmente toccante la testimonianza di un ex detenuto 31enne, che ha raccontato la propria esperienza personale: un'adolescenza segnata dalla devianza nel quartiere Bari vecchia, il carcere e il momento di svolta rappresentato dal dolore della madre. «Il pianto di mia madre mi ha fatto riflettere – ha affermato – ma il vero cambiamento è arrivato grazie all'incontro con don Riccardo e al percorso intrapreso nella comunità».
Nel suo intervento, don Riccardo Agresti ha inoltre posto l'attenzione sulle criticità del sistema carcerario, sottolineando la necessità di investire in percorsi alternativi che mettano al centro la persona e favoriscano un reale reinserimento sociale.
L'incontro ha suscitato grande interesse e partecipazione da parte degli studenti, offrendo loro un messaggio forte e concreto: il cambiamento è sempre possibile, attraverso responsabilità, impegno e scelte consapevoli.
L'iniziativa ha rappresentato un importante momento di riflessione su temi di grande attualità per il mondo giovanile: legalità, responsabilità, prevenzione delle dipendenze e valore dei percorsi di riscatto personale.
Ad aprire l'incontro è stato il dirigente scolastico, Francesco Catalano, che ha evidenziato l'importanza di offrire ai giovani esempi concreti e modelli positivi: «Progetti come questo – ha dichiarato – sono fondamentali per aiutare i ragazzi a comprendere i rischi legati alle dipendenze e alle scorciatoie facili, promuovendo invece scelte consapevoli e comportamenti sani sin dalla giovane età».
Nel corso del suo intervento, don Riccardo Agresti ha illustrato le numerose attività portate avanti sul territorio di Andria, dagli oratori ai presidi educativi nella zona 167, fino alla nascita del progetto "Senza Sbarre", un percorso di accoglienza e reinserimento sociale che si sviluppa all'interno di una masseria, da lui stesso definita "un santuario scomodo". «Amare, donare, dare – ha sottolineato – è la strada per un cambiamento autentico della propria vita e per costruire relazioni vere».
Particolarmente toccante la testimonianza di un ex detenuto 31enne, che ha raccontato la propria esperienza personale: un'adolescenza segnata dalla devianza nel quartiere Bari vecchia, il carcere e il momento di svolta rappresentato dal dolore della madre. «Il pianto di mia madre mi ha fatto riflettere – ha affermato – ma il vero cambiamento è arrivato grazie all'incontro con don Riccardo e al percorso intrapreso nella comunità».
Nel suo intervento, don Riccardo Agresti ha inoltre posto l'attenzione sulle criticità del sistema carcerario, sottolineando la necessità di investire in percorsi alternativi che mettano al centro la persona e favoriscano un reale reinserimento sociale.
L'incontro ha suscitato grande interesse e partecipazione da parte degli studenti, offrendo loro un messaggio forte e concreto: il cambiamento è sempre possibile, attraverso responsabilità, impegno e scelte consapevoli.


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