Allevamento (repertorio)
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Afa record, animali già sotto stress nelle stalle

Le contromisure dei coltivatori. Manca l'acqua negli invasi, ridotta anche la produzione di foraggio

L'ondata di afa, con la colonnina di Mercurio che ha registrato fino a 38 gradi in Puglia già in questa primavera inoltrata, associata alla siccità perdurante da mesi, ha seccato la terra, svuotato le spighe di grano e mandato in stress gli animali nelle stalle murgiane, che secondo quanto riferito Coldiretti avrebbero ridotto del 15% la produzione di latte. È l'esito del monitoraggio condotto sugli effetti dell'ondata di calore che ha investito la Puglia fin da maggio, con temperature fino a 12 gradi in più rispetto alla media stagionale e la grave siccità per la mancanza di piogge, in uno scenario reso già critico a causa degli alti costi di produzione e di gestione aggravati dalle ripercussioni della guerra tra Ucraina e Russia.

Coldiretti Puglia ha stimato 65 milioni di metri cubi di acqua in meno rispetto alla capienza degli invasi, con i prodotti agricoli di stagione a rischio nei campi e i frequenti incendi che mandano in fumo migliaia di ulivi ormai secchi a causa della Xylella.

Se per gli animali domestici come cani e gatti è importante garantire sempre l'acqua e fare in modo che stiano sempre al riparo dal sole e in luoghi ben areati, per le mucche il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi: gli animali, oltre quel limite, mangiano poco, bevono molto e producono meno latte.

Al calo delle produzioni di latte si aggiunge anche un aumento dei costi di gestione nelle stalle per i maggiori consumi di acqua ed energia che gli allevatori devono sostenere per aiutare gli animali a resistere al caldo, in una situazione in cui scarseggiano i mangimi che non arrivano dai Paesi del Mar Nero in conseguenza del conflitto.

«Sono già scattate le contromisure anti-afa nelle stalle dove gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo perché ogni singolo animale è arrivato a bere con le alte temperature di questi giorni fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi meno caldi» hanno rilevato da Coldiretti Puglia. «Nelle stalle sono entrati in funzione anche ventilatori e doccette refrigeranti per sopportare meglio la calura e i pasti vengono dati un po' per volta per aiutare le mucche a nutrirsi al meglio senza appesantirsi».

Il caldo bollente e la mancanza d'acqua hanno ridotto anche la produzione di foraggio necessario per l'alimentazione del bestiame con l'allarme siccità che colpisce anche le coltivazioni di grano e altri cereali, in un momento in cui è necessario garantire la piena produzione. «Le difficoltà si registrano in tutta la regione dove con il picco delle temperature manca l'acqua necessaria ad irrigare le coltivazioni che si trovano in una situazione di stress idrico che mette a rischio le produzioni» hanno aggiunto dall'organizzazione dei coltivatori diretti, secondo la quale «la siccità è diventata la calamità più rilevante per l'agricoltura pugliese con danni stimati in oltre 70 milioni di euro all'anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti».
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