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Agrifood Hub, l'abbattimento della prima pietra dà l'avvio ufficioso ai lavori

Francesco Casillo «L'entusiasmo è tanto, il percorso ancora lungo»

La posa della prima pietra solitamente è il simbolico gesto di un qualcosa che sta per nascere. Qui all'Agrifood Hub tutto invece comincia da una demolizione (solo accennata). Con l'abbattimento di una parte di un muro di uno degli edifici dell'ex Molino basile, oggi si è dato ufficiosamente il via ai lavori per la costruzione dell'Agrifood Hub, una sorta di "Università dell'Agroalimentare", che faccia della Puglia e di Corato poli di attrazione in Italia e nel mondo nel settore.


Uno scrosciante applauso ha scandito il lavoro di fioretto della ruspa, che è ha delicatamente scorticato la crosta di un edificio che ben presto non ci sarà più, uno spoiler di quanto accadrà da qui a qualche giorno. Come si evince dai bozzetti il palazzo lascerà spazio ad una grande piazza che fungerà da cornice ai due plessi comunicanti tra loro, che saranno la culla di questa agro-accademia.

E al suo interno? Veri e propri laboratori accademici dedicati a varie branche dell'agroalimentare:
- Accademia per l'agricoltura sostenibile e di precisione
- Accademia della tecnica molitoria
- Accademia di panificazione e pastificazione
- Accademia per la tracciabilità e valorizzazione dell'origine dei cereali

Dopo la "demolizione", la conferenza stampa di presentazione del progetto, con l'entusiastico discorso dell'imprenditore Francesco Casillo, sull'importanza del centro che possa diventare non solo un polo attrattivo che faccia riconoscere Corato ad ogni latitudine, ma un primo tassello che in un virtuosissimo effetto domino spinga la nostra città ad un rinnovamento urbano a 360°. «Per noi Casillo, i molini sono dei veri e propri templi. Quando nel 2002 abbiamo visto l'immobile in vendita, l'abbiamo subito comprato per salvarlo, senza sapere esattamente cosa farne. Quando la nostra azienda si è ampliata, ci è venuta in mente l'idea dell'Agrifood Hub, grazie anche alla sinergia tra imprenditoria e Politecnico di Bari. - Poi chiosa: «Il percorso è ancora lungo, non so esattamente cosa diventerà questo luogo, se un'università, un tempio o qualcosa in più. Oggi abbiamo messo, anzi tolto, la prima pietra, ci vorranno ancora due anni. Certamente la volontà è quella di fare cose bellissime, abbiamo partner capaci e affidabili. I nostri sogni sono grandi, ma nulla è irraggiungibile». Così l'imprenditore Francesco Casillo ai nostri microfoni.

Nell'informale conferenza stampa spazio ai bozzetti e al progetto dell'architetto Beppe Riboli che ha illustrato ciò che sarà l'Hub, con «la demolizione di una delle tre strutture della fabbrica che darà più valenza alla piazza e all'architettura del complesso edile, preservandone il valore storico originario, senza denaturarne l'essenza. Gli interni - aggiunge - saranno dedicati all'Accademia, che sarà viva e vivibile. L'esterno infine è pensato anche per ospitare eventi di ogni sorta».

Tra i partners del progetto anche il Politecnico di Bari, presente alla conferenza nella persona del magnifico rettore Francesco Cupertino. «Grazie a tutta la squadra che ha creduto in questo progetto. Questa è una prova d'orgoglio e una prova d'amore per il territorio, una sinergia tra scuola, imprenditoria e amministrazione. Come è normale che il mondo guardi all'Emilia Romagna come punto di riferimento nel mondo dell'automotive, così la Puglia deve diventare polo mondiale per l'agroalimentare. La nostra regione ha tutte le carte in regola per diventare la base di un qualcosa di grande. Spero che tanti giovani percorrano tanti chilometri per venire a studiare qui e a fare ricerca».

Ruolo importante nel progetto Agrifood Hub anche l'amministrazione comunale: «Abbiamo fatto con convinzione la nostra parte, dando la precedenza assoluta a questo progetto. Questa realtà che nascerà, un centro d'eccellenza per la popolazione, non dev'essere solo un'isola felice, ma parte di una Corato che vuole crescere ed evolversi». Così il sindaco De Benedittis che chiosa: «Lo stesso architetto Riboli ha donato il progetto per il rifacimento del ponte di Via Castel Del Monte, segno tangibile di una città che vuole evolversi, affinché il nostro territorio cresca, maturi, si sviluppi».

Al culmine della conferenza Beppe Fragasso, titolare dell'Impresa Edile Garibaldi Fragasso che si occuperà dei lavori, ha affermato che, sebbene il termine ultimo dei lavori sia fissato nel 2026, con buona volontà e senza intoppi, la struttura potrà essere consegnata alla città entro 400-450 giorni.

Un progetto lungimirante, ora finalmente non più su carta. Certo, le strade da percorrere sono ancora molteplici e tortuose, le lungaggini burocratiche pendono lì come una spada di Damocle, ma questa squadra vincente "sa come si fa", ed è pronta a consegnare alla città un qualcosa che potrà davvero cambiare in positivo Corato. Speriamo nel più breve tempo possibile.
  • Casillo
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