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Giornata del Dono, allo Stupor Mundi si parla di donazione del cordone ombelicale

Una collaborazione tra associazioni per lanciare il messaggio dell'importanza del dono

Nel momento più bello della vita di un genitore, la nascita di un figlio, la madre può salvare un altro bambino con un piccolo ma fondamentale gesto per sopravvivere: la donazione del sangue del cordone ombelicale. Studi relativamente recenti hanno dimostrato che il sangue contenuto nella vena del cordone ombelicale è ricco di cellule staminali emopoietiche, in grado, cioè, di autoriprodursi e dare vita ad altre linee cellulari dalle quali derivano tutte le cellule del sangue. Il sangue cordonale, parimenti a quello contenuto nel midollo osseo, contiene cellule capaci di generare globuli bianchi, rossi e piastrine, con il vantaggio ulteriore che la donazione di sangue cordonale non comporta rischi né interventi chirurgici.

La pratica, che potrebbe risultare salvifica per molti bambini affetti da patologie quali la leucemia, è sconosciuta a milioni di persone, per tali ragioni allo Stupor Mundi di Corato, in occasione della giornata del dono, ADISCO e Rotary hanno dedicato alla donazione del sangue cordonale la quinta edizione di "Diversamente abili ma... Più abili a donare". Protagonisti assoluti della giornata diversamente abili del liceo artistico i quali, hanno realizzato meravigliosi gadget donati all'associazione, coordinati dai proff. Donatella Di Bisceglie e Nicoletta Minutilli.

Tanti gli interventi susseguitisi nel corso della mattinata, inframezzati da parentesi musicali che ormai sono una piacevole costante di ogni appuntamento firmato liceo artistico Stupor Mundi. I saluti della presidente Fidapa Maria Francesca Casamassima, del dottor Matteo Santodirocco e del preside del liceo artistico dottor Savino Gallo, hanno aperto una conferenza, che come ricordato anche dalla moderatrice della giornata, la prof.ssa Monica Tommasicchio, ha avuto lo scopo di sensibilizzare i ragazzi e le future mamme a fare questo gesto d'amore.

Il presidente del Rotary Club Corato Pietro Catucci, sottolinea l'importanza dell'evento: «Per noi rotariani questa è la giornata più importante dell'anno. La vostra voglia di fare è fondamentale per noi insegnanti. Ringrazio il dirigente scolastico per la meravigliosa accoglienza. Da soli è impossibile fare grandi cose. Insieme si riesce a fare cose belle, a fare squadra, addirittura a salvare vite. Rimanere soli non solo è improduttivo, ma è anche molto triste».

Commovente e commosso anche l'intervento del presidente ADISCO Nunzia Bevilacqua: «Questi sono momenti importanti per la comunità scolastica e non solo. Noi docenti vi mandiamo dei messaggi che voi dovete essere bravi a percepire. Dovete sfidare il mondo che vi circonda con coraggio senza avere però paura di donarvi al prossimo, senza necessariamente ricevere qualcosa in cambio. Donando il sangue del cordone ombelicale potenzialmente facciamo del bene al mondo intero, perché il nostro sangue cordonale finisce all'interno di un circuito internazionale e donato al primo paziente compatibile. Siate cittadini attivi e consapevoli. Solo così un paese può crescere. Vi auguro che il percorso della vostra vita sia favorevole ai vostri sogni». Poi conclude: «Sono qui anche a nome dell'associazione Bice Fino, che porta il nome di mia figlia, scomparsa nel 2013 in seguito ad un male incurabile. Un sogno della mia fondazione è occuparsi della sensibilizzazione dei cittadini, perché più gente dona, più bambini possono sperare di salvarsi».

La conferenza poi è entrata nel vivo con l'intervento della dott.ssa Luisa Belsito, che ha fatto chiarezza su ogni aspetto di questa particolare tipologia di donazione partita nel 1988: «Il sangue cordonale a trent'anni dal primo intervento su un paziente affetto da Anemia di Fanconi, ha salvato circa 20000 pazienti in tutto il mondo e donare è semplicissimo! Basta il consenso informato di entrambi i genitori e non ci sono rischi per la madre. Il sangue una volta donato viene analizzato e, se risulta essere negli standard richiesti (deve contenere almeno 1,5 mld di cellule staminali, ndr.) viene bancato. La brutta notizia è che solo il 3% di tutto il sangue donato viene effettivamente considerato idoneo, quella buona è che il restante 97% non viene buttato via, ma viene impiegato per la realizzazione di un gel piastrinico, un emo-componente topico che accelera la rigenerazione del tessuto cutaneo e osseo». Poi la dottoressa Belsito sottolinea quanto ADISCO stia riuscendo nell'impresa di sensibilizzare i cittadini: «La città di Corato è prima in Puglia per numero di sacche ematiche donate, 240. Questo a dimostrazione del fatto che l'associazione ADISCO si batta quotidianamente affinché più donne possibili siano sensibilizzate su questa tematica». Poi una precisazione giuridica: «Il sangue cordonale non si può conservare, bisogna bancarlo per legge. Ma se malauguratamente un consanguineo venga colpito da una malattia curabile con le cellule staminali, la legge consente di utilizzare quel sangue per curare il malato».

«C'è molta disinformazione sulle cellule staminali - conclude la Belsito - malattie come l'infarto non sono curabili attraverso tali cellule, ma la ricerca è finanziata allo scopo di allargare il loro uso per curare più malattie possibili».

A concludere la giornata è stato il governatore Rotary del distretto 2120 dott. Donato Donnoli, che ha racchiuso la chiave di questo incontro in tre parole fondamentali: vita, dono e solidarietà.

"Some gifts are more than just a gift": così recita l'emozionale spot dei Grandi Magazzini Lewis. Alcuni doni sono molto di più di semplici doni. A volte basta davvero poco per fare del bene, a volte basta poco per regalare un sorriso, una speranza, un sogno, a chi lotta quotidianamente, a chi tenta di restare attaccato con le unghie e con i denti alla vita. La donazione del sangue cordonale è più di un dono, è un salvagente lanciato negl'impetuosi mari della malattia, per salvare qualcuno che probabilmente non conosceremo mai. Un gesto poetico, romantico, che racchiude l'essenza della vita stessa, che fa del bene a chi dona e a chi riceve. Un gesto che avrà benefici positivi a lungo termine anche sul neonato stesso, prima involontario co-autore di un afflato d'amore, poi essere umano e cittadino conscio che valori quali la solidarietà, l'altruismo e il donarsi al prossimo vadano ad arricchire e rendere unici coloro che li mettono in pratica.
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