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Consiglio comunale: manca il numero legale. L'assemblea non va avanti

La cronaca in diretta degli interventi

I consiglieri di opposizione abbandonano l'aula. Si procede alla verifica del numero legale. Constatato che non c'è il numero minimo di 13 consiglieri si procede allo scioglimento della seduta.

DE BENEDITTIS: "Abbandoniamo l'aula per rimarcare una maggioranza che non c'è e in solidarietà con le opposizioni non come un Aventino delle coscienze"

LOIZZO: "La responsabilità del fallimento di questa amministrazione è tutta vostra. Noi non ci stiamo. Caro sindaco, sapeva in quale macchina saliva: lei è responsabile tanto quanto chi guidava quell'auto. Non si può sottrarre a questa responsabilità" . E abbandona l'aula.

SINDACO: "Invito i giornalisti a fare il proprio lavoro rispettando il codice etico. La giunta in questi giorni è stato oggetto di attacco, nonostante la situazione che stiamo vivendo tutti quanti. Ringrazio vivamente questi cittadini che oggi stanno ricoprendo l'incarico di assessori. Guardando i banchi vuoti sono molto dispiaciuti e mi fa pensare quale sarà il mio futuro in quest'aula. Il 12 luglio, all'improvviso sono stato dichiarato sindaco dal giudice e non ho avuto modo neanche di avvisare la mia famiglia per la cerimonia. Sono stato criticato per questo.
Cosa ha fatto il sindaco in 50 giorni? Il sindaco si è occupato di due progetti importanti, uno "Porta futuro", consentirà la riattivazione del job center a Corato e il "Tavolo dei talenti" per far sì che i giovani trovino occupazione nel nostro territorio" D'Introno prosegue con un elenco di attività svolte nei primi 50 giorni di sua amministrazione.
Sul bilancio: "Oggi si parla senza sapere cosa sia un equilibrio di bilancio. Chi mi ha preceduto non ha adeguato le tariffe TARI: le nostre strade torneranno ad essere sporche, il verde non curato e questo a causa di chi per via di una poltrona non ha voluto eleggere il presidente del consiglio consentendo al consiglio comunale di approvare una nuova tariffazione TARI. Io non ho bisogno di una stampella, è la città che ne ha bisogno. Sono una persona corretta e non ho interrotto alcuna relazione politica. Tra due giorni scade il termine delle mie dimissioni: oggi l'unica cosa che mi interessa sono i miei concittadini. Sono un uomo libero, del resto non mi interessa, mi assumo le responsabilità di fare delle scelte. Oggi sono io il sindaco e faccio io le scelte".
"Oggi sulla SANB non possiamo decidere un aumento di capitale. Ma pensiamo al bene del paese o ad un assessorato? Se per un assessorato io faccio i bagagli e vado via. I cittadini che ho incontrato mi hanno detto "stai attento". Mi affido alle vostre coscienze per far capire che siamo una cosa unica. Il sindaco tra due giorni può andar via ma occorre votare dei punti fondamentali"

Longo annuncia che abbandonerà l'aula.
LONGO: "Siamo qui per eleggere il presidente del consiglio comunale. Se non lo abbiamo eletto le altre volte non lo faremo nemmeno oggi. Anche se, come da parere del ministero, si potrà superare il punto, al punto successivo verrà a galla il problema politico. Se avessimo voluto fare da stampella lo avremmo già fatto. Dopo la dichiarazione del sindaco abbandonerò l'aula"

D'INTRONO GIUSEPPE: "Questo è un gioco contro la città. L'unico obiettivo da raggiungere è il bene della città. Andiamo avanti con i lavori e portiamo a termine il consiglio comunale"

VALENTE: "Guardare lo stato della città fa male a tutti. Al sindaco e alla maggioranza di trovare una soluzione a questo stallo. Noi abbiamo dimostrato la nostra responsabilità. Anche noi abbandoneremo l'aula".

De Benedittis chiede al sindaco di prendere atto della mancanza dei numeri e auspica un celere ritorno al voto
DE BENEDITTIS: "Questa è una città che muore di coalizioni. Il centrodestra ha fatto le primarie ed oggi abbiamo la prova che le primarie diventano il terreno di scontro tra apparati politici rispetto a cui i cittadini rimangono sullo sfondo. Oggi ci troviamo di fronte al franare di una coalizione sancita dalle primarie. Il problema è che in questa frana crollano anche le istituzioni cittadine. Siamo di fronte ad una ferita istituzionale inedita per la storia della città in cui c'è un sindaco che non ha potuto giurare, in cui il consiglio comunale si riunisce per la quinta volta per eleggere il presidente e ritrovarsi di fronte al nulla di fatto di una maggioranza di centrodestra che non c'è più. A fronte di tutto questo la cosa drammatica è la situazione in cui si trova la città, umiliata e offesa dalle sue stesse istituzioni, che affonda nei suoi problemi rispetto a cui non si intravede soluzione. La soluzione dei problemi richiede visioni politiche e se non c'è la maggioranza non c'è nemmeno la visione di città"
"Il problema non è numerico; non si tratta di raccattare voti. La mia posizione è stata sempre chiara. Rimarco la diversità politica di questa opposizione"
"Nella vita occorre essere onesti con se stessi, capire in quale situazione ci si trova e prendere decisioni. Se non c'è la maggioranza se ne prenda atto e si torni velocemente al voto. Andiamo dal Prefetto e chiediamo che le elezioni siano convocate nel più breve tempo possibile"

D'Introno chiede alle opposizioni di rimanere in aula e votare i provvedimenti
D'INTRONO GIUSEPPE: "Noi e le minoranze siamo qui per responsabilità. Non dobbiamo sentirci soli: la città è al nostro fianco. I cittadini sono a fianco del sindaco D'Introno e continuano a dirgli di andare avanti. Chiedo alle opposizioni di rimanere qui e votare i punti all'ordine del giorno, soprattutto il punto sulla nomina dei revisori dei conti. Chiedo a nome mio personale e di tutti i consiglieri qui presenti di fare un sacrificio. Ci sono problemi politici, questo è sotto gli occhi di tutti. Il sindaco ha dialogato con le segreterie regionali dei partiti: ci sono passi in avanti e qualcuno non vuole che si facciano questi passi in avanti. Vi chiedo con il cuore di restare qui per votare"

Bovino abbandona l'aula.
BOVINO: "La posizione del gruppo che rappresento è stata esternata anche in occasione di un pubblico incontro in cui, senza sapere, là dove ce ne fosse bisogno, i giochi delle quadriglie, il sottoscritto ha detto che non sarà mai una stampella ed è pronto ad abbandonare l'aula. I problemi li avete creati voi e voi li risolverete. Oggi vediamo una Corato triste che si deve giocare le poltrone e sappiamo anche quali poltrone: urbanistica, lavori pubblici. Siamo pronti ad abbandonare l'aula nel rispetto di una città che è stanca e non ne può più. Il centrodestra è responsabile di un fallimento e usa la parola "responsabilità" per incatenare noi. La nostra responsabilità è prendere posizioni chiare. Io abbandono l'aula"

LOIZZO: "La faida è visibile. Il sindaco è omertoso, non riferisce quali siano le reali motivazioni. Sono sorpreso dalla presenza senza dignità anche dei due assessori che sono stati defenestrati stando ai racconti dei giornali. La vostra dignità avrebbe dovuto imporvi di non essere presenti in consiglio se è vero quanto dicono i giornali. Siamo tutti quanti incapaci di comprendere i significati reali e più insiti. Evidentemente c'è una partita di supremazia politica tra Direzione Italia e Fratelli d'Italia che si vanno configurando come una unica forza politica all'interno della quale si vanno sviluppando delle aggressioni politiche. È ridicolo vedere assessori non ancora insediati che percorrono i paesi con la fascia tricolore. La città è diventata territorio di conquista di forze politiche non presenti neanche nella nostra città. Qualcuno è pronto a fare del nostro paese un paese vassallo per coloro che si contendono una supremazia politica".
E critica le opposizioni: "Bisogna dire chiaramente la propria posizione. Credo che questa opposizione non debba sostenere questa maggioranza. Propongo all'opposizione di uscire dall'aula e di ritornare quando i principi democratici verranno ripristinati".

LONGO: "Rispetto verso la cittadinanza. Ogni consiglio comunale costa e se questo consiglio comunale è servito per il comunicato stampa per Direzione Italia, suggerirei di comprare una pagina di giornale. Abbiamo chiesto rispetto ed è quello che sta mancando. Se si è aperto un tavolo di trattative mettendo sul piatto i nomi di assessori anche da lei nominati, mi chiedo come si sentano oggi queste persone".
"Anche negli incontri in piazza abbiamo sempre sostenuto che il commissariamento sia una cosa negativa ma a questo punto direi che tra questa barzelletta e il commissariamento è meglio il commissariamento".

LENOCI: "Il dado è tratto. La legge del '93 dà la prerogativa al sindaco di nominare gli assessori, senza imposizioni da parte dei partiti. Se il sindaco ha ricevuto minacce, pressioni indebite, vada in Procura e denunci. È ora di finirla con il gioco delle tre carte. Abbia un sussulto di dignità, si dimetta e salvi la sua dignità"
E in riferimento alla dichiarazione di Tatò: "avevo chiesto che la maggioranza facesse un nome. Se Direzione Italia non è soddisfatta del sindaco, ventesima scelta per fare le primarie, lo sfiduci in maniera aperta e andiamo tutti a casa. Se continua il braccio di ferro, invece, questa opposizione non può far altro che abbandonare i lavori"

Tatò chiede a nome di Forza Italia, Direzione Italia e Lega l'azzeramento della giunta.
Primo ad intervenire è il capogruppo di Direzione Italia che parla a nome di Lega, Direzione Italia e Forza Italia: «Il sindaco già in campagna elettorale aveva condiviso che Forza Italia e Lega dovevano essere rappresentati in amministrazione. Su queste base sono state definite le linee politiche e programmatiche sottoscritte da tutti i partiti facenti parti della coalizione. Dopo, il sindaco ha dichiarato la sua soddisfazione per l'accordo raggiunto. Nel rispetto dell'accordo il sindaco ha chiesto di fornire i nominativi. Per assenza delle deleghe di Lega e Forza Italia si era convenuto che non ci sarebbe stata la presentazione della giunta. Successivamente ci sono state le dimissioni del sindaco inspiegabili. Ancora dopo la nomina degli assessori in spregio agli accordi presi. Per queste ragioni, nel tentativo di riprendere una situazione che appare sempre più compromessa, ritengo sia necessario l'azzeramento della giunta e la composizione di una nuova giunta che risponda agli accordi pre e post elettorali»

Il segretario generale procede all'appello: 16 consiglieri presenti. Il consigliere Porro (Fratelli d'Italia) ha comunicato la sua assenza.

ORE 18.15 - Il gruppo consiliare di Direzione Italia, ad eccezione del capogruppo Tatò, risulta assente. La seduta è presieduta dal consigliere anziano Vincenzo Labianca.

A soli due giorni dalla scadenza ultima per il ritiro delle dimissioni, Pasquale D'Introno incontrerà nuovamente il consiglio comunale nella seduta da lui convocata per questo pomeriggio alle 18. Una seduta nella quale si proverà ad eleggere finalmente il presidente del consiglio comunale per poter proseguire nei lavori consiliari.

Dalla fumata nera dell'ultimo consiglio non sembra si siano fatti passi in avanti nella ricostruzione della frattura tra il primo cittadino e Direzione Italia che ha richiesto l'azzeramento della giunta come condizione per una ripartenza del centrodestra unito. Condizione evidentemente non accettata dal sindaco D'Introno che si presenterà in consiglio con i cinque assessori da lui nominati.

Difficile pensare che le schede bianche dell'ultimo consiglio comunale possano diventare schede con indicazione di voto per il presidente del Consiglio Comunale. Se anche non sarà eletto il presidente del consiglio, almeno stando al parere del ministero, i lavori potrebbero proseguire sotto la presidenza del consigliere anziano.

Una circostanza che potrebbe portare sia Direzione Italia che le opposizioni (Bovino, Longo e Lenoci si erano già espressi in merito) ad abbandonare l'aula facendo mancare il numero legale. Qualora il sindaco D'Introno scegliesse di non ritirare le dimissioni, questo potrebbe essere per lui l'ultimo giorno da primo cittadino.

A partire dalle 18 seguiremo in diretta testuale i lavori della massima assise cittadina
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