Rimettiamo in moto la città
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Politica

Rimettiamo in moto la città, De Benedittis: «Vogliamo rigenerare la politica»

Ieri sera c'è stato il pubblico appello in vista delle prossime amministrative

A pochi giorni dalla nomina del commissario prefettizio alla guida di Corato, cominciano ad insorgere i primi preparativi in vista delle amministrative della prossima primavera.

Ieri sera a Corato, in via San Benedetto al civico 24, è stato indetto un pubblico appello all'insegna del motto "Rimettiamo in moto la città", un invito rivolto ai cittadini a "prendere l'iniziativa" e ad "aprire una prospettiva completamente nuova che dia una svolta alla politica locale espressione di "una stagione ormai finita".

Sono ventotto i primi firmatari di questa iniziativa, tra cui Beniamino Marcone, Flavia Ferrante e Corrado De Benedittis che ieri sera sono intervenuti spiegando ai molti cittadini presenti, quali sono gli obbiettivi che questa iniziativa si è posta e in che modo intende dare una svolta a Corato.

«Intendiamo riavviare un processo di passione politica» ha dichiarato Beniamino Marcone: «Una passione politica che un po' latita e a cui vorremmo far riavvicinare i giovani. Vogliamo fare politica rompendo le cristallizzazioni, discutendo, riflettendo e convergendo ad una proposta programmatica . vogliamo creare uno spazio pubblico, collettivo, che sia anche uno spazio di mobilitazione culturale, sempre salvaguardando il patrimonio dei valori umani».

Marcone si è concesso poi una frecciatina a tutti coloro che guardano con diffidenza al nascere di queste nuove proposte, imputandole una mancanza di competenza per via di inesperienza politica ed amministrativa: «Dal dialogo, dall'incontro escono fuori le competenze necessarie. Sgomberiamo il campo dai professionisti della gestione amministrativa. Questo oggi sarà il nostro punto di partenza».

Chiara l'antitesi posta in essere con le amministrazioni precedenti e chiaro l'intendo di proporre una politica che parta dal basso, dai cittadini che in questi anni spesso hanno subito le decisioni amministrative senza mai prenderne parte realmente. «Il primo passo fondamentale sarà comunicare» ha affermato la giovane Flavia Ferrante esperta in comunicazione: «Sarà necessario comunicare con i cittadini attraverso un dialogo che sappia arrivare a tutti, attraverso una comunicazione che non sia univoca, attraverso il dialogo e l'ascolto per far si che i cittadini siano partecipi e non semplici fruitori delle decisioni».

Presente ieri sera anche Daniela Manzitti, la famosa "mamma coraggio" anch'ella tra i ventotto firmatari di "Rimettiamo in moto la città". La storia di Daniela ormai la conoscono in molti e la sua presenza ieri sera stava proprio ad indicare la volontà di coinvolgere tutti in questo processo di partecipazione, anche i più deboli, coloro che soffrono per un motivo o per un altro e soprattutto per non ignorare le tante criticità sociali che Corato è costretta a vivere. Come ieri sera ha affermato Daniela: «Dopo la vicenda che ha coinvolto me e mio figlio, molti genitori nelle mie stesse condizioni mi hanno chiesto aiuto. Insieme ci siamo rivolti alle istituzioni ma non siamo stati ascoltati. Ho deciso quindi di fondare "Oh mà" un'associazione con la quale intendo dare sostegno ai ragazzi che vivono in varie forme di disagio e i genitori disperati che non sanno come fronteggiare la situazione. Corato purtroppo, sta diventando una piazza di spaccio abbastanza pericolosa. Vogliamo far emergere questa ferita della nostra città, una ferita che non si può ignorare".

Toccanti le parole Daniela e altrettanto eloquenti quelle di Corrado De Benedittis, il vero "frontman" se vogliamo, di questa iniziativa. Professore al liceo O. Tedone di Ruvo di Puglia e per anni alla guida della Caritas cittadina, Corrado si è speso tanto per il sociale e negli anni è stato spesso coinvolto in varie iniziative che lo hanno portato a collaborare con diversi comitati cittadini nei più svariati ambiti, dall'ambiente alla povertà, o al fenomeno migratorio solo per citarne alcuni.

«In tanti mi chiedono, cosa intendi fare? Scenderai in campo (con riferimento alle prossime amministrative)? No, non si tratta di scendere in campo perché fuor di metafora, noi ci siamo sempre stati, per strada e dentro i processi di questo territorio. Sempre per strada, sempre in giro per questa città, incontrando le persone, con le loro storie, con le loro complessità. Negli anni, siamo entrati nella dimensione pubblica e in quella privata (quando ci è stato chiesto). Abbiamo trascorso anni di storie, di battaglie, di successi, di soddisfazioni, ma sono anche stati anni di grandi difficoltà, di condivisione, di prospettive mancate fino a confrontarci con una città che piano piano si sta svuotando. Generazioni quelle comprese tra i 20 e i 40 anni, che se ne sono andate con la rabbia e che non sono più tornate. Questa città evidentemente non ha offerto loro la giusta attenzione, le istituzioni sono ferme dentro un immobilismo che rimanda il mondo politico dentro alchimie che non hanno più senso».

Forti le parole di Corrado de Benedittis, che in riferimento alle strategie politiche messe in atto a Corato dai partiti che hanno retto le sorti della passata amministrazione, ha dichiarato: «Da tempo si sente parlare di riunioni, di contatti, di movimenti sotterranei e mi chiedo: che cosa hanno a che fare con la città? Cosa sono queste strategie in confronto al dialogo aperto. Questa politica retrò, fatta nelle segrete stanze non ci interessa. Abbiamo scelto questa sera, di partire simbolicamente da un appartamento, perché è proprio dal privato che dobbiamo partire per rimettere al centro il bene comune. Abbiamo il dovere di provare a rimettere in moto la città».

Ebbene, sembra che ieri sera in via San Benedetto a Corato sia partito un processo importante, che in qualche modo influenzerà le dinamiche politiche locali e che di fatto rappresenta qualcosa di nuovo, di fresco, un approccio alla politica sicuramente differente rispetto alle politiche tradizionali che per anni hanno caratterizzato le amministrazioni comunali succedutesi.

Ha proseguito il suo intervento Corrado parlando appunto del rapporto che i cittadini aderenti a questi iniziativa, vogliono instaurare con quelli che saranno i prossimi "avversari" politici: «Penso che si sia giunti alla fine di una stagione, quella del centrodestra coratino, che nel bene e nel male ha governato questa città. Vogliamo che la storia passata sia rispettata pur non avendola minimamente condivisa, ma ora dobbiamo guardare avanti. Abbiamo firmato un appello per rendere esplicito che questo, il nostro, è un processo aperto che possa offrire alla città una prospettiva chiaramente progressista e che ponga fine ad una stagione in cui è mancata la chiarezza. Le nostre intenzioni sono chiare. Intendiamo cambiare il linguaggio politico, un linguaggio "social" aggressivo. Noi vogliamo correttezza e garantiamo rispetto per tutti, vogliamo far capire che signori lo si è quando si è signori dentro. Sono mesi che ci contattano, che ci offrono alleanze con i così detti "portatori di voti". Noi abbiamo detto di no. Ci dicono che ci vuole un po' di realismo politico: la nostra risposta rimane il no grazie! Noi andiamo per la nostra strada e vediamo come va. Non ci sentiamo in competizione ma in relazione con tutti anche con i nostri avversari».

E ha concluso dicendo: «IL nostro obbiettivo è quello di restituire dignità, a partire dal diritto alla casa; vogliamo restituire sicurezza, arginando l'allarme salute; vogliamo rendere corato una città accogliente gestendo al meglio il flusso migratorio come abbiamo sempre fatto in silenzio e con orgoglio in questi anni; vogliamo rigenerare la politica».

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