Volontari in Piazza Almirante
Volontari in Piazza Almirante
Vita di Città

Rispetto dell'ambiente e della città, i volontari: «Adotteremo Piazza Almirante»

Un gruppo di cittadini spinti dal senso del rispetto per la città e dalla volontà di sensibilizzare alle tematiche ambientali

Non è la prima volta che ripuliscono Piazza Almirante spontaneamente e con spirito di dedizione e rispetto per l'ambiente e il bene comune, questa volta hanno cercato il dialogo con le tante persone incontrate nella piazza, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sul voler bene alla propria città.

Deludenti i riscontri ricevuti da parte dei più giovani, ma questo piccolo gruppo di volontari non ha alcuna intenzione di arrendersi e, complice l'adozione di alcune aree verdi della città da parte di Radicamenti, hanno deciso di aderire al regolamento del Comune di Corato del 2012 per l'affidamento delle aree verdi ai cittadini e annunciano: «Sta nascendo un gruppo di volontari che si chiamerà "Salviamo Piazza Almirante" che si propone di adottarla in maniera formale».

In due giornate, venerdì e domenica, armati di pinze, guanti e sacchetti, i volontari hanno ripulito Piazza Almirante e Piazza Don Ciccio Tattoli, riempiendo sei sacchi di rifiuti di ogni tipo: bicchieri, lattine, bottiglie, fazzoletti, buste di patatine e altro.

«Fra l'indifferenza di alcuni e l'apprezzamento di altri, qualche signora, anche anziana, ha voluto unirsi a noi aiutandoci a tenere i sacchetti» - raccontano - «La pulizia di uno spazio comune dovrebbe essere curata da tutti perché è un bene di tutti. Ma parlandone con le tante persone presenti in piazza abbiamo capito che il messaggio non è stato recepito, nessuno ha poi reagito dicendo "facciamolo insieme"» - aggiungono con un po' di delusione i volontari.

Nonostante la zona rossa, molti i ragazzini riuniti in piazza, seduti sulle spalliere delle panchine, con cui i volontari hanno cercato un dialogo. «Ho spiegato loro perché non si devono mettere i piedi dove ci si siede e non si devono buttare per terra buste di patatine e lattine. Ma hanno risposto che tutti mettono i piedi sulle panchine e tutti gettano ogni cosa sulle aiuole» - racconta Lucia, una dei volontari «Quindi, secondo loro, dove c'è lo sporco si può continuare a sporcare».

Malgrado sia avvilente per i volontari tornare nella "loro" piazza il giorno dopo averla ripulita e scoprire che nulla è cambiato, come se il tempo si fosse riavvolto al giorno precedente la pulizia, la loro è una viva speranza di poter contagiare di entusiasmo e positività la cittadinanza, di riuscire a diffondere il bene per la propria città, il rispetto per la cosa pubblica e di tornare a godere di strade e piazze pulite, aiuole e giardini fioriti. Per questo non si arrendono ma hanno deciso di far richiesta di formale adozione di uno degli spazi verdi più grandi e periferici della città.

«Bisogna educare con la testimonianza, parlare con garbo e rispetto con tutti per cercare di far comprendere quanto sia bello poter guardare un prato pulito e non uno sporco. Educare al rispetto dell'ambiente è cosa difficile che richiede tempi lunghi, tuttavia è una strada da percorrere. La piazza è uno spazio di incontri e socializzazione che ci può aiutare a vivere meglio questi giorni di restrizioni. Dovremmo tutti prendiamoci un po' più cura di un piccolo spazio comune che chiede di essere liberato dalla sporcizia. La collaborazione di tutti è un valore aggiunto».
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