Attilio Di Girolamo
Attilio Di Girolamo
Politica

Verso le amministrative, parla il segretario del PD: «Il nostro partito è cambiato»

L'intervista ad Attilio Di Girolamo, giovane coordinatore cittadino del partito

Una scelta che, se solo fosse stata presa un anno fa, probabilmente avrebbe dato alla città di Corato un destino amministrativo e politico diverso. Ma la storia, come è noto, non può sostenersi sulle ipotesi irrealizzate. È la scelta del Partito Democratico di abbracciare il progetto politico di Corrado De Benedittis e della sua "Casa della politica", un progetto costruito attorno alla figura del professore e pian piano arricchitosi delle idee di chi ha scelto di aderirvi.
Un progetto dal quale, soltanto 12 mesi fa, il Partito Democratico si era defilato e che ha destato e comunque continua a destare perplessità in una parte seppur minoritaria del Partito.
La decisione, tuttavia, è presa. Il PD di Corato scarica definitivamente Vito Bovino, intenzionato a riproporsi come candidato sindaco, e chiede le chiavi della Casa della Politica di Corrado De Benedittis, per partecipare ad un dibattito già ampiamente avviato, costruito su irremovibili e indiscutibili pilastri.
Di questa particolare decisione abbiamo discusso in una cordiale intervista con il giovane segretario del Partito Democratico di Corato, il dott. Attilio Di Girolamo.

La scelta di sostenere il progetto politico di Corrado De Benedittis equivale ad ammettere di aver commesso un errore nel non averlo sostenuto alle precedenti elezioni?
Parto dal presupposto che qualsiasi forza politica coratina non sia riuscita a vincere le scorse elezioni innegabilmente abbia commesso errori. Il PD è una di queste, ma come ho sempre detto non è la sola ad aver sbagliato qualcosa sia nel panorama politico coratino che all'interno del centrosinistra. Probabilmente è la sola ad ammetterlo, questo atteggiamento a mio parere, è salutare per la Politica, perché permette di cercare nuove soluzioni.

Ritiene che entrare a far parte di una coalizione (o convergenza, come piace a De Benedittis) più ampia possa essere utile al Partito Democratico per riscattare una performance elettorale al di sotto delle aspettative e comunque non all'altezza di un partito di livello nazionale e di governo?
Mentirei se dicessi che non vorrei che il Partito crescesse anche dal punto di vista dei consensi. Ma più dei consensi a me piacerebbe la partecipazione alla vita politica e partitica, sia in campagna elettorale che al di fuori di questa, quando la frenesia delle elezioni è lontana. Nel partito c'è sempre questa possibilità, perché rimane lí, non si accende o spegne con le consultazioni elettorali. Far parte del PD significa vivere per una causa e sceglierla ogni giorno. Oggi più che mai vista la tendenza della destra all'estremismo.
In questo momento, tuttavia, mi pongo una questione più urgente dell'aumento dei consensi (anche se strettamente legata), ossia quella di dare un governo alla città, con forze politiche genuine, fresche, slegate da tutto ciò che c'era in precedenza e che ha ridotto la città in questo stato. Devo ammettere, inoltre, che non mi meraviglia che le performance dei partiti nei comuni ( non solo a Corato) siano sempre al di sotto del dato nazionale, perché in città come la nostra prevalgono i movimenti civici capaci di intercettare il consenso di elettori che magari a livello nazionale si esprimono in maniera differente.

Sembra che lo spirito e la linea seguita da Corrado De Benedittis e dal gruppo che lo supporta non sia molto distante da quella seguita lo scorso anno. Evidentemente qualcosa è cambiato, invece, nel PD. Cosa?
Io credo si ravvisino cambiamenti in entrambi i casi. Quest'anno c'è probabilmente una maggiore volontà di dialogo tra movimenti e partiti. Penso magari all'evoluzione di "Rimettiamo in Moto la Città" che da associazione si è strutturata maggiormente come gruppo politico. C'è quindi da una parte una volontà di dialogo piú forte e un graduale aumento della aperture in tal senso. Allo stesso tempo ciò che lei dice è esatto: il PD è cambiato. Ci sono nuovi iscritti e un nuovo coordinamento nel quale sono presenti sia chi storicamente ha fatto parte del Partito ma anche molti volti nuovi. Probabilmente siamo l'unico partito che cambia a Corato e non rimane legato ad un leader a vita.

È noto il "dispiacere" di una parte del partito nel seguire il progetto CAP 70033. Crede che la decisione assunta dal PD possa frammentare il partito?
In un partito è difficile che vi sia il "pensiero unico". Le posizioni sono sempre molte, ma ho fiducia nel senso di responsabilità di chi sceglie di stare nel PD.

Cosa è cambiato nel rapporto tra PD e Vito Bovino con la sua Nuova Umanità?
Vito è una persona straordinaria ed estremamente capace. Il gruppo di Nuova Umanità ha molte belle energie e professionalità. L'unica cosa cambiata sono le condizioni politiche, né la stima né l'affetto che ho nei confronti di Vito e di NU. Quest'anno risultava complicato ripetere un percorso simile a quello dello scorso anno; la pandemia inoltre ha bruciato qualsiasi possibilità di svolgere le primarie. Era necessaria una scelta, il Partito pertanto ha probabilmente ritenuto che percorsi analoghi all'anno scorso avrebbero potuto facilmente portare ai medesimi risultati. La speranza rimane comunque quella di riuscire a ricompattare tutta l'area del centrosinistra e le forze politiche a questa affini.

Come si concilia l'idea del PD, fondata sull'idea che sia la base ad individuare il suo capitano, con la genesi leaderistica del progetto CAP 70033?
Individuare il leader significa che ci deve essere necessariamente qualcuno che incarna una proposta politica. Il PD ha scelto il proprio candidato sindaco ragionando secondo le proposte relative all'area del centrosinistra, non chiudendosi esclusivamente a quelle al proprio interno e ha avviato una consultazione democratica. Questo per un senso di estrema responsabilità nei confronti di una città che lo scorso anno ha avuto ben 9 candidati sindaci e ad oggi è ancora commissariata. Tuttavia ritengo che il senso di responsabilità non può essere prerogativa esclusiva del nostro Partito, bisogna fare in modo che le forze politiche affini intraprendano un percorso unitario per il bene della città.
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