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Basket
Il presidente Musto suona la carica: «Vogliamo continuare a sognare»
L’Adriatica Industriale Virtus Corato chiude con autorità i quarti di finale playoff, superando il Cus Bari con un secco 2-0
Corato - mercoledì 8 aprile 2026
10.24
L'Adriatica Industriale Virtus Corato chiude con autorità i quarti di finale playoff, superando il Cus Bari con un secco 2-0, e si prepara a vivere una nuova, affascinante tappa del proprio percorso. All'orizzonte c'è la semifinale contro Martina Franca, con gara 1 in programma la prossima settimana al PalaWojtyla, campo caldo e ricco di tradizione cestistica.
È il momento di guardarsi indietro per capire quanta strada sia stata fatta, ma soprattutto di rilanciare lo sguardo verso ciò che ancora può essere costruito. Il presidente Cataldo Musto racconta così il momento dei biancoblù di coach Carnicella, tra consapevolezza e ambizione.
Il passaggio del turno contro il Cus Bari, netto e convincente, è la fotografia più recente di una squadra che ha saputo crescere nel momento decisivo della stagione, trovando equilibrio e nuove certezze:
"Il 2-0 contro il CUS Bari è lo specchio della nostra crescita dell'ultimo mese. La nostra forza sta nella lunghezza e completezza del roster, che ci permette di avere di partita in partita protagonisti diversi. Da quando i componenti della squadra sono riusciti a sposare questa visione, abbiamo visto che possiamo giocarcela davvero con tutti."
Un traguardo importante è stato raggiunto, ma senza cambiare la natura di un gruppo che ha sempre lavorato senza porsi limiti, alimentando giorno dopo giorno una visione condivisa: "L'obiettivo minimo è stato raggiunto, ma il nostro cammino non deve fermarsi qui. Dobbiamo arrivare più avanti possibile, senza porci limiti. Lo dobbiamo a noi stessi, ma soprattutto alle persone che ci stanno accanto in questo percorso e che vivono con noi tutti i piccoli sacrifici quotidiani. Vogliamo continuare a sognare insieme."
Nel percorso di questa stagione non sono mancati passaggi duri, come la gara 3 persa a Ceglie, che ha lasciato un segno ma anche indicato una direzione chiara per la crescita del club: "Ceglie ci ha fatto capire che eravamo in grado - staff, giocatori e società - di competere su grandi palcoscenici. Il percorso di crescita della società è evidente, quello che era un gruppo di amici ora è strutturato abbastanza da accogliere un ragazzo che viene dall'altra parte del mondo. Certo, come ogni anno capita di sbagliare qualcosa. Gli errori fanno parte del viaggio, ma non devono mai cambiare i nostri principi, che sono quelli che ci tengono vivi da quasi 15 anni. Amicizia, passione e competenza."
Adesso, però, è tempo di tornare al presente. La semifinale contro Martina Franca rappresenta una sfida di altissimo livello, da affrontare con lucidità ma anche con quell'energia interiore che ha accompagnato fin qui la Virtus: "L'avversario è fortissimo. Contro Martina Franca servirà il cuore, prima di tutto. In questo momento le parole di un allenatore o di un presidente contano poco: ogni giocatore deve trovare dentro di sè la propria motivazione, la scintilla che permetta di andare oltre i propri limiti. Solo così potremo davvero giocarci fino in fondo la possibilità di trasformare questo percorso in qualcosa di speciale."
L'Adriatica Industriale Virtus Corato c'è. E non ha alcuna intenzione di fermarsi proprio adesso.
È il momento di guardarsi indietro per capire quanta strada sia stata fatta, ma soprattutto di rilanciare lo sguardo verso ciò che ancora può essere costruito. Il presidente Cataldo Musto racconta così il momento dei biancoblù di coach Carnicella, tra consapevolezza e ambizione.
Il passaggio del turno contro il Cus Bari, netto e convincente, è la fotografia più recente di una squadra che ha saputo crescere nel momento decisivo della stagione, trovando equilibrio e nuove certezze:
"Il 2-0 contro il CUS Bari è lo specchio della nostra crescita dell'ultimo mese. La nostra forza sta nella lunghezza e completezza del roster, che ci permette di avere di partita in partita protagonisti diversi. Da quando i componenti della squadra sono riusciti a sposare questa visione, abbiamo visto che possiamo giocarcela davvero con tutti."
Un traguardo importante è stato raggiunto, ma senza cambiare la natura di un gruppo che ha sempre lavorato senza porsi limiti, alimentando giorno dopo giorno una visione condivisa: "L'obiettivo minimo è stato raggiunto, ma il nostro cammino non deve fermarsi qui. Dobbiamo arrivare più avanti possibile, senza porci limiti. Lo dobbiamo a noi stessi, ma soprattutto alle persone che ci stanno accanto in questo percorso e che vivono con noi tutti i piccoli sacrifici quotidiani. Vogliamo continuare a sognare insieme."
Nel percorso di questa stagione non sono mancati passaggi duri, come la gara 3 persa a Ceglie, che ha lasciato un segno ma anche indicato una direzione chiara per la crescita del club: "Ceglie ci ha fatto capire che eravamo in grado - staff, giocatori e società - di competere su grandi palcoscenici. Il percorso di crescita della società è evidente, quello che era un gruppo di amici ora è strutturato abbastanza da accogliere un ragazzo che viene dall'altra parte del mondo. Certo, come ogni anno capita di sbagliare qualcosa. Gli errori fanno parte del viaggio, ma non devono mai cambiare i nostri principi, che sono quelli che ci tengono vivi da quasi 15 anni. Amicizia, passione e competenza."
Adesso, però, è tempo di tornare al presente. La semifinale contro Martina Franca rappresenta una sfida di altissimo livello, da affrontare con lucidità ma anche con quell'energia interiore che ha accompagnato fin qui la Virtus: "L'avversario è fortissimo. Contro Martina Franca servirà il cuore, prima di tutto. In questo momento le parole di un allenatore o di un presidente contano poco: ogni giocatore deve trovare dentro di sè la propria motivazione, la scintilla che permetta di andare oltre i propri limiti. Solo così potremo davvero giocarci fino in fondo la possibilità di trasformare questo percorso in qualcosa di speciale."
L'Adriatica Industriale Virtus Corato c'è. E non ha alcuna intenzione di fermarsi proprio adesso.
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