Covid e scuola
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Scuola e Lavoro

Doppi turni e caos trasporti, gli studenti di Corato fanno appello al Prefetto

«Sia data alle scuole autonoma di organizzazione degli orari di entrata e di uscita»

La ripartenza della didattica in presenza avrebbe dovuto rappresentare un ritorno alla normalità per studenti e personale scolastico, dopo un difficile lungo anno di incertezze e Didattica a Distanza. Ad anno scolastico iniziato, però, sembrerebbe esser venuto meno un coordinamento tra Assessorati alla scuola e ai trasporti della Regione Puglia, Ufficio scolastico regionale e società di trasporto pubblico locale per un adeguato piano di avvio dell'anno scolastico che garantisca il diritto allo studio, per i ragazzi, e al lavoro, per il personale, in totale sicurezza e sostenibilità.

La Prefettura di Bari ha disposto per le scuole superiori dell'area metropolitana di Bari il doppio turno di ingresso e di uscita. Fino al 31 dicembre, quindi, per i 68.218 studenti che frequentano 67 scuole superiori di Bari e provincia, su complessivi 130 plessi, i due turni saranno organizzati a distanza di 100 minuti: il 75% degli studenti comincerà le lezioni alle 8 e il restante 25% alle 9.40.

Una decisione che non escluderebbe, per il futuro, "una verifica e una rimodulazione anche in relazione ai singoli casi", ma che attualmente ha come conseguenza una lunga lista di disagi e mobilitazioni.

Il 16 settembre, in un incontro con il Prefetto Bellomo, i dirigenti scolastici dell'area metropolitana di Bari, hanno fatto presenti i disagi del mondo della scuola in considerazione dell'adozione delle misure impartite relative al doppio turno, al fine di contenere i rischi di contagio da Covid-19. Il giorno seguente, la mobilitazione delle sigle sindacali contrarie alla disposizione dei doppi turni.

Tanti gli studenti coratini pendolari che ogni giorno si spostano per frequentare la scuola scelta nei paesi limitrofi, così come molti sono i ragazzi che si spostano nella nostra città per frequentare il Liceo Artistico "Federico II - Stupor Mundi" o l'IISS "Oriani-Tandoi" o l'ITET "Padre A.M. Tannoia". Per loro, la decisione e l'inadeguamento del trasporto pubblico locale, rendono la situazione insostenibile. Anche gli studenti di tutti gli istituti scolastici superiori di Corato, fanno quindi appello affinchè le loro motivazioni vengano ascoltate.

"Non siamo solo studenti" è il titolo della locandina condivisa da tutti i ragazzi che hanno scioperato in questi giorni "contro le imposizioni della prefettura". «Ognuno ha creato stories sui propri profili social taggando il Prefetto, il presidente Emiliano e l'assessorato perchè siamo i primi ad essere coinvolti dalla decisione dei doppi turni ma gli unici a non esser stati mai ascoltati» - spiega Luca Ignomeriello, rappresentante d'istituto del Liceo Artistico.

«L'attuale situazione ricade non solo sugli studenti ma anche su docenti e personale Ata che si ritrovano a lavorare con orari a dir poco strazianti - denunciano gli studenti coratini - per tutti è causa di ulteriore stress psicologico e fisico, sinonimo ovviamente di un cattivo rendimento per noi studenti».

I ragazzi, fanno leva anche sulle difficoltà che i doppi turni comportano per la sfera sociale e personale, limitando sensibilmente il tempo che gli studenti possono dedicare alla famiglia, allo sport e a tutte le attività di socialità e crescita extracurricolare. «Così si tende a privare lo studente di libertà personale» - sottolineano.

I rappresentanti d'istituto delle scuole coratine, unitamente a quelli degli istituti di tutti i comuni dell'area metropolitana di Bari, hanno presentato le loro osservazioni e richieste all'attenzione del Prefetto Antonia Bellomo, del Dott. Giuseppe Silipo e della Dott.sa Giuseppina Lotito, dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia, del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, dell'assessore regionale alla Formazione e lavoro Sebastiano Leo, nonché del sindaco della Città Metropolitana di Bari e del consigliere delegato alla "Programmazione scolastica ed Edilizia Antonio Decaro e Marco Bronzini.

Nella lettera, gli alunni chiedono di permettere alle scuole un'autonoma organizzazione degli orari di entrata e di uscita in base alla situazione del territorio in cui è ubicato l'istituto.

"Questo è un furto ai pomeriggi degli studenti" - urlano gli studenti, illustrando le loro motivazioni. - "Crediamo che lo scaglionamento degli orari di ingresso e di uscita produrrebbe seri problemi di organizzazione scolastica, ma anche di vita quotidiana" - scrivono.

Per quanto riguarda l'adeguamento del servizio di trasporto pubblico, i doppi turni comporterebbero l'uscita da scuola oltre le 15.00 per i licei e oltre le 17.00 per gli istituti professionali.

"Bisognerebbe dunque – scrivono gli studenti - attivare dei servizi che permettano a tutti di tornare alle proprie abitazioni subito dopo l'orario di uscita, in quanto perdere un'altra ora per raggiungere il domicilio significherebbe sottrarre ulteriore tempo allo studio e alle attività extracurriculari (sport, Conservatorio, laboratori, progetti, volontariato, socializzazione e relazioni interpersonali) che non potremmo più praticare.

Ci sono studenti di alcuni istituti che provengono da province diverse da quella di Bari, come BAT o TA, in cui non c'è l'obbligo della doppia corsa per i trasporti, dunque utilizzerebbero per raggiungere gli istituti le solite corse. Ne consegue l'attesa di tali studenti fuori dagli istituti per quasi due ore".

Secondo gli alunni, un orario scolastico così formulato "implica la necessità di istituire mense e di permetterci di pranzare, in quanto pendolari e non, rientreremmo a casa nel tardo pomeriggio e non potremmo neanche svolgere attività didattiche pomeridiane come PON, progetti PTOF, attività di recupero e di sostegno, culturali ed espressive".

"La nostra vita è cambiata radicalmente dall'oggi al domani. Siamo stati catapultati in un nuovo mondo in sole 24h. Didattica a distanza, quarantena, nessun contatto con le persone, distanziamento, mascherine, sorrisi coperti, ansia, tristezza, isolamento, insicurezza, disagio. Perché la nostra quotidianità deve subire ancora altri drastici cambiamenti? Non abbiamo il diritto di ritornare pian piano a quella che per noi era la nostra vita?

Entrare a scuola alle 9.40 ed uscire alle 15.00 o alle 17.00 significherebbe riorganizzare completamente, per la seconda volta, la nostra vita. Il pomeriggio dovremmo scegliere tra lo studio e lo sport, tra lo studio e la musica, tra lo studio e le relazioni interpersonali. Ci costringereste a scegliere, alla fine, tra la scuola e la vita.

Non vi sembriamo destabilizzati e scossi abbastanza? Abbiamo voglia di ritornare alla normalità, alla nostra normalità.
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