
Vita di Città
L'origine di Corato: il percorso tracciato da Giovanni Capurso
L'ipotesi sulla genesi di Corato
Corato - mercoledì 7 gennaio 2026
12.05
Nel testo che segue, il professor Giovanni Capurso ricostruisce e traccia un percorso critico sulle ipotesi relative all'origine di Corato, mettendo a confronto le poche fonti disponibili e i limiti della storiografia esistente.
«Talvolta, sui social, riaffiora il dibattito sull'origine di Corato. Allo stesso scrivente, più volte negli ultimi anni, è stata rivolta questa domanda da amici, conoscenti e studenti. Allora vediamo cosa abbiamo.
Iniziamo col dire che le fonti a disposizione sono scarne e in buona parte di dubbia origine. In un volumetto pubblicato nel 1888 e noto agli addetti ai lavori, l'agostiniano Cosma Lojodice, richiamandosi a Tito Livio, colloca la nascita di Corato in un momento storico ben preciso: nel 201 a.C., quando, con Cartagine distrutta dai Romani, Scipione l'Africano volle dividere tra i suoi soldati reduci dalla Seconda Guerra Punica i campi apuli già confiscati ai ribelli: "Gli Apuli furono privati di gran parte de' loro terreni divisi in premio a' soldati romani reduci dall'Africa. Allora sorse Corato. I campi venuti in potere de' soldati, e per la maggior parte de' ricchi di Roma, non furono più bastevoli a rendere un meschino provento ai primi loro proprietarii" .
Stando al racconto del Lojodice, a differenza dei Messapi, dei Calabri e dei Salentini, di cui si ignora il destino, i nuovi padroni impiegarono gli abitanti dei nostri territori come schiavi per coltivare la terra. Ecco perché "i nostri antenati, in tempo della loro indipendenza, disprezzarono sempre la cittadinanza romana. Amanti della lor patria, si tenevano per degradati adottandone un'altra. Il nuovo loro stato infelice gli astrinse a desiderare questo antico oggetto del loro disprezzo".
Il padre agostiniano non ci dice da dove abbia ha appreso le sue scarne notizie, ma non nasconde le difficoltà che ha avuto nel reperirle, dichiarando di essersi "appigliato" nel "mettere insieme quante maggiori notizie mi è stato dato di unire, riguardo alla Popolazione in diverse epoche" . Se Scipione l'Africano, dopo le vittorie nella Seconda Guerra Punica, in particolare a Zama, fu ricompensato con vasti appezzamenti di terra, e sebbene le fonti si concentrino spesso sulla sua campagna in Africa e sulla sua figura politica, la distribuzione di terre ai veterani in effetti fu una pratica romana comune per garantirne la fedeltà e integrare l'esercito; la Puglia, regione strategica, fu certamente interessata da assegnazioni di terre (ager publicus) ai suoi soldati come ricompensa per i lunghi servizi e le battaglie, rafforzando il controllo romano sul territorio.
È in questo contesto che compare il nome Coratus, che deriverebbe da una abbreviazione dal patrizio romano "chiamato Cajus Oratus" , a cui sarebbe stata affidata una di queste terre. Eppure, in assenza della citazione di una fonte che permetta un riscontro, ci pare che l'ipotesi rimanga difficilmente sostenibile, se non una vera e propria fantasia.
Priva pure di adeguata documentazione è anche l'ipotesi che l'origine di Corato sia legata alla centuriazione romana dell'agro di Ruvo, avvenuta nei primi secoli dopo Cristo, da cui alcuni studiosi farebbero derivare il toponimo "Quarata", e che avrebbe contrassegnato la città fino all'epoca moderna . Lo storico inglese John Bradford accenna a scoperte effettuate in Puglia tra il 1949 e il 1950 in seguito a rilievi aerofotografici operati come pilota della R.A.F. durante la Seconda Guerra Mondiale. Nei pressi del centro abitato di Corato questi studi si manifestano in allineamenti di antiche strade, viottoli, cippi, specchie e pietre seminterrate, spesso sovrapposti o confusi con moderni appoderamenti, identificabili tramite analisi del paesaggio agrario antico.
Insomma, la genesi e la storia antica di Corato sono tutte da scrivere.
Nulla di significativo è stato aggiunto negli ultimi decenni, se non rimestamenti. Per avere notizie più solide e certe servirebbero scavi archeologici in combinazione con rilevazioni aree, capaci di appurare la presenza nel nostro territorio di edifici di epoca romana e magari luoghi di culto precristiani. E per far ciò servirebbero consistenti investimenti economici e volontà politica, due aspetti che vanno a braccetto».
Le fonti del professor Giovanni Capurso
«Talvolta, sui social, riaffiora il dibattito sull'origine di Corato. Allo stesso scrivente, più volte negli ultimi anni, è stata rivolta questa domanda da amici, conoscenti e studenti. Allora vediamo cosa abbiamo.
Iniziamo col dire che le fonti a disposizione sono scarne e in buona parte di dubbia origine. In un volumetto pubblicato nel 1888 e noto agli addetti ai lavori, l'agostiniano Cosma Lojodice, richiamandosi a Tito Livio, colloca la nascita di Corato in un momento storico ben preciso: nel 201 a.C., quando, con Cartagine distrutta dai Romani, Scipione l'Africano volle dividere tra i suoi soldati reduci dalla Seconda Guerra Punica i campi apuli già confiscati ai ribelli: "Gli Apuli furono privati di gran parte de' loro terreni divisi in premio a' soldati romani reduci dall'Africa. Allora sorse Corato. I campi venuti in potere de' soldati, e per la maggior parte de' ricchi di Roma, non furono più bastevoli a rendere un meschino provento ai primi loro proprietarii" .
Stando al racconto del Lojodice, a differenza dei Messapi, dei Calabri e dei Salentini, di cui si ignora il destino, i nuovi padroni impiegarono gli abitanti dei nostri territori come schiavi per coltivare la terra. Ecco perché "i nostri antenati, in tempo della loro indipendenza, disprezzarono sempre la cittadinanza romana. Amanti della lor patria, si tenevano per degradati adottandone un'altra. Il nuovo loro stato infelice gli astrinse a desiderare questo antico oggetto del loro disprezzo".
Il padre agostiniano non ci dice da dove abbia ha appreso le sue scarne notizie, ma non nasconde le difficoltà che ha avuto nel reperirle, dichiarando di essersi "appigliato" nel "mettere insieme quante maggiori notizie mi è stato dato di unire, riguardo alla Popolazione in diverse epoche" . Se Scipione l'Africano, dopo le vittorie nella Seconda Guerra Punica, in particolare a Zama, fu ricompensato con vasti appezzamenti di terra, e sebbene le fonti si concentrino spesso sulla sua campagna in Africa e sulla sua figura politica, la distribuzione di terre ai veterani in effetti fu una pratica romana comune per garantirne la fedeltà e integrare l'esercito; la Puglia, regione strategica, fu certamente interessata da assegnazioni di terre (ager publicus) ai suoi soldati come ricompensa per i lunghi servizi e le battaglie, rafforzando il controllo romano sul territorio.
È in questo contesto che compare il nome Coratus, che deriverebbe da una abbreviazione dal patrizio romano "chiamato Cajus Oratus" , a cui sarebbe stata affidata una di queste terre. Eppure, in assenza della citazione di una fonte che permetta un riscontro, ci pare che l'ipotesi rimanga difficilmente sostenibile, se non una vera e propria fantasia.
Priva pure di adeguata documentazione è anche l'ipotesi che l'origine di Corato sia legata alla centuriazione romana dell'agro di Ruvo, avvenuta nei primi secoli dopo Cristo, da cui alcuni studiosi farebbero derivare il toponimo "Quarata", e che avrebbe contrassegnato la città fino all'epoca moderna . Lo storico inglese John Bradford accenna a scoperte effettuate in Puglia tra il 1949 e il 1950 in seguito a rilievi aerofotografici operati come pilota della R.A.F. durante la Seconda Guerra Mondiale. Nei pressi del centro abitato di Corato questi studi si manifestano in allineamenti di antiche strade, viottoli, cippi, specchie e pietre seminterrate, spesso sovrapposti o confusi con moderni appoderamenti, identificabili tramite analisi del paesaggio agrario antico.
Insomma, la genesi e la storia antica di Corato sono tutte da scrivere.
Nulla di significativo è stato aggiunto negli ultimi decenni, se non rimestamenti. Per avere notizie più solide e certe servirebbero scavi archeologici in combinazione con rilevazioni aree, capaci di appurare la presenza nel nostro territorio di edifici di epoca romana e magari luoghi di culto precristiani. E per far ciò servirebbero consistenti investimenti economici e volontà politica, due aspetti che vanno a braccetto».
Le fonti del professor Giovanni Capurso
- C. Lojodice, Appunti per la storia di Corato, Anno II, 1888, Stab. tipografico di Salvatore Marchese, Napoli 1889, p.8. Ivi,. 11
- S. Addario, Brevi notizie storiche sulla città di Corato e sue vicine località memorabili, Tipi G. Giannone, Corato 1909, p. 6.
- Cfr. M. Piccarreta e E. Torelli, "Il problema delle origini", in Corato nel Medioevo, Pro Loco Quadratum 2008, p. 17.


Ricevi aggiornamenti e contenuti da Corato .jpg)


.jpg)



.jpg)