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Nasce a Corato il "Comitato per il no" al Referendum sulla Giustizia

«Vogliono giudici silenziosi che non disturbino il Governo»

Si è costituito ufficialmente oggi a Corato il Comitato per il NO al referendum confermativo sulla riforma della Magistratura (Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025). Un fronte unitario composto da forze politiche, sindacali e associazioni civiche si mobilita per respingere una modifica costituzionale inutile e dannosa. A promuovere il comitato locale sono: Partito Democratico e Giovani Democratici, DemoS Democrazia Solidale, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra (AVS), Rifondazione Comunista, Legambiente, Libera, ANPI e CGIL.

L'ATTACCO ALL'INDIPENDENZA: IL VERO SCOPO DELLA RIFORMA

Il Comitato denuncia che dietro la separazione delle carriere si nasconde la volontà di sottomettere il potere giudiziario a quello politico. La filosofia di questa riforma è stata svelata chiaramente dalle recenti dichiarazioni della Presidente del Consiglio in merito ai rilievi della Corte dei Conti sul Ponte sullo Stretto. "Quando la Premier definisce la legittima e documentata censura della Corte dei Conti come una 'intollerabile invadenza dei giudici', è finalmente sincera," dichiarano i promotori. "Quelle parole racchiudono il senso profondo di questa pericolosa riforma. Il messaggio è chiaro: i giudici non devono ostacolare o 'remare contro' le iniziative e gli atti del Governo. Noi diciamo NO: una magistratura indipendente è l'unico argine all'arbitrio del potere."

UNA RIFORMA SBAGLIATA E COSTOSA: I MOTIVI DEL NO

Oltre al pericolo democratico, il Comitato contesta la narrazione secondo cui questa sarebbe una riforma per velocizzare i processi. Al contrario: È uno spreco di denaro pubblico: La creazione di due CSM distinti e di una nuova Alta Corte disciplinare costerà allo Stato oltre 70 milioni di euro l'anno. Soldi dei contribuenti che vengono sprecati per moltiplicare le poltrone, mentre con le stesse risorse si potrebbero assumere subito 600 nuovi magistrati per smaltire l'arretrato. Crea un PM "Super-Accusatore": Separando le carriere, il Pubblico Ministero non sarà più una figura di garanzia che cerca la verità (anche a favore dell'indagato), ma diventerà un "avvocato dell'accusa". Si scivola verso un pericoloso "modello americano", dove il cittadino comune, se privo di grandi risorse economiche, rischia di essere stritolato dal sistema. Non tocca i veri problemi: La riforma riguarda solo il penale, ignorando totalmente l'80% dei processi (civili, amministrativi e tributari) che intasano i tribunali. Servono cancellieri, strutture e digitalizzazione, non guerre ideologiche.

MOBILITAZIONE IMMEDIATA: FIRMARE ENTRO IL 30 GENNAIO

Poiché il referendum sarà senza quorum, ogni singolo voto sarà decisivo. Il Comitato avvierà una campagna capillare nei luoghi di relazione sociale (bar, parrocchie, circoli, università) per informare i cittadini su ciò che i promotori del Sì nascondono. L'urgenza attuale è la raccolta firme per la costituzione del comitato nazionale. C'è tempo solo fino al 30 gennaio 2026. Il Comitato invita tutti i cittadini a sottoscrivere immediatamente la richiesta: Online: tramite la piattaforma pubblica questo è il link.
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